
Il più piccolo non arriva mai da solo
Hai visto qualcuno ricevere il «grazie» che aspettavi da settimane e ti sei rallegrato per lui. Davvero. Eppure, mentre tutti applaudivano, dentro di te si è affacciato un desiderio semplice: «Spero che un giorno qualcuno si accorga anche di me». Non c’è nulla di cui vergognarsi. Perfino chi ama donare ha bisogno, ogni tanto, di sentirsi visto.
Il mio (in)solito commento al Vangelo:
«Chi è il più piccolo tra voi, quello è grande» (Lc 9,46-50)
Gesù conosce i pensieri dei discepoli, che discutono su chi sia il più grande, e risponde facendo una cosa bellissima: prende un bambino e lo mette accanto a sé. Proprio lui, che nessuno avrebbe pensato di chiamare al centro. In un istante cambia tutto. La grandezza smette di essere un posto da conquistare e diventa un posto da offrire.
Guarda bene quel bambino: Gesù non gli chiede di dimostrare quanto vale. Lo vuole vicino. E se oggi sei tu a sentirti piccolo, se hai l’impressione che il bene fatto in silenzio sia passato inosservato, c’è una speranza anche per te in quel gesto: il posto accanto a Gesù non si guadagna a forza di applausi. È già aperto.
Poi Giovanni racconta di aver fermato un uomo che compiva il bene nel nome di Gesù, perché non faceva parte del loro gruppo. «Non lo impedite», risponde il Maestro. Che respiro, in queste parole! Il bene può arrivare anche da mani diverse dalle nostre, prendere strade che non avevamo immaginato, sorprenderci proprio quando pensavamo di sapere come sarebbe dovuto accadere. E ogni volta che qualcuno viene aiutato, c’è una ragione in più per gioire.
Puoi cominciare oggi, senza aspettare di sentirti perfetto: congratularti con quel collega, ascoltare il bambino che ti sta parlando mentre il telefono vibra, avvicinarti a chi è appena arrivato e chiedergli come puoi aiutarlo. Forse la fitta che senti non sparirà subito, ma potrebbe accadere qualcosa di nuovo: mentre fai spazio a qualcuno, scopri che anche il tuo cuore torna a respirare.
Gesù vede ciò che hai dato, compreso quello che nessuno ha saputo ringraziare. Lascia che questa certezza ti accompagni: il bene degli altri non cancella il tuo, e l’amore di Dio non si divide in posti d’onore. Si allarga. Comincia dal bambino che Gesù chiama accanto a sé, raggiunge te e continua ogni volta che dici a un’altra persona: «Vieni, c’è posto anche per te».
Nel Vangelo, il più piccolo non arriva mai da solo. Con lui entra Dio. #Santanotte
Alessandro Ginotta

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