
Tu sei scelto da Dio in un mondo che ti scarta
Dio ha bisogno di te. Sì, proprio di te. Delle tue mani stanche. Dei tuoi occhi che hanno pianto. Della tua voce. Del tuo coraggio fragile. Perché spesso il miracolo che chiediamo nelle preghiere ha il nostro volto. E noi continuiamo a non accorgercene
Il mio in(solito) commento a:
«Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo» (Giovanni 15,18-21)
Ci sono parole del Vangelo che non si limitano a essere ascoltate. Ti attraversano. Ti raggiungono in quei punti della vita che nessuno vede, in quelle stanze interiori dove custodisci le paure che non racconti, le ferite che nascondi dietro un sorriso, la fatica di sentirti diverso in un mondo che sembra premiare soltanto chi urla più forte, corre più veloce, pensa soltanto a sé stesso.
E allora oggi Gesù non ti sta semplicemente parlando. Oggi Gesù ti sta chiamando.
Fermati un istante. Respiralo davvero, questo Vangelo. Perché dentro c’è una verità che può cambiarti il cuore: tu sei stato scelto. Non dopo essere diventato migliore. Non quando avrai finalmente sistemato tutto. Non quando sarai abbastanza forte, abbastanza santo, abbastanza perfetto. No. Gesù ti ha scelto adesso. Così come sei. Con le tue fragilità che ti fanno sentire incompleto. Con le tue cadute. Con i tuoi silenzi. Con quelle notti in cui hai sorriso davanti agli altri mentre dentro ti sentivi crollare.
E questa è la parte più sconvolgente dell’amore di Dio: Lui non aspetta che tu diventi degno. Ti ama per renderti nuovo.
Il mondo, invece, funziona diversamente. Il mondo seleziona. Divide. Scarta. Ti insegna che vali solo se produci, se emergi, se dimostri qualcosa. Ti convince che devi meritarti amore, attenzione, felicità. E così finiamo spesso per vivere stanchi, affamati di approvazione, terrorizzati dall’idea di non essere abbastanza.
Gesù spezza tutto questo.
Quando dice: «Voi non siete del mondo», non sta dicendo che devi fuggire dalla vita, chiuderti lontano dagli altri o sentirti superiore. Sta dicendo qualcosa di infinitamente più profondo: non lasciare che sia il mondo a decidere chi sei. Non permettere alla cattiveria di spegnere la tua dolcezza. Non lasciare che il cinismo soffochi la tua capacità di commuoverti. Non smettere di amare soltanto perché qualcuno ti ha deluso.
Perché il rischio più grande non è essere feriti dal mondo. Il rischio più grande è diventare uguali al mondo dopo essere stati feriti.
E allora capisci perché il Vangelo, a volte, pesa. Perché vivere da cristiani non significa recitare preghiere perfette o mostrarsi impeccabili. Significa continuare a scegliere la luce mentre attorno cresce il buio. Continuare a credere nella tenerezza quando tutti scelgono la durezza. Continuare a perdonare quando l’odio sembra più semplice. Continuare a rialzarsi. Sempre. Ancora. Anche dopo l’ennesima caduta.
Chi vive così spesso viene deriso, giudicato, considerato ingenuo. Perché un cuore pieno di Vangelo dà fastidio. Un uomo capace di amare davvero mette in crisi chi ha costruito muri attorno a sé. La bontà autentica è rivoluzionaria. Lo è oggi più che mai.
Ma sai una cosa? Forse il dolore che provi quando ti senti fuori posto non è un segno di debolezza. Forse è il segno che la tua anima ricorda da dove viene davvero.
Tu non sei nato per strisciare tra le miserie del mondo credendo che non esista altro. Sei nato per il Cielo. E ogni volta che ami, ogni volta che tendi una mano, ogni volta che scegli di non rispondere al male con altro male, stai già portando un frammento di Paradiso qui, adesso, dentro questa terra ferita.
Dio ha bisogno di te. Sì, proprio di te. Delle tue mani stanche. Dei tuoi occhi che hanno pianto. Della tua voce. Del tuo coraggio fragile. Perché spesso il miracolo che chiediamo nelle preghiere ha il nostro volto. E noi continuiamo a non accorgercene.
Non aspettare di sentirti pronto per amare. Non aspettare di essere perfetto per diventare luce. Le stelle brillano proprio perché attraversano il buio.
E allora vai. Ama. Rialza. Accogli. Perdona. Resta umano in un tempo che disumanizza. Resta luce in un mondo che a volte sembra innamorato dell’ombra. Forse ti sentirai controcorrente. Forse qualcuno riderà di te. Forse ti sentirai solo. Ma ricordati questo: chi appartiene a Cristo non cammina mai davvero da solo. Non del mondo. Ma mandato nel mondo per cambiarlo. Un gesto alla volta. Una carezza alla volta. Un frammento di Vangelo alla volta.
E forse la santità è proprio questo: avere il coraggio di restare luce senza lasciarsi convincere dal buio #Santanotte
Alessandro Ginotta

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