Carità e Media. L’intervento del Presidente Antonio Gianfico: La San Vincenzo della prossimità e dell'inclusione

Carità e Media. L’intervento del Presidente Antonio Gianfico: La San Vincenzo della prossimità e dell’inclusione

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Torino, Roma, Napoli, Milano e Brasilia. Cinque città collegate tra loro tramite un sistema di videoconferenza. Un ponte virtuale che attraversa l’Italia intera ed anche l’oceano ha permesso a quattordici giornalisti, operatori dei media e volontari di confrontarsi sul tema della Carità. Vissuta, operata, raccontata. Una giornata ricca di testimonianze, di buoni esempi, di voglia di impegnarsi a fare il bene e raccontarlo bene. Senza eccessi, ma con determinazione. Senza sensazionalismi ma con amore e rispetto per chi soffre, per chi non è in grado da solo di rialzarsi perchè schiacciato da quella povertà che l’azione inclusiva dei volontari della Società di San Vincenzo De Paoli da sempre si sforza di combattere.

Carità e Media. L’intervento del Presidente Antonio Gianfico: La San Vincenzo della prossimità e dell'inclusione

Un’azione d’amore verso il prossimo che è stata al centro del discorso tenuto dal dott. Antonio Gianfico, Presidente della Federazione Nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, in collegamento da Roma:

Carità e Media. L’intervento del Presidente Antonio Gianfico: La San Vincenzo della prossimità e dell'inclusione

La Società di San Vincenzo De Paoli esprime da sempre il proprio carisma attraverso l’esercizio della Carità con azioni di prossimità che cercano di leggere le povertà e provano ad individuarne le cause.

Le espressioni di prossimità che la San Vincenzo mette in essere in Italia sono diverse e cambiano lungo il territorio in base alle necessità, quindi, possiamo annoverare mense, dormitori, case per anziani, vari laboratori rivolti a minori, a donne e ad anziani sia italiani che stranieri.

La specificità della nostra associazione resta comunque la visita domiciliare al povero e in particolare alla famiglia. In questo la San Vincenzo esprime in pieno la sua azione di amore verso il prossimo, il suo ruolo di cittadinanza attiva, promuovendo azioni inclusive per i fratelli svantaggiati.

I volontari vincenziani mettono in primo piano la creazione di un rapporto di amicizia, una relazione empatica con chi vive il disagio, garantendo la propria vicinanza al disagiato e coinvolgendolo nella ricerca di una possibile soluzione da costruire insieme.

Questo metodologia di circolarità di relazioni coinvolge in modo attivo chi vive il disagio, scongiura l’instaurarsi di forme assistenzialistiche fini a se stesse, promuove la dignità della persona recuperando e promuovendo il suo ruolo di attore nel piano della sua inclusione, perché solo se vi è la partecipazione attiva del disagiato si può individuare la soluzione più adeguata al recupero della povertà.

La San Vincenzo, quindi, ricopre un doppio ruolo quello di essere vicino alle persone in difficoltà diventando membro stesso della sua stessa cerchia di relazioni, della sua stessa famiglia, e quello di porsi come promotore di istanze alle istituzioni che sono frutto di un vissuto a diretto contatto con il territorio, con il disagio, esercitando quindi un’ azione coadiuvante per le istituzione stesse.

Anche “Carità e Media” è un’ espressione di vicinanza ai poveri, è un grido di aiuto a tutti coloro che sono deputati a trasmettere le informazione affinché questa diventi sensibilizzazione ad uno stile di vita che accompagni le persone a scoprire/riscoprire il valore della prossimità a garanzia della legalità, della pace e del bene comune.

Chiaramente in Italia vi sono una moltitudine di iniziative che seppure legate da un filo comune, quello di aiutare il prossimo, si attivano con modalità diverse e quindi con risultati più apprezzabili in alcuni luoghi rispetto ad altri. Oggi la nostra associazione si sta organizzando per una trasmissione di esperienze non più in forma verticale, ma ad una condivisione di buone pratiche in forma orizzontale.

Questo lo sta realizzando attraverso due strumenti in particolare, una forma più statica come la Comunità di pratiche www.travincenziani.it, il sito internet, le pagine social che consentono al volontario, nel rispetto dei suoi tempi, di essere aggiornato ed informato per fare bene il bene e lo strumento del webinar, cioè di seminari in rete dove ognuno da casa propria si può collegarsi per condividere e confrontarsi su idee e progetti. Questa esperienza già collaudata con 18 consigli dell’Italia meridionale nelle regioni della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna si sta organizzando per coinvolgere tutta l’ Italia . E’ proprio di questi giorni l’invito a tutti i consigli centrali di Italia di suggerire rispetto a determinate tematiche delle buone pratiche da condividere. Anche per la formazione vincenziana si sta adottando una formazione informale dove tutti sono attori. Questi sono segni di una San Vincenzo che si adegua alla società che cambia affinché il suo impegno come cattolico e come vincenziano sia sempre più significativo.

La San Vincenzo italiana ha anche un settore per la solidarietà e gemellaggi nel mondo che da sempre, insieme ai Padri della Missione e alle Suore della Carità, si adopera nel sostenere gruppi di volontariato nel mondo affinché possano mettere in atto aiuti non solo per le necessità dell’immediato, ma anche iniziative di startup al fine di incoraggiare lo straniero e rimanere nel proprio territorio di origine e provare a promuoverlo.

Una iniziativa significativa è quella dell’Albania dove da alcuni anni la Società di San Vincenzo De Paoli italiana è presente con aiuti ad alcune comunità seguite insieme alle suore della Carità e ai Padri della missione. Tra le esperienze vi è quella di un gruppo di dieci giovani sostenuti nello studio universitario e poi invitati a condividere alcune esperienze di campi giovani in Italia.

Ecco che questi hanno spontaneamente deciso di fondare una conferenza a Mollas, loro città di appartenenza, per cui il 28 novembre prossimo si ufficializzerà la presenza della Società di San Vincenzo De Paoli nella 151° nazione. Questo grazie all’iniziativa di gemellaggio di una conferenza di Lecco e grazie a tutti i vincenziani d’Italia che si sono autotassati negli anni per il sostegno economico. Nel prossimo anno, ad opera del Consiglio Centrale di Caltagirone, si proverà a far decollare una formazione a Mollas sulla produzione di oggetti di ceramica, nel tentativo di promuovere lavoro.

Concludo dicendo che tutte le esperienze vincenziane scongiurano la forma assistenzialistica in Italia come all’estero, si pone al centro la persona nella sua totalità con pari dignità con il volontario e con la società circostante.

Roma, 11 novembre 2017
Antonio Gianfico
Presidente Federazione Nazionale
Società di San Vincenzo De Paoli

Alessandro Ginotta
Ufficio Stampa
Società di San Vincenzo De Paoli

fotografie: Renzo Bussio (La Voce e il Tempo)

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