
C’è un cielo dentro di te (e forse non lo sai)
Perché vedi, il punto non è dove si trova Dio. Il punto è se tu ti lasci trovare. Dio non è nascosto. Dio è presente. Non è distante. È coinvolto. Non è altrove. È qui. E attenzione perché questo cambia tutto…
Il mio in(solito) commento a: “Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa” (Giovanni 3,31-36)
Hai mai cercato Dio davvero… oppure ti sei accontentato di pensarlo lontano, come qualcosa che esiste ma non ti riguarda fino in fondo, come una presenza da evocare nei momenti difficili e poi dimenticare quando la vita riprende a correre?
Fermati un istante, ti chiedo solo questo. Non correre oltre queste parole, non sfiorarle soltanto: lasciale scendere, perché oggi il Vangelo non vuole spiegarti Dio… vuole farti entrare dentro il suo cuore.
“Il Padre ama il Figlio”. Non è una frase da imparare. È un abisso da contemplare. È un amore così totale, così pieno, così traboccante che non resta chiuso tra il Padre e il Figlio, ma si riversa, scivola fuori, ti raggiunge, ti attraversa… e, se non opponi resistenza, ti trasforma.
Perché vedi, il punto non è dove si trova Dio. Il punto è se tu ti lasci trovare. Dio non è nascosto. Dio è presente. Non è distante. È coinvolto. Non è altrove. È qui.
Eppure noi continuiamo a cercarlo lontano, come se fosse più facile immaginarlo nei cieli infiniti piuttosto che riconoscerlo nel silenzio scomodo della nostra interiorità, là dove non possiamo fingere, là dove cadono le maschere e resti solo tu… e Lui. E forse è proprio questo che ti spaventa.
Perché se Dio è davvero dentro di te, allora non puoi più vivere in superficie. Non puoi più accontentarti di galleggiare tra mille distrazioni. Non puoi più rimandare all’infinito quella domanda che bussa piano, ma non smette mai: chi sto lasciando vivere dentro di me? Non è una domanda comoda. È una domanda vera.
Perché Dio non si impone. Si propone. Non invade. Abita. Non costringe. Attende. E, mentre tu cerchi altrove risposte complicate, Lui continua a parlarti con una semplicità disarmante, dentro le pieghe della tua vita quotidiana, nei piccoli gesti, nelle scelte che nessuno vede, nei pensieri che ti attraversano quando nessuno ti osserva.
Dio non grida. Dio sussurra. Ma quel sussurro… può cambiare tutto. “Gli ha dato in mano ogni cosa”. Ogni cosa, capisci? Non una parte, non un frammento, non solo ciò che è sacro o spirituale. Ogni cosa. Anche ciò che consideri insignificante. Anche ciò che ti sembra perso. Anche ciò che non riesci ad amare di te stesso. E allora succede qualcosa di inatteso, quasi scandaloso: niente della tua vita è fuori da Dio. Nemmeno le tue cadute. Nemmeno le tue ferite. Nemmeno i tuoi errori più nascosti.
Perché il suo amore non seleziona. Raggiunge. E qui il Vangelo si fa esigente, tremendamente esigente, perché ti costringe a cambiare sguardo anche sugli altri. Non soltanto: su tutti. Perché se Dio abita in te allora abita anche in chi ti è difficile amare. Non soltanto: proprio lì, dove fai più fatica a riconoscerlo.
E questo ti mette davanti a una verità che non puoi aggirare: non puoi dire di cercare Dio e ignorarlo nel volto dell’altro. Non puoi cercarlo in alto… e rifiutarlo accanto. Non puoi invocarlo nel silenzio… e tradirlo nelle relazioni. È qui che il Vangelo smette di essere parola e diventa fuoco.
Perché amare non è un sentimento comodo. È una scelta che brucia. È uno sguardo che scava. È il coraggio di riconoscere una presenza anche quando tutto in te vorrebbe negarla. E, dentro questo mistero silenzioso e potentissimo, c’è quel seme. Sì, proprio quel seme nascosto, fragile, quasi impercettibile, che Dio ha piantato in te.
Un seme che non fa rumore, ma non si arrende. Un seme che può restare soffocato, ma non muore. Un seme che aspetta solo una cosa: che tu gli faccia spazio. E forse oggi il Vangelo è tutto qui. Non in ciò che devi fare, ma in ciò che devi permettere. Permettere a Dio di abitarti davvero. Permettere al suo amore di scendere più in profondità. Permettere a quella presenza di diventare vita.
Non cercarlo soltanto: accoglilo. Non immaginarlo: riconoscilo. Non rimandare: lasciati raggiungere. Perché il cielo non è un traguardo lontano da conquistare, ma una presenza viva da custodire, proprio lì, nel punto più vero di te, dove Dio ha già scelto di abitare.
E se lo lasci fare… se smetti di resistere, se smetti di scappare, se smetti di rimandare… ti accorgerai che non sei tu ad aver trovato Dio. È Dio… che non ha mai smesso di cercare te #Santanotte
Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:
Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!
Vuoi ricevere i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?
Iscriviti alla newsletter. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento!


