
Dio si nasconde dove smetti di sentirti grande
C’è un punto, nella vita, in cui smettiamo di stupirci… e iniziamo semplicemente a funzionare. Facci caso: lavoriamo, continuiamo a fare, a correre, a progettare, ma lentamente perdiamo quella capacità così fragile e potentissima di lasciarci toccare. E allora ti chiedo, senza girarci intorno: quando hai smesso di essere piccolo?
Il mio in(solito) commento a:
“Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Matteo 11,25-30)
Perché Gesù oggi non sta facendo un discorso astratto, non sta proponendo una teoria spirituale per pochi eletti… sta svelando una verità che ha il sapore di uno schiaffo dolce, di quelli che non feriscono ma risvegliano: Dio non si lascia trovare da chi pretende di capirlo, ma da chi ha il coraggio di accoglierlo. E mentre lo dice, lo vedi, alza gli occhi al cielo… e non chiede. Loda.
È qui che tutto si ribalta. Perché noi siamo diventati esperti nel chiedere aiuto, soluzioni, risposte, miracoli, ma abbiamo dimenticato la grammatica della lode: quel linguaggio semplice e disarmante che nasce solo quando riconosci che la vita, prima ancora di essere un problema da risolvere, è un dono da accogliere.
La lode è lo sguardo dei piccoli. E i piccoli… vedono ciò che i grandi non vedono più. Vedono Dio in un raggio di luce che entra dalla finestra senza chiedere permesso. Lo riconoscono nel silenzio di una sera che sembra vuota ma invece è piena di presenza. Lo incontrano nei dettagli che noi scartiamo, perché troppo occupati a inseguire ciò che pensiamo conti davvero. Ma in realtà conta ben poco. Perché la vera ricchezza è gioia e amore puro. Sorpresa e gratitudine. Sogno e speranza.
E allora lasciati provocare: quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato davvero, senza secondi fini, senza fretta, senza dover arrivare da qualche parte… solo per guardare, per respirare, per dire grazie? Perché la “piccolezza” di cui parla Gesù non è una questione di età, né di competenze, né di capacità.
È una postura del cuore. È il coraggio di abbassarsi senza sentirsi meno. È la libertà di non avere sempre ragione. È la forza, sì la forza, di dire “non capisco… ma mi fido”. E questo, credimi, è tutto tranne che debolezza. È la forma più alta di fiducia. È la resa più coraggiosa che esista.
Perché abituati a studiare e a comprendere ogni aspetto, noi vorremmo addirittura spiegare Dio, incasellarlo, prevederlo, quasi controllarlo… ma Dio sfugge. Non perché sia lontano, ma perché è troppo vicino per essere ridotto a un’idea. E allora succede qualcosa di sorprendente, quasi scandaloso: proprio quando smetti di voler afferrare Dio… inizi davvero a incontrarlo.
Non quando stringi, ma quando apri. Non quando dimostri, ma quando ti lasci toccare.
E adesso vieni, per farti “capire” meglio ti porto ancora più dentro, nel punto in cui tutto sembra perdere senso: siamo sotto la Croce. Il cielo è scuro, l’aria è pesante, la terra sembra trattenere il respiro. Tutto parla di fine, di sconfitta, di silenzio. E attorno a quel legno, ci sono uomini sapienti, dotti, potenti… uomini che sanno, che studiano, che giudicano. Eppure non capiscono nulla. Nulla.
Perché stanno guardando con gli occhi pieni di certezze, e le certezze, a volte, sono il filtro più pericoloso che esista. Vedono una fine, mentre Dio sta scrivendo un inizio. Vedono il fallimento, mentre sta nascendo la salvezza. Vedono un uomo morire… e non si accorgono che l’Amore sta vincendo.
Ma sai chi resta? Restano i piccoli. Restano quelli che non hanno spiegazioni, ma hanno ancora amore. Restano quelli che non comprendono, ma non se ne vanno. Restano quelli che non controllano… ma si affidano. E forse è proprio qui la svolta: non capire Dio, ma restare con Dio. Non avere tutte le risposte,
ma non smettere mai di fidarsi.
Allora lascia che questa Parola ti scavi dentro: Vuoi davvero incontrare Dio? Torna piccolo! Torna a stupirti per ciò che hai smesso di vedere. Torna a ringraziare per ciò che hai iniziato a pretendere. Torna a fidarti… proprio lì dove tutto ti direbbe di chiuderti. Perché Dio non si nasconde per giocare a farsi trovare. Si nasconde per essere cercato con amore.
Non devi salire… devi scendere. Non devi dimostrare… devi lasciare entrare. Perché a Dio non serve la tua grandezza. A Dio basta la tua piccolezza. E lì, proprio lì… succede tutto #Santanotte
Alessandro Ginotta

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