Pentecoste: l’uomo di carne può (se lo vuole) rinascere nello Spirito

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Parola di Dio

Insieme, nello stesso posto. Qui è nata la Chiesa. In questa sala dove Maria, insieme agli apostoli, si erano riuniti per pregare. Forse impauriti, stavano “a porte chiuse” (Gv. 20,19). Fuori il mondo abitato dai giudei e dai romani, proprio coloro che avevano messo a morte, o permesso la morte di Gesù. Dentro un po’ di speranza e molta preghiera, ma ancora “senza ali”. Sì, perchè le ali a noi cristiani le mette lo Spirito Santo. E’ Lui che ci dà la forza di affrontare le difficoltà della vita. E’ Lui che ci insegna a parlare: “non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Mt 10,19-20).

Lo Spirito Santo è vento, che spalanca le porte del nostro cuore e le apre all’amore del Signore. Lo Spirito Santo è voce che esce dalle nostre labbra per proclamare la Parola di Dio. Lo Spirito Santo è fuoco che riscalda i nostri cuori e ci permette di trasmettere il nostro calore a chi ci sta accanto. Lo Spirito Santo è luce, che rischiara il nostro cammino nelle tenebre di questo mondo. Lo Spirito Santo è coraggio che ci dà la forza per compiere la nostra missione evangelizzatrice. Lo Spirito Santo è scudo contro gli attacci del demonio. Lo Spirito Santo è amore. Quell’amore che il Padre riversa su di noi e tramite il Figlio, albero della vita, scorre come linfa nei nostri tralci.

C’è chi è chiuso a questo efflusso d’amore resta come impermeabile. Ha un cuore di pietra (cfr. Ezechiele 36,26). E’ questo il nostro compito: aprire il nostro cuore a Cristo, inondarlo del suo amore, e trasmetterlo agli altri, a chi è lontano, a chi – spesso solo apparentemente – lo respinge. Sì, perchè in ciascuno di noi c’è una piccola scintilla di Dio. Anche nel più cattivo, nel peccatore più incallito, alberga una fiammella. Oggi riceviamo lo Spirito, ed un compito: quello di trasmetterlo a chi ci è vicino.

I nostri padri hanno ricevuto il soffio di Gesù. Una seconda creazione: l’uomo di carne rinasce nello Spirito. Nel libro della Genesi leggiamo: “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). “Ma è lo spirito che è nell’uomo, è il soffio dell’Onnipotente che lo fa intelligente” (Gb 32,8). “Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi fa vivere” (Gb 33,4).

E questo soffio, lo Spirito Santo, che la sera di Pentecoste discese su Maria e sugli apostoli fortificandoli,  oggi, se lo vorremo, potrà scendere anche su di noi: basterà chiederlo al Signore ed aprire il nostro cuore! Attendiamolo perché, se indugia, Egli non tarderà (Abacuc 2,3). Forti della Parola di Gesù: “Se voi essendo cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre darà lo Spirito santo a quelli che glielo chiedono!” (Luca 11,13) alziamo le mani al cielo e preghiamo:

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch’è sviato.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Amen

Sì, l’uomo di carne può rinascere nello Spirito. Tu lo vuoi?

Pentecoste: l'uomo di carne può (se lo vuole) rinascere nello Spirito

Il dipinto di oggi è: “La Pentecoste”, Tiziano Vecellio, 1545, olio su tela, 570×260 cm, Chiesa di Santa Maria della Salute, Venezia

Alessandro Ginotta

Alessandro Ginotta

Responsabile dell'Ufficio Stampa della Società di San Vincenzo De Paoli, Webmaster Cattolico, scrivo articoli (Spiritualità, Fede e Religione) per alcuni periodici cattolici.