• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
La domanda che apre una strada nel buio

La domanda che apre una strada nel buio

Quando una persona che ami comincia ad allontanarsi, il silenzio può sembrarti una casa sicura: ti ripara dalla paura di una risposta dolorosa, ma intanto lascia crescere la distanza. A volte, invece, una domanda pronunciata con amore apre uno spiraglio: «Che cosa ti sta succedendo? Posso restare qui con te?»

Il mio (in)solito commento al Vangelo:
«Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato… ma essi avevano timore di interrogarlo» (Lc 9,43-45)

Ci sono domande che non vogliono mettere a posto ogni cosa. Cercano una presenza, una voce capace di dire: «Non devi attraversare tutto questo da solo». Eppure, quando la vita ci conduce davanti a un dolore che non sappiamo nominare, spesso ci chiudiamo nel silenzio. Aspettiamo. Rimandiamo. Come se tacere potesse tenere lontano ciò che ci spaventa.

Gesù annuncia ai discepoli che sarà consegnato nelle mani degli uomini. Loro non capiscono, ma sentono che quelle parole aprono una ferita, e hanno paura di chiedere. Forse conosciamo anche noi quel timore: quando aspettiamo un esito importante e non troviamo il coraggio di farci aiutare; quando una relazione cambia e ogni domanda sembra poter peggiorare le cose; quando ci chiediamo se avremo la forza di ricominciare, ma rimandiamo persino a noi stessi la risposta.

Cristo vede la paura dei suoi amici. Non li rimprovera, non li costringe a capire tutto subito: continua a camminare con loro. E proprio questo cambia la scena. Le sue parole annunciano la sofferenza, ma la sua presenza dice che il dolore non sarà l’unica voce; che anche dentro il buio si può essere accompagnati, amati, tenuti per mano.

La fede, a volte, non comincia con una risposta. Comincia con una domanda consegnata a Dio così com’è: «Aiutami a capire. Resta con me. Mostrami il prossimo passo». Non dobbiamo arrivare davanti a Lui con tutto in ordine; possiamo portargli anche la confusione, le parole che non riusciamo a dire e quel poco di fiducia che ancora ci resta. Dio sa abitare proprio lì, nel punto in cui ci sentiamo più fragili.

Se oggi il futuro ti sembra troppo grande, non chiederti di percorrerlo tutto in una volta. Cerca il passo che puoi fare adesso: una telefonata, una domanda sincera, una preghiera sussurrata. Il resto affidalo a Dio. La strada può essere ancora incerta, ma la sua mano è già accanto alla tua #Santanotte

Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Lasciati raggiungere dai miei (in)soliti commenti sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter: è gratis e potrai cancellarti in ogni momento!

Tags :

Lasciati raggiungere dai miei (in)soliti commenti sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una e-mail ogni volta che verrà aggiunta una nuova riflessione. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento.

Continua a leggere