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Il domani pesa meno quando lo affidi a Dio

Il domani pesa meno quando lo affidi a Dio

Forse lo conosci anche tu questo meccanismo sottile: il futuro, che dovrebbe essere uno spazio aperto, diventa una stanza chiusa; ciò che potrebbe nascere come possibilità si veste di paura; una semplice ipotesi prende la forma di una montagna. E tu ti ritrovi a portare sulle spalle non solo la fatica di oggi, ma anche quella di domani, dopodomani, e di tutti i giorni che ancora non sono arrivati. Se ti ritrovi seguimi, cerchiamo insieme la risposta alla tua ansia

Il mio (in)solito commento al Vangelo
“Non preoccupatevi del domani”
(Matteo 6,24-34)

Ci sono giorni in cui il domani sembra bussare alla porta con le mani piene di domande. Entra nei pensieri prima ancora che sorga il sole, si siede accanto a te mentre provi a fare colazione, ti accompagna al lavoro, ti segue nei silenzi della sera, e piano piano trasforma ciò che ancora deve accadere in un peso già presente.

Gesù oggi entra proprio lì, nel punto in cui la tua anima si affanna, e non lo fa per rimproverarti, ma per liberarti. La sua Parola non è una pacca sulla spalla data in fretta, non è un invito superficiale a sorridere mentre dentro tremi; è molto di più. È una mano che scende nel groviglio dei tuoi pensieri e comincia, con delicatezza, a sciogliere un nodo dopo l’altro.

“Non preoccupatevi del domani”, dice Gesù. E sembra quasi impossibile, perché noi siamo diventati esperti nel prevedere problemi, nel costruire scenari, nel prepararci al peggio come se questa fosse prudenza. Eppure, a forza di prepararci al peggio, rischiamo di smettere di abitare il meglio che già ci è stato dato.

Guarda bene: Gesù non ti chiede di vivere da irresponsabile, ma da figlio. Non ti invita a ignorare la realtà, ma a guardarla con occhi nuovi. C’è una grande differenza tra occuparsi delle cose e lasciare che le cose occupino tutta la tua anima. Puoi lavorare, scegliere, programmare, custodire ciò che ami, e nello stesso tempo restare libero dentro, perché il centro della tua vita non è la paura di perdere qualcosa, ma la fiducia in Qualcuno.

È qui che il Vangelo diventa sorprendente. Gesù ti porta fuori dai tuoi pensieri e ti invita a guardare gli uccelli del cielo, i gigli del campo, l’erba che cresce senza clamore. Ti conduce in una piccola scuola di leggerezza, dove la creazione insegna ciò che l’ansia ci fa dimenticare: la vita non si regge soltanto sulle tue mani, perché prima delle tue forze c’è una Provvidenza che ti precede, ti accompagna e ti sostiene.

Tu vali più di un calcolo, più di una scadenza, più di una paura. Tu vali lo sguardo di Dio.

Forse oggi porti dentro una preoccupazione concreta: una scelta difficile, una relazione che fa male, una stanchezza che si è depositata in profondità. Gesù non la minimizza. La guarda con te. La prende sul serio, perché prende sul serio te. Ma mentre tu la guardi come un muro, Lui ti mostra una soglia; mentre tu vedi un vicolo chiuso, Lui prepara un sentiero; mentre tu ti senti schiacciato dal peso, Lui ti ricorda che il Padre conosce ciò di cui hai bisogno prima ancora che tu riesca a dirlo.

Questa è la svolta: tu non sei abbandonato dentro i tuoi giorni. Sei custodito.

Cerca prima il Regno di Dio, dice Gesù, e tutto il resto troverà il suo posto. Non significa che ogni problema sparirà come neve al sole, ma che ogni problema smetterà di essere il tuo padrone. Quando rimetti Dio al centro, le preoccupazioni tornano alla loro misura, il cuore respira, la mente si apre, e perfino le difficoltà diventano attraversabili.

Perché la fede non cancella la strada: accende una luce mentre la percorri.

Allora oggi prova a fare una cosa semplice. Prima di lasciare che il domani ti parli con la voce della paura, lascia che Dio ti parli con la voce della fiducia. Fermati un istante, respira, e consegna al Signore ciò che ti pesa. Digli: “Padre, questo pensiero è più grande di me, ma non è più grande di Te. Questa fatica mi spaventa, ma io scelgo di attraversarla con Te. Questo domani mi inquieta, ma oggi voglio abitare la tua pace”.

E mentre lo fai, immagina davvero di deporre a terra uno zaino troppo carico. Dentro ci sono timori, attese, domande, forse anche ferite antiche che continuano a chiedere attenzione. Tu posalo davanti a Dio. Non devi avere tutto sotto controllo per essere amato. Non devi trovare subito tutte le risposte per essere accompagnato. Non devi dimostrare di essere forte per ricevere forza.

A ciascun giorno basta la sua pena, dice Gesù, ma dentro ogni giorno c’è anche la sua grazia. Ed è quella grazia che spesso non vediamo, perché siamo troppo occupati a temere ciò che verrà.

Oggi scegli l’oggi. Scegli questo respiro, questa luce, questo piccolo tratto di strada. Scegli di fare il bene possibile, di amare chi ti è accanto, di custodire la pace che Dio semina dentro di te. Il domani arriverà, certo, ma non arriverà da solo: se Dio è con te oggi, sarà con te anche domani.

E allora alza lo sguardo. Guarda il cielo. Guarda i gigli. Guarda la tua vita con più tenerezza. Tu non sei una creatura dimenticata nel vento. Sei un figlio custodito nel cuore del Padre. E quando il cuore lo ricorda, anche il peso del domani diventa più leggero. #Santanotte

Alessandro Ginotta

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