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Quando smetterai di lamentarti?

Quando smetterai di lamentarti?

Viviamo nell’epoca del “borbottismo”. È sufficiente guardarsi attorno: sui social, in coda dal panettiere, dal barbiere o al bar… ovunque sentiamo voci insoddisfatte, lamentele continue, mugugni che vanno dal meteo alla politica, fino allo sport. Siamo sempre pronti a criticare, a demolire, a mettere in cattiva luce. Ma quando si tratta di costruire davvero un futuro migliore, lì ci blocchiamo.

Il mio (in)solito commento a:
«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto» (Luca 7,31-35)

Immagina di essere al buio. Nessuna luce, nessuna forma riconoscibile. Solo paura. Ecco cosa accade quando ci allontaniamo da Dio: diventiamo ciechi, vulnerabili, senza punti di riferimento. Ogni passo diventa un rischio, ogni scelta può trasformarsi in un precipizio. E nel buio, a muoversi indisturbato, c’è il tentatore, che aspetta solo il momento giusto per colpire.

Ma il demonio non arriva con fragore. No. È subdolo, silenzioso. Si insinua piano, quasi senza che tu te ne accorga. E così, poco a poco, cominci a parlare male degli altri, a giudicare, a spargere veleno. Ti sembra normale, addirittura giustificato. Eppure, senza accorgertene, stai diventando un “sicario d’amore”: invece di amare, ferisci; invece di portare luce, diffondi ombra. Ti convinci di sembrare migliore, ma in realtà stai diventando brutto dentro. E il male, lentamente, ti ruba la luce dell’anima.

E allora Gesù ti scuote con forza:
«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!»
Ti accorgi? Ci sta dicendo: “Ho provato in tutti i modi a raggiungerti, ma tu non ascolti. Sei caparbio, testardo, come un bambino viziato che non si accontenta mai”.

La Bibbia ci avverte più volte: «Ecco, è un popolo dalla dura cervice» (Esodo 32,9). Ed è vero: vogliamo la salvezza, ma alle nostre condizioni. Pretendiamo addirittura di correggere Dio, di piegare il Vangelo ai nostri gusti. Non ci basta l’amore che ci offre: lo vogliamo diverso, più comodo, più adatto a noi.

Ma la verità è semplice e rivoluzionaria: per entrare nel cuore di Dio, bisogna tornare bambini. Non bambini capricciosi, ma bambini veri: innocenti, fiduciosi, capaci di lasciarsi sorprendere. Solo se ti fai piccolo puoi accogliere l’abbraccio di Dio, la sua misericordia, il suo perdono.

Allora smettila di lamentarti. Fallo oggi stesso. Non guardare più solo al lato negativo, ma impara a vedere oltre: anche in una goccia di pioggia puoi scoprire il riflesso del sole. La vita tornerà a sorriderti, se avrai Gesù nel cuore #Santanotte

Alessandro Ginotta

Giotto di Bondone, Gesù scaccia i mercanti dal Tempio, 1305, affresco, 200 × 185 cm, Cappella degli Scrovegni, Padova

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