Piccoli mezzi per operare grandi miracoli

Amici, sapete che noi siamo piccoli mezzi per operare grandi miracoli? Il mio (insolito) commento a:

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)

15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore

Avete mai visto Dio? Eppure Lui è qui, con noi, anche adesso. Vi è mai capitato di entrare in una libreria, o in biblioteca, sentirvi attratti da un libro, prenderlo in mano, sfogliarlo ad una pagina a caso ed imbattervi in una frase che si adatta perfettamente alla circostanza che state vivendo? Qualche volta è Dio che vi sta parlando. E le parole che avete letto sono per voi proprio quella risposta che non trovavate ad un problema che vi stava molto a cuore e per il quale, magari, avevate pregato molto. Altre volte la risposta giunge così, per caso, mentre stiamo ascoltando distrattamente la televisione, oppure può accadere di sentire involontariamente un frammento di una discussione fra altre persone. E proprio quelle parole che sollecitano la nostra attenzione ci illuminano. Rispondono ad un nostro interrogativo. Sì, Dio ci parla anche così. Ma ci parla anche con un bel sole o attraverso una romantica luna. Con un bocciolo che si apre od una rondine che vola in cielo. Un arcobaleno. In molti di questi casi noi siamo distratti, pensiamo ad altro. All’improvviso notiamo quel particolare che ci riempie il cuore. Piccoli eventi che ci cambiano la giornata e possono trasformare il nostro umore. Quante volte vi è successo? Penso e spero molte. Perché guardate, amici cari, che ogni giorno Dio è accanto a noi e ci manda segni tangibili della sua presenza che percepiamo come “carezze”. Coincidenze, eventi insoliti od inattesi, che all’improvviso si manifestano e ci parlano di Lui. 

E’ bellissimo percepire la presenza di Dio in questo modo. Ma come fare ad essere sicuri che sia proprio Dio a parlare con noi in questi casi? Forse potremmo semplicemente esserci sbagliati, si potrebbe trattare davvero di una coincidenza… ma se la nostra mente può lasciarsi ingannare, il nostro cuore non cade nel tranello della casualità. Oh no! Quando è davvero un manifestarsi della presenza di Dio lo sentiamo dentro. E’ qualcosa di diverso. E’ qualcosa di intenso. E’ qualcosa che, all’improvviso, spazza via tutto il resto che non ha più importanza e noi ci focalizziamo solo su quell’evento. Un evento che fa battere più veloce il cuore. Un evento che si sente vibrare nelle nostre vene e nei nostri muscoli. Qualcosa che ci riscalda e ci riempie. E’ una sensazione ben precisa che, quando la proviamo, siamo in grado di riconoscere. E’ davvero così!

A questo punto abbiamo fatto pulizia degli eventi “farlocchi” che sono la casualità e la natura. Non ci resta che prendere in esame l’ultimo, e più insidioso dei problemi: quella che proviamo potrebbe essere un’esperienza soprannaturale che non viene da Dio. Se è vero che lo Spirito Santo è il più probabile dei messaggeri, perché Dio è sempre accanto a noi e comunica prevalentemente così, anche angeli e demoni potrebbero farlo. Dei primi non ci dobbiamo preoccupare, perché ci parlerebbero comunque di Dio. Dai secondi… dobbiamo imparare a difenderci e diffidare. 

Sant’Ignazio di Loyola ci può aiutare a “discernere”. A capire cioè quando un messaggio soprannaturale proviene da Dio e quando dal demonio: “È proprio del cattivo spirito – scrive Sant’Ignazio – rimordere, rattristare, creare impedimenti, turbando con false ragioni affinché non si vada avanti”. Al contrario “È proprio dello spirito buono dare coraggio, forza, consolazioni, lacrime, ispirazioni e pace, rendendo facili le cose e togliendo ogni impedimento, affinché si vada avanti nel bene operare”. In buona sostanza, amici cari, Dio ci parla sempre con il linguaggio dell’amore ed ispira al nostro cuore sentimenti buoni, di amicizia, di perdono, di generosità, di misericordia. Si tratta sempre di qualcosa di buono, di costruttivo per noi e per chi ci sta accanto. Al contrario, il demonio ci confonde, ci rende lugubri e tristi, ci fa diventare pessimisti, invidiosi, velenosi, ci chiude in noi stessi, mentre Dio ci apre al prossimo. Con un po’ di esercizio è facile distinguere tra la voce di Dio ed il sibilo del serpente.  

Perché con Dio, amici cari, è amore a prima vista. Lo capisci subito che è bene. Il suo amore ti scorre dentro. Quella fiammella che brilla nel profondo della nostra anima ci parla di Lui e ci spinge verso di Lui. Perché è parte di Lui ed a Lui si vuole riunire. Al contrario, il demonio è tenebra, è tristezza, è sconforto. Spegne i nostri entusiasmi ed accende soltanto i desideri peggiori, quelli che fanno del male a noi ed agli altri. Ricordate sempre, amici cari: Dio unisce. Satana divide.

Ma non è bello questo Gesù? “Non vi lascerò orfani: verrò da voi” (v. 18). E ancora: “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (v. 21). Sì, Dio ci parla davvero con il linguaggio dell’amore! Se lo sapremo ascoltare, se sapremo ricambiare, se saremo capaci di restituire una parte di questo amore riversandolo sugli altri, allora saremo in comunione con Lui e Lui entrerà dentro di noi, per operare attraverso di noi, per manifestarsi a noi, per parlare con noi. E, perché no, per parlare tramite noi, facendo a sua volta di noi, piccoli mezzi per grandi miracoli.

Alessandro Ginotta

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.