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Sator: un mistero irrisolto da duemila anni

Il quadrato magico del SATOR, un mistero che dura da 2000 anni

C’è un mistero che resiste irrisolto da più di 2000 anni. Se alcuni tra i più scettici lo considerano soltanto un arguto gioco di parole, i cavalieri templari gli attribuivano poteri soprannaturali straordinari, tant’è che lo adottarono come sigillo o scudo di protezione.

Stiamo parlando del SATOR: un quadrato “magico” che, secondo alcuni, racchiuderebbe i destini del mondo, dalla sua Creazione al Giorno del Giudizio. Lo troviamo raffigurato in molti edifici religiosi: dalla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, alla cattedrale di Digione; dalle Abbazie di Casamari e Montecassino a Santiago di Compostela e in moltissime chiese e cattedrali in ogni zona d’Europa. Si trova anche ad Aosta, nella Collegiata di Sant’Orso: curioso che qui le lettere, anziché un quadrato, costruiscano un cerchio. Il più antico SATOR in assoluto fu riportato alla luce nel 1925 tra le rovine di Pompei (79 dC).

Quadrato del SATOR, fonte Wikipedia  licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

La particolarità è che il SATOR è perfettamente simmetrico: ogni parola è bifronte e l’intera scritta è palindroma. La frase, cioè, appare identica sia leggendo verso sinistra che verso destra; si può leggere addirittura dal basso verso l’alto. Le parole raffigurate sono: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Il termine “SATOR” in latino significa seminatore, coltivatore e, in senso figurato, Dio, Creatore. “AREPO” sembrerebbe un termine collegato all’agricoltura, forse un campo od un attrezzo simile ad una falce o ad una roncola. C’è anche chi ritiene che indichi la costellazione dell’Orsa Maggiore (il Grande Carro). Più facile la continuazione: “TENET” significa letteralmente “tiene” oppure “regge” (guida). Mentre “OPERA” è il plurale di opus: “le opere”. Infine, “ROTAS“ significa “ruote” e viene inteso come le “ruote del destino” o le “sorti dell’umanità”.

Una lettura lineare potrebbe indicare: “Il Creatore della terra governa le ruote del destino”. Leggendo la scrittura come bustrofedica (cambiando verso di percorrenza alla fine di ogni riga o di ogni colonna) otterremmo: “SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS”, ovvero: “L’uomo decide le sue azioni quotidiane, ma soltanto Dio decide il suo destino”. Tra i tanti esempi di anagrammi possibili, sempre in campo religioso, si può trarre: O PATER, ORES PRO AETATE NOSTRA (“O Padre, prega per la nostra età“); ORA, OPERARE, OSTENTA TE, PASTOR (“Prega, opera e mostrati, o Pastore“); RETRO SATANA, TOTO OPERE ASPER (“Arretra, Satana, crudele in tutte le tue opere“). Le lettere anagrammate costituiscono una croce con due PATERNOSTER ed i simboli “A” ed “O” che evocano un biblico alfa e omega: il principio e la fine di ogni cosa. Sorprendente vero?

Alessandro Ginotta    

L’articolo è stato pubblicato sul “Corriere della Valle” del 27 aprile 2023


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