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La storia del bimbo che voleva raccogliere Dio con una conchiglia

La storia del bimbo che voleva raccogliere Dio con una conchiglia

Oggi ti racconterò un aneddoto curioso. Si narra che un giorno Sant’Agostino, tutto assorto nei suoi pensieri, stesse passeggiando lungo la spiaggia. Era talmente concentrato che quasi non si accorse di un bambino, seduto sulla riva del mare, finché non gli inciampò addosso. Lo osservò mentre, più volte, riempiva una conchiglia con l’acqua, per poi versarla in una buca. “Che stai facendo?”, gli chiese. “Non lo vedi? – rispose candidamente il bimbo – voglio travasare tutto il mare in questa buca”. Agostino scosse la testa e sorrise: “Ma non capisci che non è possibile? Non riuscirai mai a versare tutta l’acqua del mare in questo fosso!”. “Nemmeno tu – esclamò il bimbo, fattosi improvvisamente serio – potrai mai spiegare il mistero della Trinità con la sola forza della tua ragione!”. E scomparve.

Dio si serve di un piccolo angioletto per insegnare a Sant’Agostino che no, il mistero di Dio è talmente grande ed impenetrabile, che non lo si può spiegare con la mente. Comprenderlo richiede uno sforzo di intelligenza e fantasia, che va ben oltre le nostre capacità. C’è poco da fare: Dio è più grande. È più grande del nostro pensiero e della nostra immaginazione. Ma Lui, che ci stupisce sempre, ci sorprende anche questa volta e affida ad un piccolo bambino il compito di parlarci del segreto più grande di tutti!

I bambini, si sa, sono sempre stati cari a Gesù: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Allora capiamo che è proprio questo lo sguardo giusto per avvicinarci al mistero di Dio: quello capace di meravigliarsi davanti all’infinito. Curioso di scoprire, come quello di un bambino. Innocente e scevro di pregiudizi. Ed è attraverso questi occhi che, nelle scorse puntate di “Sorprendersi con Dio”, a poco a poco, ci siamo avvicinati all’Eterno. Partendo da basi scientifiche, abbiamo scoperto quanto sia improbabile che la vita sia solo frutto del caso. Abbiamo incontrato il riflesso di Dio nella meraviglia di un cielo stellato. Indagato un dipinto che nasconde, dietro ad ogni pennellata, il segreto della Risurrezione. Riconosciuto il Volto di Cristo impresso sulla Sindone. Siamo perfino riusciti a pesare l’anima e, attraverso i racconti di chi è stato salvato in extremis dai medici, l’abbiamo seguita nel suo viaggio verso l’aldilà. Nel prossimo numero, sempre con questo sguardo bambino, ci occuperemo di uno degli oggetti più misteriosi della Bibbia: l’Arca dell’Alleanza. E scopriremo che, attraverso di essa, si poteva (può) parlare con Dio. Sorprendente vero?

Alessandro Ginotta

Questo articolo è stato pubblicato su “Il Corriere della Valle” n. 18 del 5 maggio 2022

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