• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Alzati e respira!

Alzati e respira!

Anche tu, qualche volta, ti sei chiuso nel tuo Cenacolo. Hai sbarrato le porte del cuore dopo una ferita, dopo una delusione, dopo una caduta, dopo una paura troppo grande da raccontare. Hai continuato a sorridere fuori, ma dentro c’era una stanza buia, silenziosa, in cui non volevi far entrare nessuno. Ma oggi può cambiare tutto

Il mio (in)solito commento al Vangelo:
“Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi” (Gv 20,19-23)

Erano chiusi dentro. Non soltanto in una stanza, ma dentro la paura, dentro il dolore, dentro quel senso di sconfitta che ti spegne il respiro e ti fa pensare che ormai non ci sia più nulla da fare. Avevano visto Gesù morire, avevano sentito crollare tutto, avevano perso il Maestro, il sogno, la strada. E allora si erano barricati.

Forse li capisci. Forse li capisci fin troppo bene. Perché anche tu, qualche volta, ti sei chiuso nel tuo Cenacolo. Ma oggi scopriamo che proprio lì viene Gesù: entra nelle tue porte chiuse e si mette al centro della tua paura, perché Dio non si scandalizza delle tue fragilità: le raggiunge. E la prima parola che ti consegna non è un rimprovero, ma un dono: “Pace a voi”.

Non cerro la pace fragile che si firma con i trattati. Gesù ti dona una pace ferita e risorta, una pace che ha attraversato la Croce e per questo non ha più paura della notte. È come se ti dicesse: “Guarda le mie piaghe. Anche ciò che fa male può diventare luce. Anche ciò che ti ha spezzato può diventare una porta”. Poi soffia.

Che gesto immenso, tenerissimo, potentissimo. Gesù soffia sui discepoli e dona lo Spirito Santo. Dona il respiro di Dio a chi aveva il fiato corto della paura. Dona fuoco a chi era spento. Dona coraggio a chi tremava. E questo riguarda te.

Perché lo Spirito Santo non è un’idea astratta, non è una parola da catechismo, non è una poesia lontana. È fuoco vivo dentro la tua stanchezza. È vento che spalanca ciò che tu avevi chiuso. È luce che entra proprio dalle crepe. È amore che ti rimette in piedi quando tu non sai più come rialzarti.

Lo Spirito Santo è il “doping” del cristiano: non ti evita la fatica, ma ti dona una forza nuova per attraversarla; non cancella le ferite, ma le trasfigura; non ti rende invulnerabile, ma ti fa scoprire che dentro di te abita Qualcuno più forte della paura. E poi quella frase che ci carica di responsabilità: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Capisci? Gesù non ti dona la pace perché tu resti chiuso al sicuro. Certo che no! Lui vuole che tu scenda in strada e ti sporchi le mani. Lui desidera che quella pace tu la porti nel cuore degli altri uomini. Lui ti accende per illuminare il resto del mondo.

Non basta ricevere l’amore: bisogna diventare amore. Non basta uscire dalla paura: bisogna andare verso chi ha ancora paura. Non basta sentirsi perdonati: bisogna imparare a perdonare.

E allora oggi il Vangelo ti chiede: dove ti sta mandando Gesù? A chi devi portare pace? Quale porta chiusa sei chiamato ad attraversare con delicatezza? Quale persona aspetta da te una parola che rialzi, un gesto che scaldi, una presenza che dica: “Non sei solo”? No, non dire: “Non sono capace”, perché è lo Spirito Santo che ti darà la capacità di superare ogni ostacolo. Non dire: “Ho troppa paura”, perché lo Spirito Santo guiderà la tua bocca ed il tuo braccio. Non dire: “Non sono abbastanza”, perché dentro di te hai il respiro di Dio.

Neppure i discepoli si sentivano abbastanza. Erano chiusi, fragili, tremanti. Eppure da quella stanza piena di paura è partita una rivoluzione d’amore. Allora fermati un istante. Respira. Invoca lo Spirito Santo.

Lascialo entrare nelle tue chiusure, nelle tue ansie, nelle tue ferite, nei tuoi silenzi. Lascia che sia Lui a parlare quando ti mancano le parole. Lascia che sia Lui a guidarti quando non sai dove andare. Lascia che sia Lui a riaccendere ciò che dentro di te si era spento.

Non devi fare tutto da solo. C’è un respiro più grande del tuo respiro; c’è un fuoco più forte della tua paura; c’è una pace più profonda delle tue tempeste.

Il Risorto entra nelle tue porte chiuse per spalancarle con te. Per scendere insieme a te per le strade di questo mondo che sembra andare in rovina. Lo fa per aggiustarlo insieme a te. E tu, oggi, sei le sue gambe e le sue braccia. Tu sei la sua lingua e la sua gola. Tu sei la sua luce. Apri. Respira. Fidati. Cammina.

Hai ricevuto lo Spirito Santo. Ora vai. Sei mandato ad amare! #Santanotte

Alessandro Ginotta

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