Carità e Media. La San Vincenzo dei giovani. Carità e Media. L’intervento di Monica Galdo

Carità e Media. La San Vincenzo dei giovani. L’intervento di Monica Galdo

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Vorrei racchiudere il mondo intero in una rete di carità“. E’ una delle frasi più note attribuite al fondatore della Società di San Vincenzo De Paoli, il beato Federico Ozanam (Milano, 23 aprile 1813 – Marsiglia, 8 settembre 1853), giornalista e docente universitario. Il sogno di Federico si è realizzato. E questa rete è tessuta dalle maglie forti della vita, dell’impegno, della passione di 850.000 volontari che in 150 paesi de mondo ogni giorno combattono la povertà, l’esclusione, lo scarto, accanto ai più deboli.

Carità e Media: L'intervento del Presidente Generale Renato Lima de Oliveira. Frasi che fanno riflettere

Sabato 11 novembre a questa rete si sono connessi 14 nuovi nodi: a Torino, Roma da dove è intervenuto il Presidente Nazionale Antonio Gianfico, Napoli dove era presente Monica Galdo della Giunta Esecutiva, Milano ed anche Brasilia, dall’altro lato dell’oceano per il collegamento con il Presidente Generale Renato Lima de Oliveira. Da un continente all’altro quattordici relatori tra le firme più autorevoli del giornalismo hanno deciso di intrecciare le loro esperienze mettendole in comune con le maglie del volontariato, per dare voce al grido silenzioso di chi vive in situazioni difficili, ma che troppo spesso viene dimenticato da un’opinione pubblica che quasi lo vorrebbe cancellare, come se fosse un “elemento di fastidio”.

Carità e Media. La San Vincenzo dei giovani. Carità e Media. L’intervento di Monica Galdo

La Società di San Vincenzo De Paoli è nata dai giovani, tra i giovani e per i giovani! Il nostro fondatore, il beato Federico Ozanam, aveva vent’anni quando riunì attorno a sè il primo gruppo di amici studenti alla Sorbona di Parigi per dare vita alla prima “Conferenza di Carità”. Per parlare di questo aspetto a “Carità e Media” dalla sede di Napoli è intervenuta Monica Galdo:

Buonasera a tutti,

non potevamo non parlare della presenza dei giovani nella Società di San Vincenzo De Paoli.

La nostra associazione è infatti nata nel 1833 proprio da un gruppo di giovani tra cui Antonio Federico Ozanam, ed è nata durante degli incontri giovanili alla Sorbona di Parigi denominati Conferenze di diritto e di storia. A questi incontri partecipavano anche giovani di fede ed opinioni diverse e spesso si accendevano violente discussioni, fu proprio in seguito a una discussione che Federico e i suoi amici decisero di passare dalle parole all’azione testimoniando quindi con opere concrete la vitalità della loro fede.

Quindi, la San Vincenzo è nata dai giovani, tra i giovani e per i giovani!

Ozanam diceva:

[…] “il fine della Società (della San Vincenzo) è soprattutto quello di ravvivare e diffondere nella gioventù lo spirito del cattolicesimo; a questo scopo sono indispensabili l’assiduità alle riunioni, l’unione d’intenti e preghiera, e la visita ai poveri deve essere un mezzo e non lo scopo della nostra associazione.”

Oggi a 184 anni di distanza i giovani in San Vincenzo sono presenti nelle conferenze giovanili e nelle conferenze miste, di giovani ed adulti.

I nostri giovani non sono un esercito ma una risorsa da valorizzare e orientare.

I nostri giovani cercano e trovano nel carisma vincenziano i valori per costruire la propria identità e, nel fare concreto, nell’aiuto al prossimo le esperienze per arricchire il proprio cammino!

Operano scambiando esperienze con altri giovani e con gli adulti.

Si mettono in gioco, provando a essere sempre più presenza attiva nella San Vincenzo. La motivazione che li spinge all’impegno è quella di sentirsi parte attiva di un processo trasformativo e di cambiamento.

Agli adulti chiedono di essere accompagnati.

I giovani infatti in San Vincenzo non sono un mondo a parte e gli adulti si assumono il compito e la responsabilità di permettere ai giovani di trovare la strada giusta per concretizzare la loro voglia di dare una mano.

Gli adulti per i giovani sono testimoni credibili, facendosi vicini ai giovani nell’ascoltare le loro esigenze e nel dialogare con loro, perché realmente i giovani cercano modelli di riferimento per la vita e così facendo i nostri giovani diventano a loro volta testimoni di carità che contagiano altri giovani.

In San Vincenzo due quindi sono le parole chiave alla base della relazione tra giovani e adulti: accompagnamento e collaborazione. Per noi i giovani sono delle fucine di idee e non solo delle braccia pronte all’uso! Il successo di questa relazione è appunto nel dare spazio alle loro idee, il segreto è che non realizziamo attività per i giovani ma con i giovani cercando insieme strategie d’azioni più stimolanti, innovative e attraenti anche per altri giovani.

In San Vincenzo vi sono delle bellissime esperienze:

Ad Aosta vi è un’esperienza di condivisione tra la conferenza giovanile e la conferenza degli adulti. I giovani insieme agli adulti si impegnano nell’azione peculiare della San Vincenzo “la Visita”, in particolare danno attenzione ai più piccoli della famiglia che si va a visitare creando per loro attività specifiche. Non è l’unica esperienza in Italia, in molte altri luoghi i giovani sperimentano insieme agli adulti l’importanza della Visita, l’aiuto portato attraverso un rapporto personale diretto dove il povero non è più soltanto “un bisogno sociale” da soddisfare, ma “una persona da amare”.

Un’altra bellissima esperienza è a Pieve di Soligo in Veneto dove dal continuo scambio di esperienza tra adulti e giovani è nata una conferenza giovani che si impegna, oltre che nella visita, in attività di doposcuola e animazione per i ragazzini del territorio.

A Milano abbiamo due conferenze giovanili in due istituti scolastici che si impegnano e coinvolgono gli studenti in varie attività dalla mensa alla visita in casa di riposo.

A Napoli a Sant’Antimo, il Centro Ozanam dove giovani e adulti si impegnano in attività rivolte ai minori e alle famiglie, anzi sono proprio i minori che fungono da gancio per arrivare alle famiglie. Così tra un laboratorio di doposcuola, di arte creativa, di teatro, di ago e filo, si tessono relazioni con le famiglie e tra le famiglie.

Ancora l’esperienza di Caltagirone in Sicilia dove i giovani insieme agli adulti si impegnano nell’attività di banco alimentare, di visita, anche presso case di riposo. Qui giovani e adulti fanno insieme un percorso di confronto crescita e formazione.

Ecco queste e tantissime altre realtà in Italia dove è viva la presenza dei giovani.

Lo stile è quello tipico vincenziano, quello di tessere relazioni con in nostri fratelli svantaggiati, perché per i vincenziani la carità «non è solo aiutare, non è solo beneficenza meramente materiale ma è soprattutto inclusione, creare relazioni che diano alla persona la possibilità di integrarsi e di essere supportato nella costruzione di percorsi che superano gli ostacoli che abitualmente incontra».

Questo per i giovani è una vera palestra di vita, aiutare gli altri è importante anche per la propria crescita personale. Queste esperienze hanno grandi effetti sul piano emotivo e umano, sullo sviluppo dell’identità individuale e sociale, sulla comprensione di sé e dell’altro, permettono ai giovani di mettere alla prova le proprie competenze interpersonali e anche di acquisire competenze specifiche.

In questo noi tutti e in particolare i media abbiamo una grande responsabilità e un dovere nei confronti dei nostri assistiti, dei volontari in genere e in particolare dei nostri giovani che oggi vivono nell’era della comunicazione digitale dove spesso le relazioni sono ridotte a un click a un mi piace a un’emoticon.

E allora ai media soprattutto il compito di aiutarci a trasmettere il messaggio del volontariato, di prestare sempre più attenzione ai modi e a nuove strategie per comunicare e raccontare la carità, questo può aiutarci a raggiungere sempre più i giovani e a continuare a realizzare il sogno di Federico Ozanam:

“Vorrei che tutti i giovani di testa e di cuore si unissero in opere di Carità”.

Monica Galdo
Membro Giunta Esecutiva
Federazione Nazionale
Società di San Vincenzo De Paoli

Alessandro Ginotta
Ufficio Stampa
Società di San Vincenzo De Paoli

Le fotografie della sala di Torino sono di Carlo Cretella (Il Videogiornale) e Renzo Bussio (La Voce e il Tempo)

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Alessandro Ginotta
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