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Cristo è Risorto davvero! Lo dice anche la scienza!

Cristo è Risorto davvero, lo dice anche la scienza

Abbiamo una fotografia autentica di Gesù. Anzi, un negativo! È la Santa Sindone, il Telo che fu “testimone oculare” della Risurrezione di Cristo nel Sepolcro: “Giuseppe (d’Arimatea), preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido Lenzuolo (Sindòn) e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del Sepolcro, se ne andò” (Matteo 27,59-60). Ebbene amici, in questa puntata di “Sorprendersi con Dio”, vi parlerò di due esperimenti: uno prettamente scientifico, condotto dal prestigioso Centro Ricerche ENEA di Frascati, ed un secondo che, tenetevi forte, potremo eseguire anche noi!

Iniziamo dal primo: pittori, fotografi, scienziati… In molti hanno tentato di riprodurre l’immagine sindonica senza riuscirci. Ed è proprio questa impossibilità di “falsificare” il Telo, la più convincente prova della sua autenticità. Dai raggi X alla termografia, dalla spettrometria ai saggi chimici su micro-porzioni del tessuto, gli innumerevoli test che sono stati eseguiti nel tempo, hanno evidenziato alcune peculiarità estremamente interessanti: non è un dipinto; non c’è traccia di pigmento; non è una stampa; le macchie rosse sono autentico sangue umano; l’immagine è “tridimensionale”, proprio come sarebbe se il telo avesse avvolto il corpo a diverse distanze (naso, occhi, fino alle braccia, con tanto di ferite ai polsi ed al costato). Questa tridimensionalità, tecnica non nota nel medioevo, è un altro punto a favore dell’autenticità della Reliquia. Insomma: non può essere un falso, tantomeno medievale. L’immagine sembra essere proprio quella di un corpo che passa attraverso al lenzuolo! C’è di più: a produrla è stato un fenomeno che ha emesso una forte energia. L’ENEA di Frascati ha ricostruito qualcosa di molto simile alle tracce della Sindone, partendo da un lino irradiato con un laser ad eccimeri: un flash di luce è riuscito a colorare un telo in laboratorio! Giunti a questo punto, ipotizzare che questa “luce” possa essere proprio quella della Risurrezione viene piuttosto naturale, vero? 

Tentiamo il secondo esperimento: concentriamoci su questa immagine del corpo che, al passaggio attraverso il telo, lascia impressa la propria impronta. Socchiudiamo gli occhi ed immaginiamo quel lenzuolo che, fino ad un istante prima, velava le sembianze senza vita del Signore, librarsi nell’aria come sospeso, sotto una luce potentissima, per poi afflosciarsi vuoto. Ecco: la Risurrezione è avvenuta davanti ai nostri occhi! Sorpresi? Non perdete il prossimo numero del Corriere della Valle, perché… ne vedremo delle belle!

Alessandro Ginotta

L’articolo è uscito anche su: “Il Corriere della Valle”, n. 14, del 7 aprile 2022

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