
Quando tutto traballa, chi prendi per mano?
Sai, anche il marinaio più esperto, quando si alza il vento e le onde si fanno minacciose, sente un brivido lungo la schiena. E se la tempesta arriva nel cuore della notte, quel brivido diventa paura. Non solo per l’acqua che invade la barca… ma perché non si vede più la rotta. Si perde l’orientamento. Ci si perde.
La tempesta ha un modo tutto suo di far cadere le maschere: ci spoglia delle nostre sicurezze, ci mostra per come siamo davvero. Fragili. Confusi. Spaventati. E, diciamocelo, anche un po’ soli.
Ma proprio lì, nel pieno del caos… ecco che il Vangelo ci racconta qualcosa di straordinario.
«Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia»
(Matteo 8,23-27)
Lo conosci, vero, questo brano? Gesù è in barca con i discepoli. Dorme. E intanto il mare si agita, le onde montano, la barca rischia di capovolgersi. Panico totale. I discepoli lo svegliano: “Maestro, siamo perduti!”. E Lui, con calma disarmante, si alza. Parla al vento. Parla al mare. E tutto si placa.
“Perché avete paura, gente di poca fede?”
Ecco, io sono convinto di una cosa: Gesù non stava davvero dormendo. Fingeva. Voleva che i suoi amici – e anche noi – capissimo una verità fondamentale: non è mai assente. Anche quando non lo vediamo, anche quando non lo sentiamo. Lui c’è. Sempre. E ci guarda. Ci accompagna. Ci aspetta.
Quando lo lasciamo fuori dalla nostra vita, quando smettiamo di cercarlo… è lì che inizia la tempesta. Senza la sua luce, si finisce per brancolare nel buio. Ci si perde. E, peggio ancora, si perde se stessi. Si affonda nella solitudine, quella vera, quella che fa più male della pioggia e del vento.
Quante volte anche tu, come me, ti sei sentito così? Naufrago in un mare di impegni, di stanchezza, di pensieri. Scosso dalle onde di un mondo che corre e non si cura del dolore. Dove l’indifferenza è diventata regola e il cuore sembra avere il volume abbassato.
Ecco perché abbiamo bisogno di Lui. Abbiamo bisogno che Gesù si alzi in piedi anche nella nostra barca, tenda la mano e ci dica: “Coraggio, ce la puoi fare!”. Abbiamo bisogno che ci rialzi quando cadiamo, che prenda il timone quando perdiamo la rotta. Perché è solo con Lui che possiamo attraversare il mare della vita senza affondare.
“Perché avete paura? Non avete ancora fede?”
La fede comincia così: riconoscendo che non possiamo farcela da soli. Non siamo supereroi. Siamo esseri umani. Con le nostre fragilità. E abbiamo bisogno di Dio come i marinai hanno bisogno delle stelle per orientarsi.
Oggi ti invito a fare una scelta: accogli Gesù nella tua barca. Aprigli il cuore. Consegnagli le tue paure, le tue fatiche, i tuoi “non ce la faccio più”. Scoprirai che, anche nella notte più buia, con Lui a bordo, il sereno torna sempre. Sempre.
Perché quando Gesù è con te, anche la tempesta più forte… non fa più paura.
#Santanotte
Alessandro Ginotta

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