
Dio non conta le spighe, ascolta la fame
C’è un campo di grano, ci sono uomini stanchi, affamati, provati dal cammino, e ci sono alcune spighe raccolte per continuare a vivere. Poi arrivano i farisei. Guardano quelle mani, ma non vedono la fame. Vedono la regola infranta, non la persona che soffre. Hanno davanti Dio fatto uomo, eppure preferiscono consultare il calendario… Meno male che oggi non accade più (vero!?)
Il mio (in)solito commento a:
«Il Figlio dell’uomo è signore del sabato» (Matteo 12,1-8)
Il sabato era nato come un dono, uno spazio di libertà dentro il tempo, un giorno in cui l’uomo potesse fermarsi, respirare e ricordare di essere figlio prima ancora che lavoratore, servo, produttore. Dio aveva inventato il riposo per liberarci dalla schiavitù. L’uomo, invece, era riuscito a trasformarlo in una gabbia.
Accade anche oggi, ogni volta che una norma diventa più importante di una ferita, quando giudichiamo un comportamento senza domandarci quale dolore nasconda, quando offriamo una lezione a chi avrebbe soltanto bisogno di una mano. Forse è capitato anche a te.
Avevi fame di comprensione e ti hanno dato un regolamento, cercavi accoglienza e hai ricevuto una sentenza, provavi a rialzarti e qualcuno ha cominciato a contare i tuoi errori. Ma Dio non ti incontra così. Dio non guarda anzitutto ciò che hai infranto, guarda ciò che ti ha spezzato. Non conta le tue cadute, cerca il punto esatto in cui hai bisogno di essere raggiunto.
«Misericordia io voglio e non sacrifici», dice Gesù, e in poche parole demolisce ogni fede incapace di amare. La domanda, allora, è scomoda: quante persone abbiamo lasciato affamate pur di sentirci dalla parte giusta? Quante volte abbiamo difeso un principio dimenticando il volto di chi avevamo davanti?
Gesù non cancella la Legge, la riporta al suo cuore. Ogni comandamento è autentico soltanto quando custodisce la vita, protegge il fragile e apre una strada verso Dio. Per questo una fede che schiaccia, umilia o chiude le porte ha già smarrito il Vangelo.
Quel sabato Gesù non difende soltanto i discepoli. Difende anche te. Difende la tua stanchezza quando il mondo pretende ancora, il tuo bisogno di respirare, la tua possibilità di ricominciare quando qualcuno ti considera già perduto. Dio non conta le spighe che stringi tra le mani. Dio ascolta la fame che porti nel cuore. E quando il tuo grido sale verso il cielo, Lui non controlla l’orologio, non consulta il regolamento e non aspetta il giorno giusto. Attraversa il campo. Viene verso di te.
Perché l’amore di Dio non osserva turni di riposo, non conosce giorni di chiusura e non lascia mai un figlio affamato fuori dalla porta.
Quando una regola ti condanna, Dio sceglie di salvarti. E quando Dio sceglie di salvarti, nessun sabato può fermarlo #Santanotte
Alessandro Ginotta

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