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Giovanni può perdere la vita, ma la Verità non muore!

Giovanni può perdere la vita, ma la Verità non muore!

Hai mai decapitato un profeta? La domanda sembra assurda, perché tu non hai mai impugnato una spada e nessuno ti ha chiesto una testa sopra un vassoio, eppure il Vangelo oggi ti conduce nel palazzo di Erode e ti mette davanti a una verità scomoda: esistono molti modi per far tacere chi ci dice ciò che non vogliamo ascoltare

Il mio (in)solito commento a:
Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù (Matteo 14,1-12)

Erode conosce Giovanni, lo ascolta e forse intuisce persino che quell’uomo sta cercando di salvarlo, poi però arriva il momento della scelta, gli invitati lo osservano, una promessa avventata gli pesa addosso e lui preferisce compiere un’ingiustizia piuttosto che ammettere di aver sbagliato. Giovanni perde la testa perché Erode ha paura di perdere la faccia.

Ed eccola, la domanda che il Vangelo rivolge a te: quante volte hai sacrificato la verità per difendere la tua immagine? Quante volte hai seguito il giudizio degli altri, mentre dentro di te una voce chiedeva di fermarti, cambiare strada, chiedere perdono? Il profeta, del resto, non indossa sempre un mantello e non parla dal deserto. A volte ha il volto di chi ti ama abbastanza da contraddirti, altre volte è quella frase che ti irrita perché ha colpito esattamente il punto che volevi nascondere.

Il profeta è la verità che interrompe la recita. Per questo puoi essere tentato di decapitarlo, screditandolo, allontanandolo oppure spegnendo la coscienza che continua a parlarti. Puoi chiamare prudenza la tua paura, equilibrio la tua indifferenza e libertà ciò che ormai ti tiene prigioniero.

Eppure Erode dimentica una cosa essenziale: puoi tagliare la testa a un uomo, ma non puoi decapitare la verità. Il suo banchetto è finito, la musica si è spenta e gli invitati sono scomparsi, mentre la voce di Giovanni continua ancora oggi a inquietare, scuotere e indicare una strada. Il male occupa la scena per qualche istante. La verità attraversa i secoli.

Poi il Vangelo cambia tono. I discepoli raccolgono il corpo di Giovanni, lo seppelliscono e vanno a informare Gesù. Non cercano vendetta e non fingono di stare bene: prendono il loro dolore e lo portano a Cristo.

Forse oggi sei tu quel discepolo, perché qualcuno ha decapitato un sogno, una fiducia o una parte importante della tua vita. Non devi trovare subito una spiegazione. Vai da Gesù e raccontagli tutto, anche la rabbia, il vuoto e le parole che non riesci ancora a pronunciare. Portagli ciò che è rimasto. Dio sa ricominciare proprio da ciò che tu consideri finito.

Erode può spegnere una voce, ma non può fermare Dio.

Perciò questa sera ascolta il profeta che ti parla dentro e, quando qualcosa nella tua vita sembra definitivamente perduto, ricordati che nelle mani di Gesù persino i frammenti possono diventare un nuovo inizio.

Il male può interrompere una storia. Dio sa sempre come continuarla #Santanotte

Alessandro Ginotta

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