
Ci vorrebbe un amico… capace di amare
Dio non cerca persone impeccabili, ma persone capaci di amare anche quando amare costa fatica, anche quando significa esporsi, anche quando sembra di remare controcorrente mentre il resto del mondo si lascia trasportare alla deriva
Il mio in(solito) commento al Vangelo
«Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici» (Giovanni 15,9-17)
Ci sono parole che non si limitano a essere ascoltate, ma ti attraversano dentro, scavalcano le difese che hai costruito negli anni e arrivano esattamente lì dove custodisci le tue paure più profonde, i tuoi fallimenti, quelle fragilità che cerchi sempre di nascondere agli altri e, qualche volta, persino a te stesso.
E oggi Gesù ti guarda negli occhi e ti dice una frase che cambia tutto: «Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici».
Amici. Fermati un istante su questa parola, perché rischiamo di leggerla troppo in fretta senza renderci conto della rivoluzione che contiene. Dio avrebbe potuto pretendere obbedienza, distanza, timore, e invece sceglie la vicinanza, sceglie la confidenza, sceglie perfino la tenerezza di un’amicizia che non umilia, non schiaccia e non punta il dito contro le tue cadute, ma ti prende per mano e ti rialza ogni volta.
E sai cosa significa davvero essere amici di Dio? Significa che non devi fingere. Non devi indossare maschere. Non devi mostrarti forte quando dentro ti senti crollare. Perché un amico vero ti vede per quello che sei e resta comunque. Ed è esattamente ciò che fa Gesù con te. Ti conosce fino in fondo, conosce i pensieri che non dici a nessuno, le lacrime trattenute dietro un sorriso, le delusioni che ti porti addosso come macigni, eppure continua a sedersi accanto alla tua vita senza andarsene mai.
Noi, invece, troppo spesso ci arrendiamo. Ci arrendiamo all’idea che il bene non serva più, ci arrendiamo alla convinzione che amare sia inutile, alla paura di non essere abbastanza, e così lentamente smettiamo di lottare, smettiamo di sognare e smettiamo persino di credere che il mondo possa cambiare davvero. È la grande malattia del nostro tempo: la rinuncia. Il disimpegno. Temiamo di doverci mettere in gioco, così rinunciamo a comprometterci. Ci limitiamo e non riusciamo più ad amare fino in fondo.
Eppure il Vangelo di oggi arriva come uno schiaffo dolcissimo all’anima, perché Gesù non cerca uomini perfetti, ma cuori vivi. Non cerca persone impeccabili, ma persone capaci di amare anche quando amare costa fatica, anche quando significa esporsi, anche quando sembra di remare controcorrente mentre il resto del mondo si lascia trasportare alla deriva.
E allora ascoltami bene, perché forse oggi hai bisogno di sentirtelo dire: tu sei necessario. Sì, proprio tu. Non qualcuno più bravo, più santo, più preparato. Tu. Con le tue cicatrici, con le tue paure, con il tuo cuore qualche volta stanco e disordinato. Perché Dio non sceglie i migliori. Dio ama e basta. E quando ama, trasforma.
Forse pensi di non poter fare molto, e invece basta una parola detta con sincerità per salvare una giornata, basta una carezza per impedire a qualcuno di sentirsi solo, basta una presenza silenziosa per evitare che un cuore sprofondi nel buio. Non sottovalutare mai il bene che puoi fare. Mai. Perché il male fa rumore, mentre l’amore cambia il mondo quasi sempre in silenzio.
E Gesù oggi non ti chiede gesti straordinari, ma di restare umano in un tempo che rischia di renderci freddi. Ti chiede di non diventare indifferente, di non lasciare spegnere la luce che porti dentro, di non smettere di credere che la speranza sia ancora possibile. Perché il mondo non cambia quando qualcuno urla più forte. Il mondo cambia quando qualcuno ama di più.
Ed è bellissimo pensare che Dio, pur conoscendo ogni tua fragilità, continui ancora a fidarsi di te. Continui ancora a chiamarti amico. Continui ancora a bussare alla porta del tuo cuore dicendoti: “Non avere paura. Vieni. Camminiamo insieme”.
E allora forse la domanda vera, stasera, non è se Dio ti ama. La domanda vera è: tu sei disposto a permettergli di amarti? Perché quando ti lasci amare davvero da Dio, non cambia soltanto la tua vita. Comincia a cambiare il mondo attorno a te. E il buio, improvvisamente, non fa più così paura #Santanotte
Alessandro Ginotta

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