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Tu vali la vita di Dio!

Tu vali la vita di Dio!

C’è una domanda che attraversa il Vangelo di oggi e che forse preferiremmo evitare: quanto vale una persona quando, ai nostri occhi, sembra non valere più nulla?

“Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli”
(Matteo 18,1-5.10.12-14)

Quanto vale ai nostri occhi una persona quando sbaglia, quando cade, quando diventa scomoda, fragile, povera di risultati e ricca soltanto di ferite, continuiamo a guardarla come la guarda Dio oppure cominciamo lentamente a spostarla ai margini?

Gesù è chiarissimo: «Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli». Uno solo. Perché per Dio non esistono vite di scarto, persone trascurabili, esseri umani che possano essere sacrificati sull’altare della nostra comodità.

Qui il Vangelo diventa meravigliosamente scomodo, perché noi siamo abituati a contare, classificare, scegliere chi merita attenzione, mentre Dio sembra incapace di fare calcoli quando c’è di mezzo l’amore.

Tu per Lui non sei uno dei tanti. Sei tu. Con il tuo nome, le tue paure, le contraddizioni che nascondi agli altri e quelle cicatrici che forse continui a nascondere persino a te stesso.

La tua vita è un tesoro inestimabile e tu sei preziosissimo per Dio, persino quando fatichi a crederlo, quando ti senti inadeguato o quando pensi di avere combinato troppo per meritare ancora qualcosa. Per Dio il tuo valore non diminuisce quando cadi.

Gesù racconta di un pastore che possiede cento pecore e, quando una si perde, lascia le altre novantanove per cercarla. Dal punto di vista della contabilità è un comportamento assurdo, perché novantanove valgono certamente più di una, eppure l’amore ha una matematica tutta sua.

Quando ami davvero, uno può valere cento. E se quella pecora fossi proprio tu? Forse sei tu che in questo momento ti sei perso dentro una relazione, dentro una delusione o semplicemente dentro una vita che non riconosci più. Forse continui a camminare, sorridere e lavorare mentre dentro di te c’è una parte che sta chiedendo disperatamente di essere ritrovata.

E Dio viene proprio lì. Non aspetta che tu sappia tornare da solo, entra nel tuo deserto e ti cerca. Questo è lo scandalo del Vangelo: Dio non ama soltanto chi arriva al traguardo, ama anche chi si è fermato lungo la strada.

Per questo Gesù mette un bambino al centro, perché il piccolo non possiede titoli da esibire, potere da difendere o meriti con cui acquistarsi l’amore, semplicemente si lascia accogliere.

Forse diventare piccoli significa proprio questo: smettere di dimostrare continuamente quanto valiamo e permettere finalmente a Dio di dircelo.

E allora prova anche tu a guardare diversamente chi incontri, soprattutto chi il mondo considera insignificante, perché potresti passare accanto a qualcuno che Dio considera immensamente prezioso.

E prova, soprattutto, a smettere di disprezzare quella parte fragile di te che ancora non riesci ad amare. Perché tu vali più dei tuoi errori. Più delle tue sconfitte. Più del giudizio degli altri.

Quanto vali davvero? Guarda una Croce. Lì trovi la risposta. Tu vali la vita di Dio! #Santanotte

Alessandro Ginotta

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