Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Solo “io” e niente “Dio”. Questa è un po’ la legge che sembra governare il mondo di questi tempi. La nostra società ci invita sempre più ad “apparire”… e sempre meno ad “essere”. Tv, radio, riviste, e… non parliamo di internet… ovunque il messaggio è questo: farsi vedere, la ricerca dell’immagine a qualunque costo. Il messaggio è vuoto, ma l’aspetto è… come descriverlo? Un’apparenza che vorrebbe stupire, ma ormai solo stufa; il goffo tentativo di ricercare un’orginalità che sfocia nella banalità; una fama che annoia… Siamo circondati da fantocci e marionette dipinte, che danzano come ombre cinesi davanti alla lampada rotta del serpente antico. Il seduttore di anime, ladro sornione, che ogni giorno cattura qualche nuovo “attore”, lo lancia sul palcoscenico per un solo minuto di falsa gloria, e poi lo rinchiude per sempre nel buio desolato del suo baule che odora di zolfo.

La vanità è vuota. Quando al mattino sorge il sole e si spegne la lampada rotta del burattinaio, allora le marionette si vedono per quel che sono: nient’altro che stracci logori e sporchi. Così sono le nostre anime, quando ci lasciamo andare agli eccessi della vanità.

Gesù parla chiaro: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli” (v. 1). Vanagloria, ostentazione, ambizione svuotano di significato la nostra elemosina: “quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente” (v. 2).

quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente
Quando, da ragazzino, leggevo questo brano del Vangelo, non riuscivo a trattenere un sorriso: immaginavo infatti un uomo che entra nel Tempio suonando la tromba. In realtà, come ci mostra questa illustrazione del disegnatore inglese Harold Copping (1927 circa), la “tromba” era una sorta di imbuto metallico che veniva applicato sopra le cassette e serviva per raccogliere le monete. I farisei erano soliti farla risuonare lanciando la moneta in modo tale che questa rimbalzasse più volte, così tutti potevano sentire che era stata fatta una donazione…

Atteggiamento quanto mai sbagliato che Gesù vuole correggere: “Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”  (vv. 3-4).

L’insegnamento di Gesù sull’elemosina, la preghiera e il digiuno, ci mostra proprio la strada: non dobbiamo cercare la lode dell’uomo, ma instaurare un dialogo sincero con Dio. E se vorremo essere sinceri, certo non dovremo ostentare la nostra preghiera per mostrare agli altri quanto siamo buoni. Dio legge nel nostro cuore, lo sa già. Non serve l’ammirazione di nessuno. Non serve l’approvazione di nessuno. Solo “Dio” e niente “io”. Questa è la ricetta, perchè: “non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me” (Galati 2,20).

Cari amici, le domande che oggi vi propongo (e mi propongo) sono: Sono sincero con Dio, o qualche volta “mento” anche a Lui? Quando partecipo ad una processione, o una preghiera pubblica, lo faccio per cercare Dio, oppure “io”? Ma soprattutto, riesco a fare del bene con il cuore umile? Senza gonfiarmi di orgoglio?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Fa’ che il loro cuore sia sempre umile e sincero, pieno di bontà ed amore per Te e per il prossimo.

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà
Il dipinto di oggi è “Cristo prega nel Giardino del Getsemani”, del pittore tedesco Hermann Clementz, 1900, olio su tela, 62 x 80 cm, collezione privata

Alessandro Ginotta

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.