
Quando apri, Dio entra davvero (e nulla resta com’era)
C’è un istante — e a volte passa senza fare rumore, quasi in punta di piedi — in cui la vita smette di scorrerti accanto e comincia finalmente ad abitarti, ed è l’istante in cui, senza neppure accorgertene fino in fondo, smetti di difenderti e inizi ad accogliere… e proprio lì, in quello spazio che si apre, Dio entra.
Il mio in(solito) commento a:
«Chi accoglie colui che manderò, accoglie me» (Giovanni 13,16-20)
Lascia che ti accompagni dentro questa parola, lentamente, come si entra in una stanza che non conosci ma che, in qualche modo, ti appartiene già. Perché Gesù oggi non ti chiede di fare qualcosa di straordinario, non ti chiede imprese impossibili o gesti eroici, ma ti chiede qualcosa di infinitamente più semplice — e proprio per questo infinitamente più difficile: ti chiede di accogliere.
E dimmi, con sincerità: quante volte hai chiuso senza accorgertene? Quante volte hai filtrato, selezionato, trattenuto, perché avevi paura di ciò che poteva entrare? Quante volte hai cercato Dio nei cieli alti, nelle risposte perfette, nei segni eclatanti… mentre Lui stava bussando attraverso un volto, una parola, una presenza che non avevi previsto?
Perché il Vangelo di oggi è disarmante, quasi scandaloso nella sua semplicità: Dio sceglie di passare attraverso qualcuno. Non sempre attraverso ciò che ti aspetti, non sempre attraverso ciò che riconosci subito, non sempre attraverso ciò che ti rassicura… ma attraverso ciò che ti incontra.
E allora succede qualcosa che ti spiazza e ti trasforma: accogli una persona e stai accogliendo Dio; ascolti una voce e stai ascoltando il cielo; fai spazio e dentro quello spazio entra l’eternità. Non è un’immagine. Non è un’idea. È una verità che cambia la vita. Sempre.
Perché quando Dio entra – e quando lo lasci entrare davvero, senza condizioni, senza difese, senza calcoli – non aggiunge semplicemente qualcosa alla tua vita, ma la attraversa, la scuote, la ricompone, e lentamente, ma inesorabilmente, la rende vera. Non perché tutto diventi facile, non perché il dolore scompaia, non perché le fatiche si dissolvano… ma perché, finalmente, ogni cosa trova un senso, anche ciò che prima sembrava spezzato, anche ciò che sembrava inutile, anche ciò che faceva male.
Dio non elimina le tue crepe, le illumina dall’interno. Dio non cancella il tuo passato, lo trasfigura. Dio non prende il controllo della tua vita, chiede casa. E, quando gliela dai, anche solo un poco, anche solo per un istante, ti accorgi che quel poco diventa tutto, e che quel gesto apparentemente semplice — accogliere — diventa la soglia attraverso cui passa l’infinito.
E allora inizi a guardare gli altri in modo diverso, inizi a intuire che ogni incontro può essere un appuntamento con Dio, che ogni volto può diventare un luogo santo, che ogni giorno sì, proprio questo giorno così com’è, può essere attraversato dalla sua presenza.
E capisci che la fede non è uno sforzo continuo per essere all’altezza, ma è un lasciarsi raggiungere; non è una conquista da meritare, ma un dono da accogliere; non è salire verso Dio con le proprie forze… ma permettere a Dio di scendere, e di restare.
E allora la domanda diventa inevitabile, quasi urgente: sei disposto ad accogliere davvero, anche quando non capisci, anche quando non controlli, anche quando Dio prende strade che non avevi previsto? Perché il rischio più grande non è dire “no” a Dio. Il rischio più grande è non accorgerti che è già lì.
E allora adesso, senza parole complicate, senza formule perfette, prova a dirglielo così, con il cuore aperto e disarmato: “Signore, insegnami ad accoglierti, anche quando arrivi in modo inatteso, anche quando non ti riconosco subito, anche quando mi chiedi di aprire senza sapere cosa entrerà”.
Perché basta un istante, uno solo, purché sia vero. E quando lo è… Dio non resta più fuori. E tu non sarai più lo stesso #Santanotte
Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:
Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!
Vuoi ricevere i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?
Iscriviti alla newsletter. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento!


