Vai al contenuto

Il miracolo di Ognissanti

Ti sorprenderesti se ti dicessi che anche San Giovanni Bosco moltiplicò il cibo, proprio come Gesù (Matteo 14,13-21, Marco 6,30-44, Luca 9, 12-17, Giovanni 6, 1-14) ed il profeta Elia (cfr. 1Re 17,7-16)?

Lo racconta Don Giovanni Battista Lemoyne, primo biografo di San Giovanni Bosco: “Era la Festa di Ognissanti del 1849, Don Bosco condusse tutti i giovani interni ed esterni dell’Oratorio a visitare il Camposanto per pregare pace ai poveri defunti; ed aveva promesso di regalar loro delle castagne quando fossero ritornati in Valdocco. Mamma Margherita ne aveva comperato tre sacchi, ma pensando che ne occorresse soltanto una piccola quantità per premiare o divertire i giovani, non ne fece cuocere che alcuni coppi”. Fu Giuseppe Buzzetti, il primo dei ragazzi dell’oratorio a rientrare, ad accorgersi che le castagne non sarebbero potute bastare per tutti. Non sapendo come rimediare versò comunque le castagne in un secchio che consegnò a Don Bosco, ma vedendo che questi attingeva a piene mani dal secchio per consegnare una generosa porzione di castagne per ciascun ragazzo osservò: “Che fa, Don Bosco? Non ne abbiamo per tutti!”. “Ma sì -rispose il santo – ne abbiamo comperati tre sacchi!”. “No, no – lo corresse Buzzetti – le altre non sono cotte!”. Ma a San Giovanni Bosco rincresceva di non poter dare lo stesso numero di castagne a tutti i suoi ragazzi, così rispose: “Continuiamo a dare a ciascuno la parte sua, finché ce ne sarà!”. Buzzetti, che aveva calcolato che il secchio non potesse contenere più di tre o quattro razioni, continuava a guardare don Bosco scrollando il capo. Come potevano bastare per 650 ragazzi? Intanto, le grida di gioia si smorzarono perché i più vicini al recipiente si accorsero che era quasi vuoto. “Ma Don Bosco – racconta Lemoyne – calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva pieno in modo che le castagne si riversavano, mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse”. Non furono tre o quattro a ricevere le castagne, ma tutti e 650 e, quando anche l’ultimo dei ragazzi fu servito, Buzzetti si accorse che nel secchio era rimasta un’ultima porzione, quella di San Giovanni Bosco. Intanto i ragazzi avevano iniziato a gridare: “Don Bosco è un santo! Don Bosco è un santo!”. Prodigi come questo ci insegnano ad avere fiducia nel trascendente: Dio può moltiplicare i tuoi sforzi e permetterti di ottenere un risultato impensabile. Che cosa ti chiede in cambio? Soltanto di crederci! Sì, di crederci. Di non scoraggiarti. Di continuare a provare. Di perseverare ed impegnarti. Di pregare coraggiosamente, un po’ come la vedova molesta che incalza il giudice della parabola (cfr. Luca 18,1-8).

Ti è piaciuto questo articolo? Puoi trovare molti altri contenuti come questo ogni settimana nella rubrica: Sorprendersi con Dio, su Il Corriere della Valle, il settimanale della Diocesi di Aosta. Sorprendersi con Dio è anche il mio ultimo libro. Lo trovi qui:

Scopri di più da La buona Parola

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere