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Persino la tua paura è amata

Persino la tua paura è amata

Ci sono giorni in cui la paura ti fa sentire solo al mondo, anche se qualcuno ti cammina accanto e ti domanda come stai. Rispondi, magari sorridi, ma dentro sei ancora fermo a quel pensiero: ciò che dovrai affrontare, ciò che potresti perdere, quel domani che vorresti trattenere lontano ancora un poco. Cerchi una via d’uscita e la mente torna sempre lì, dove fa male. Poi arriva la sera, smetti di mostrarti forte e senti quanto sei stanco di farti coraggio da solo. «Non ce la farai», sussurra qualcosa dentro di te. Ed è proprio allora che hai bisogno di un’altra voce, capace di raggiungerti senza chiederti di smettere di tremare.

Il mio (in)solito commento a:
«Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati» (Luca 12,1-7)

Attorno a Gesù la folla si accalca, le persone si calpestano, ciascuno cerca spazio per avvicinarsi. Lui parla anzitutto ai discepoli e li mette in guardia dall’ipocrisia, quel lievito che lentamente fa crescere la distanza tra il volto che mostriamo e la vita che ci portiamo dentro.

Conosciamo la fatica di abitare quella distanza. Qualche volta abbiamo nascosto un errore per vergogna, taciuto una convinzione per paura, pronunciato un sì mentre tutto, dentro, domandava il coraggio di un no. E forse abbiamo imparato così bene a essere come gli altri ci volevano che adesso, quando qualcuno ci vuole bene davvero, ci viene un dubbio doloroso: se sapesse tutto di me, resterebbe?

Gesù entra in questa domanda. Parla di ciò che è nascosto e verrà alla luce, ci richiama alla responsabilità delle nostre parole, delle nostre scelte. E proprio lì, dove temiamo di essere scoperti, si apre la possibilità di tornare interi: riconoscere il male, riparare dove possiamo, lasciare finalmente che la nostra voce ci assomigli. Dio conosce anche ciò che temi possa renderti impossibile da amare. E ti cerca ancora.Poi Gesù chiama amici i suoi discepoli.

Bisognerebbe sostare a lungo dentro questa parola. Lui sa che quegli uomini avranno paura, che alcuni fuggiranno, che Pietro arriverà a negare di conoscerlo. Eppure affida la sua amicizia proprio a loro, a quelle vite ancora incompiute, così simili alle nostre. Puoi avvicinarti anche tu, con la preghiera che oggi riesci a pronunciare: Signore, ho paura. Vorrei fare ciò che è giusto, ma temo di restare solo. Aiutami a essere sincero senza sentirmi perduto.

Gesù prende sul serio questa lotta. Il male può ferire tanto in profondità da compromettere l’anima, il nostro destino eterno; per questo non devi mai smettere di sentire su di te l’infinito amore di Dio. Ecco che il Signore ci fa guardare i passeri. Cinque uccellini venduti per pochissimo, creature sulle quali lo sguardo passa in fretta. Eppure nessuno di loro è dimenticato da Dio. Nessuno. Da quella piccolezza Gesù arriva fino a te, ai capelli del tuo capo, tutti contati.

Pensa a chi ami. A come riconosceresti la sua stanchezza dal modo in cui appoggia la testa, a quel dettaglio del suo viso che altri neppure vedono. L’amore si accorge. Impara ciò che sfugge alla fretta, custodisce particolari che per il resto del mondo non hanno importanza. Ecco, puoi cominciare a immaginare così l’attenzione di Dio per te. Conosce il coraggio che ti è costato chiedere scusa, la preoccupazione che hai taciuto per non pesare su nessuno, quella volta in cui avresti avuto bisogno di piangere e hai continuato ad ascoltare il dolore di un altro. Per Dio non sei mai stato uno fra tanti, nemmeno quando tu hai smesso di sentirti qualcuno.

Oggi prova a consegnare a una persona fidata una piccola verità che ti pesa. Chiedi quell’aiuto. Lascia che qualcuno possa volerti bene proprio dove ti senti fragile. E porta nella preghiera anche le parole che ti sembrano meno degne: il Signore sa ascoltare una voce che si spezza.

Forse domani avrai ancora paura, ma potrai affrontarlo sapendo che la tua fragilità ha un posto nell’amore. Persino adesso, mentre cerchi la forza di credere a queste parole, sei conosciuto fino all’ultimo capello, fino al pensiero che non sai dire. Puoi posare davanti a Dio le tue preoccupazioni e sentirti più leggero. Dio ti ama, anche adesso. Soprattutto adesso che tu hai più bisogno di Lui. Lasciati amare e guarda al domani con fiducia. La fede non ti inganna mai, così come l’incredibile Amore di Dio non ti abbandonerà mai #Santanotte

Alessandro Ginotta

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