Al bivio della vita

Eccoci qui: novelli Eve ed Adami. Di nuovo ci troviamo di fronte al nostro albero del bene e del male. Di nuovo dobbiamo scegliere.
Il mio (insolito) commento a:

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21)

18Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che io vi ho detto: «Un servo non è più grande del suo padrone». Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

Parola del Signore

Quante volte, nella nostra vita, ci siamo trovati di fronte ad un bivio? Forse qualcuna. Forse troppe. Forse tutti i giorni, od anche più volte al giorno. In ciascuna di queste occasioni operiamo una scelta. Esercitiamo il nostro libero arbitrio. Il dono più bello e più grande che Dio ci potesse fare, dopo la vita. Perché l’amore che Dio prova per noi è talmente grande da concederci la libertà più ampia. Perfino la libertà di sbagliare. 

Così, attorno a noi, ci sono persone che hanno scelto la luce. Ed altre che preferiscono vivere nelle tenebre. Noi stessi, ad ogni scelta, ci dirigiamo dall’una o dall’altra parte. Talvolta le decisioni sono una riconferma delle nostre convinzioni. Allora, se in noi ci sarà la luce, ci avvicineremo ancora di più alla sorgente di questa luce: a Dio. Se invece il nostro cuore è immerso nella tenebra, probabilmente al bivio sceglieremo la strada che ci porta dove c’è ancora più buio. E poi ci sono le situazioni intermedie: può darsi che, anche una persona in cuor suo santa, possa qualche volta scegliere una strada che la allontana un po’ da Dio. Così come può esserci un truffatore, come ad esempio Zaccheo, che ad un certo punto cambia strada e si arrampica su un albero, anziché occupare il suo tempo in qualche altra azione poco pulita che avrebbe potuto accrescere il proprio patrimonio.

E’ tutta questione di scelte: il buio, o la luce. Il mondo, o lo spirito. L’ozio o l’operosità. L’odio o l’amore. L’invidia o l’ammirazione. Il rancore o il perdono… mille e mille scelte ci possono portare più avanti (o indietro) lungo il nostro cammino.

E, ad un certo punto del nostro viaggio, arriva Gesù e ci sceglie. Allora può succedere che una persona poco raccomandabile, come Levi il pubblicano, diventi Matteo il Santo ed evangelista. Perché Gesù ci ha scelti e ci ha illuminati con il suo sguardo ed ha nutrito il nostro cuore con la sua presenza. E può persino accadere che Saulo, il peggiore dei persecutori, rimanga folgorato sulla via di Damasco e diventi San Paolo, il più prolifico degli apostoli.  

Ad ogni angolo si può nascondere la nostra Damasco. In ogni istante noi possiamo scegliere di diventare un apostolo, od un persecutore. Ad ogni passo possiamo preferire la strada che ci tiene ben ancorati al mondo, agli affari, al denaro ad ogni costo, alla moda più sfrenata… oppure quella che ci eleva al cielo, alla semplicità, all’amore.

Dio ci sceglie. E noi scegliamo. In un incrocio di scelte che può fare della nostra vita il migliore dei capolavori, od il peggiore degli incubi. Sta a noi la scelta: possiamo ascoltare la chiamata di Gesù, o quella del serpente. Ecco il nostro albero della conoscenza del bene e del male. Ecco l’eterna lotta, tra luce e tenebre. Ma attenzione, perché non sempre la strada più comoda è anche la migliore! Il mondo ci inganna e può fare luccicare le proprie tenebre, come un’esca per un pesce. Attenti a non abboccare!

Oggi, cari amici, Gesù ci sceglie. Sceglie proprio te che stai leggendo queste parole. Gesù ti sta scegliendo ora: sta a te decidere in quale mondo vivere: se in quello dell’apparire ad ogni costo, oppure se in quello dell’essere. Dell’essere buono. Dell’essere mite. Dell’essere indulgente. Dell’essere amore. Dell’essere dono. Dono per Dio e dono per gli altri.

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La tentazione di Cristo” di Ary Scheffer, 1854, olio su tela, Walker Art Gallery, Liverpool

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.