• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Il sì che arriva a piedi

Il sì che arriva a piedi

Hai scritto «Scusami», l’hai riletto tre volte e poi hai cancellato tutto. La giornata è andata avanti, ma quelle parole sono rimaste con te, insieme al desiderio di bussare a una porta e alla paura di trovarla chiusa. Gesù ci incontra proprio lì, quando il nostro primo «no» comincia a starci stretto.

Il mio (in)solito commento al Vangelo:
«Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,28-32)

Un padre chiede al figlio di andare nella vigna e, prima ancora di affidargli un lavoro, lo chiama «figlio». Quella parola viene prima della risposta, e resta vera anche quando il ragazzo dice che non ne ha voglia. Gesù non ci racconta che cosa accade dopo, nel tempo sospeso tra il rifiuto e la partenza; ci lascia lo spazio per riconoscere i nostri ripensamenti, quelle sere in cui una frase detta male continua a farci compagnia e ci accorgiamo che avremmo voluto rispondere in un altro modo.

Poi il racconto si muove: «Pentitosi andò». Forse il figlio non sapeva ancora come spiegarsi con suo padre, forse non aveva preparato nessuna promessa. Ha cominciato a camminare. Succede anche a noi, quando troviamo il coraggio di telefonare dopo giorni di silenzio, di presentarci dove avevamo detto che non saremmo più tornati, di dire a qualcuno: «Ho sbagliato. Vorrei riprovarci». Il passato rimane parte della nostra storia, ma da oggi possiamo scriverne una pagina diversa.

L’altro figlio risponde subito di sì, eppure alla vigna non arriva. Quante volte abbiamo detto «ci sono» con affetto sincero, per poi lasciare che gli impegni, la stanchezza o la paura rendessero vuota quella promessa? Gesù riporta anche noi a quelle parole: possiamo ancora dare loro il peso di una presenza, cominciando dalla persona che aspetta da troppo tempo.

E quando parla dei pubblicani e delle prostitute, guarda persone che gli altri avevano ormai ridotto ai loro errori. Loro hanno creduto a Giovanni e hanno accolto la possibilità di cambiare. È una notizia per chi si vergogna di ciò che è stato, e anche per chi fatica a concedere una nuova possibilità a qualcuno che ama: Dio sa riconoscere un passo sincero prima che il resto del mondo si accorga che una vita ha preso un’altra direzione.

Forse oggi la vigna ha il nome di quel messaggio cancellato, di una visita rimandata, di una promessa che puoi ancora mantenere. Potresti trovare esitazione dall’altra parte, e avere bisogno di tempo e pazienza. Ma il Padre ti chiama oggi, con tutto il coraggio che hai adesso. Il tuo primo «no» può averti portato lontano. Ascolta ancora la voce con cui Dio ti chiama «figlio», e lascia che siano i tuoi passi a raccontare dove desideri andare. #Santanotte

Alessandro Ginotta

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