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C’è già abbastanza amore per cominciare

C’è già abbastanza amore per cominciare

Ti è mai capitato di comprare qualcosa per una persona cara e di sorridere già alla cassa, immaginando il momento in cui aprirà il pacchetto? Per qualche istante quei soldi hanno smesso di rappresentare le ore che hai lavorato, le rinunce, le cose che avresti potuto prendere per te: sono diventati l’attesa della sua gioia. E dentro hai sentito una felicità semplice, quasi infantile: «Non vedo l’ora di darglielo». Vorrei partire da qui, da questo piccolo miracolo che forse conosci: qualcosa esce dalle tue mani e, invece di sentirti più povero, ti senti più vivo.

Il mio in(solito) commento a:
Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? (Lc 16,9-15)

Gesù oggi ci porta dentro questa possibilità, ma ci chiede anche il coraggio di guardare che cosa ci trattiene. Parla di denaro, di fedeltà, di una ricchezza vera da affidarci, e penso a quanta vita passi attraverso queste parole: la spesa da pagare, il desiderio di dare qualcosa in più ai figli, quella cifra che controlli perché deve bastare fino alla fine del mese. Dio conosce il peso delle tue giornate. Quando ti invita a condividere, sa quanto può costarti; e sa che persino con poco puoi diventare una presenza immensa nella vita di qualcuno.

Eppure il denaro sa insinuarsi nei desideri fino a prometterci una pace che continua a rimandare: ancora un po’, poi sarò tranquillo; ancora questo acquisto, poi sarò contento. Ti sarà successo, forse, di raggiungere qualcosa che desideravi tanto e di scoprire, poco dopo, che ti mancava già qualcos’altro. Io vorrei fermarmi accanto a te proprio in quell’istante, quando ti chiedi come mai hai ottenuto ciò che volevi e il cuore è ancora in attesa.

Gesù prende sul serio questa fame. Per questo ci mette davanti all’impossibilità di servire insieme Dio e la ricchezza: arriva un momento in cui occorre scegliere a chi affidare la vita. E ci invita a usare ciò che possediamo per costruire amicizia, per soccorrere, per far respirare qualcuno. Il denaro può pagare il pane. Sei tu che puoi farlo diventare amore.

Ma come si arriva a una libertà così? Come si smette di stringere tutto, quando si ha l’impressione che basti poco per perdere l’equilibrio?

Non voglio risponderti chiedendoti uno sforzo in più. Vorrei invitarti a lasciarti raggiungere. Puoi dire a Dio quello che forse non riesci a dire a nessuno: «Ho bisogno di sentirmi al sicuro. Vorrei essere generoso, ma temo che poi nessuno si occupi di me». E restare lì, senza aggiustare la preghiera, senza renderla più bella. Dio conosce il tuo cuore, anche le stanze dove conservi le preoccupazioni che ti vergogni di avere. Il suo amore arriva fin lì.

E così, tutto d’un tratto, si cambia. A volte comincia con un pensiero nuovo: «Forse oggi posso esserci io per qualcuno». Le preoccupazioni restano, ma accanto a loro nasce una possibilità. La trasformazione comincia dall’alto, dall’amore di Dio che accetti di ricevere prima ancora di sentirti capace di ricambiarlo. E l’anima si eleva, si avvicina al suo cuore, mentre tu diventi più presente alla vita: ascolti fino in fondo, ti accorgi di una difficoltà, condividi qualcosa che prima avresti tenuto soltanto per te.

Non sempre sentirai questo amore come un’emozione. Ci saranno giorni in cui credergli sarà un atto di fiducia, compiuto quasi sottovoce. Anche allora potrai essere fedele nel poco, come chiede Gesù: pagare con giustizia, restituire ciò che non ti appartiene, mantenere una promessa. Piccoli gesti nei quali il Vangelo diventa finalmente qualcosa che una persona può ricevere dalle tue mani.

Oggi prova a trasformare una piccola possibilità in un bene concreto: qualche alimento da condividere, un aiuto offerto con discrezione, qualcosa di tuo che può alleggerire la giornata di un altro. Scegli un gesto alla tua portata e accompagnalo con un pensiero: «Sono felice che tu ci sia». Forse è proprio questo che una persona aspetta da tempo di sentirsi dire.

E mentre prepari quel dono, lascia che questa certezza raggiunga anche te: Dio è felice che tu ci sia. Ti ama adesso, dentro i conti che non tornano, le domande aperte, la generosità che sta imparando a fidarsi. Puoi accogliere il suo amore senza aver risolto tutto.

Apri le mani quanto riesci. C’è già abbastanza amore per cominciare. #Santanotte

Alessandro Ginotta

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