• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
Un Dio troppo grande per l’universo… eppure abbastanza piccolo da stare nel tuo cuore

Un Dio troppo grande per l’universo… eppure abbastanza piccolo da stare nel tuo cuore

Hai mai provato a immaginare l’infinito, a contenerlo dentro un pensiero, a costringerlo in una spiegazione capace di rispondere finalmente a tutte le tue domande?

Il mio in(solito) commento a:
“Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (Matteo 11,25-27)

Secondo una celebre leggenda, sant’Agostino stava camminando lungo la riva del mare, immerso nel tentativo di comprendere il mistero della Trinità, quando vide un bambino che raccoglieva l’acqua con una conchiglia e la versava dentro una piccola buca scavata nella sabbia. «Che cosa stai facendo?», gli domandò. «Voglio mettere tutto il mare dentro questa buca». Sant’Agostino sorrise e gli spiegò che era impossibile, ma il bambino lo guardò e rispose: «È più facile che io riesca a contenere il mare qui dentro, piuttosto che tu possa racchiudere il mistero di Dio nella tua mente».

Forse anche tu hai tentato la stessa impresa, quando hai chiesto a Dio di spiegarti perché alcune preghiere sembrano restare senza risposta, perché certe ferite continuano a bruciare oppure perché la vita ti ha condotto lontano dai sogni che avevi custodito. E se non fosse Dio a essere assente, ma la nostra buca a essere troppo piccola per contenere il mare?

Gesù oggi pronuncia parole che rovesciano le nostre sicurezze: il Padre ha nascosto queste cose ai sapienti e le ha rivelate ai piccoli. Non perché Dio disprezzi l’intelligenza, ma perché il mistero si chiude davanti a chi pretende di possederlo e si spalanca davanti a chi sa accoglierlo. La fede comincia quando smetti di interrogare Dio come un imputato e accetti di lasciarti interrogare da Lui.

Essere piccoli non significa diventare ingenui, bensì avere il coraggio di dire: «Non capisco tutto, ma continuo a fidarmi». Significa riconoscere che puoi essere forte e avere bisogno di aiuto, credente e attraversato dal dubbio, ferito e ancora capace di sperare. Il piccolo non possiede tutte le risposte, ma conserva uno spazio libero nel cuore.

Il sapiente del Vangelo, invece, rischia di conoscere ogni parola su Dio senza riconoscere più la sua voce, può spiegare la luce in modo impeccabile e avere dimenticato l’emozione di quando l’alba entra improvvisamente dalla finestra. Da quanto tempo parli di Dio senza lasciarti più sorprendere da Lui?

Forse hai trasformato la fede in un’abitudine, in una formula rassicurante oppure in uno strumento per giudicare, mentre Dio continua a passarti accanto nel volto fragile di chi cerca ascolto, nel silenzio di chi soffre, nella mano di chi ha bisogno di essere stretta. I piccoli non spiegano il dolore: restano accanto a te mentre lo attraversi.

Io non so quale croce tu stia portando, quale assenza renda più lunghe le tue notti o quale domanda ti faccia sentire solo, ma so che al Calvario nessuno riusciva a comprendere ciò che stava accadendo. Maria piangeva, Giovanni restava immobile, il cielo si faceva buio e il mondo vedeva soltanto una sconfitta. Eppure, proprio quando tutto sembrava finito, Dio stava preparando l’inizio.

La tomba appariva come l’ultima parola, ma era soltanto una porta. La pietra sembrava avere sigillato ogni speranza, ma dietro quel masso la Vita stava già trattenendo il respiro, pronta a esplodere.

Questo fanno i piccoli: restano davanti alla notte senza fingere che sia giorno, ma continuano a credere nell’alba. Forse oggi Dio non ti chiede di capire tutto, ma di lasciargli uno spazio, una fessura, un minuscolo varco attraverso il quale possa entrare la luce. Non tentare di mettere il mare dentro la tua piccola buca, ma lascia che sia il mare a travolgerti.

Perché arriverà il momento in cui la pietra rotolerà, la notte si spezzerà e ogni tua lacrima sarà attraversata dalla luce. Allora comprenderai che Dio non era rimasto in silenzio: stava combattendo per te, nel luogo invisibile in cui la morte credeva di avere vinto #Santanotte

Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Lasciati raggiungere da La buona Parola sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una email ogni volta che verrà pubblicato un nuovo commento. È gratis e ti potrai cancellare in ogni momento.

Lasciati raggiungere da La buona Parola sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una e-mail ogni volta che verrà aggiunta una nuova riflessione. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento.

Continua a leggere