• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
L’anima non trema davanti al buio

L’anima non trema davanti al buio

«Non abbiate paura». Gesù lo dice con la delicatezza di chi conosce bene il tremore del cuore umano, perché la paura non è una colpa, non è una debolezza da nascondere, non è una crepa di cui vergognarsi. È una soglia. È quel punto preciso in cui la vita ci mette davanti a ciò che ci supera e ci chiede: adesso, a chi affidi il tuo respiro?

Il mio (in)solito commento al Vangelo:
«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo» (Matteo 10,26-33)

Anche tu, forse, conosci quella stretta improvvisa che arriva quando qualcosa minaccia la tua pace, quando il futuro sembra chiudersi, quando una parola ferisce più di una pietra, quando il giudizio degli altri ti pesa addosso come un mantello bagnato. E allora ti rimpicciolisci, abbassi lo sguardo, trattieni la voce, come se il mondo avesse il potere di decidere quanto vali.

Gesù oggi entra proprio lì, nel punto in cui ti senti esposto, fragile, vulnerabile, e ti sussurra una verità capace di rimettere in piedi l’anima: possono toccare il corpo, possono ferire la reputazione, possono spegnere una stagione della tua vita, ma nessuno può strapparti dalle mani di Dio. Questa è la differenza. La paura vede il pericolo, la fede vede anche il Padre.

Gesù non ci chiede di diventare invincibili, ci chiede di ricordare a chi apparteniamo. Non ci invita a ignorare il dolore, ci accompagna a guardarlo da una profondità più grande, perché c’è una parte di te che può essere scossa, affaticata, umiliata, ma c’è anche una parte più intima, più luminosa, più vera, che porta inciso il respiro dell’Eterno. La tua anima. Quella scintilla di Dio che nessuna notte riesce a inghiottire.

Fin dall’inizio siamo impastati di terra e cielo. Siamo polvere abitata dal soffio, fragilità visitata dall’infinito, creature che camminano con i piedi nel fango e il cuore chiamato alla luce. Il corpo ci ricorda che siamo limitati, che abbiamo fame, stanchezza, ferite; l’anima ci ricorda che siamo desiderati, custoditi, attesi. E quando queste due dimensioni si separano, quando ascoltiamo soltanto la voce della paura o soltanto il peso della materia, iniziamo a vivere come se tutto dipendesse da ciò che passa.

Ma tu non sei fatto solo di ciò che passa. Tu non sei soltanto le tue cadute, le tue ansie, le tue notti insonni. Tu non sei soltanto quello che gli altri vedono di te, e nemmeno quello che tu stesso, nei giorni più difficili, fai fatica ad amare. Dentro di te c’è un luogo sacro che Dio continua ad abitare, anche quando tu lo dimentichi, anche quando ti sembra di esserti perso troppo lontano.

Per questo Gesù parla dei passeri. Due piccoli uccelli venduti per pochi spiccioli, creature quasi invisibili agli occhi del mercato, eppure nessuno di loro cade senza che il Padre lo sappia. Poi Gesù alza lo sguardo verso di te e dice qualcosa di immenso: perfino i capelli del tuo capo sono contati. Non sei generico per Dio. Non sei una presenza confusa in mezzo alla folla. Non sei un nome qualunque nel rumore del mondo.

Se perfino ciò che tu perdi senza accorgertene è custodito dal Padre, immagina quanto sia preziosa la tua anima ai suoi occhi. Immagina con quale tenerezza Dio conosca le tue ferite, i tuoi silenzi, le preghiere che non riesci più a formulare, le speranze che tieni nascoste perché hai paura di vederle deluse.

Ecco perché Gesù può dire: «Non abbiate paura». Non perché non accadrà mai nulla di difficile, ma perché nulla di difficile avrà l’ultima parola su di te. Non perché il mondo diventerà improvvisamente innocuo, ma perché tu puoi attraversarlo sapendo che il Padre cammina con te, conta i tuoi passi e raccoglie perfino ciò che cade.

La fede non cancella la paura come si spegne una candela. La fede accende una luce più grande. E allora, quando sentirai salire dentro quella voce che ti dice di tacere, di nasconderti, di rinunciare alla tua verità, fermati un istante e ascolta il Vangelo che respira dentro di te. Tu vali più di molti passeri. Tu vali il sangue di Cristo. Tu vali l’abbraccio di un Dio che non si rassegna a perderti.

La prossima volta che la paura busserà alla tua porta, non trattarla come una nemica: prendila per mano e portala davanti al Padre. Lì scoprirai che il coraggio non nasce dall’assenza di tremore, ma dalla certezza di essere custodito. Perché il corpo può tremare, ma l’anima, quando si ricorda di Dio, torna a respirare eterno #Santanotte

Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Lasciati raggiungere da La buona Parola sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una email ogni volta che verrà pubblicato un nuovo commento. È gratis e ti potrai cancellare in ogni momento.

Lasciati raggiungere da La buona Parola sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una e-mail ogni volta che verrà aggiunta una nuova riflessione. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento.

Continua a leggere