
Qual è il segreto che salva Pietro (e te)?
Oggi penso che ti sorprenderò davvero… perché scopriremo che il vero tradimento non è quello che immagini. Giuda tradirà, è vero. Pietro rinnegherà, è vero. Ma c’è qualcosa di ancora più sottile, più nascosto, più quotidiano… (e che forse un po’ riguarda anche te)
Il mio in(solito) commento a:
“Uno di voi mi tradirà. Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte” (Giovanni 13,21-33.36-38)
Tu sei lì, seduto a quella tavola. Con il pane ancora tra le mani e il cuore che improvvisamente si stringe, perché quella frase non è generica, non è distante… è terribilmente personale: “Uno di voi mi tradirà”. Silenzio agghiacciante. Esitazione. Perché il punto non è chi tradirà. Il punto è che potresti essere tu!
E allora li vedi, uno dopo l’altro, gli sguardi degli apostoli che si incrociano, si interrogano, si difendono, quasi a voler dire: “Non io, vero?”. E in quella domanda c’è già tutto. C’è la paura, c’è il dubbio, c’è quella verità scomoda che cerchi di tenere a distanza ma che, lentamente, si avvicina fino a sfiorarti il cuore: sei capace anche tu di tradire l’Amore!
Sì, oggi andiamo oltre. Molto oltre. Perché questo Vangelo non parla solo di Giuda. Non parla solo di Pietro. Parla anche di te.
Giuda è il tradimento che si consuma nel buio, quando il cuore si indurisce e smette di riconoscere il valore di ciò che ha tra le mani.
Pietro è il tradimento che nasce dall’impeto, dalla fragilità, da quell’illusione tutta umana di essere più forti di quanto siamo davvero.
Ma il punto non è chi sbaglia di più. Il punto è cosa succede dopo.
E qui, se hai il coraggio di restare dentro questa scena senza scappare, scopri qualcosa che può cambiarti per sempre: perché Gesù non si limita ad annunciare il tradimento… lo accoglie. Lo guarda in faccia. Lo chiama per nome. E, incredibilmente, continua ad amare. Capisci che cosa significa davvero?
Significa che mentre tu hai ancora paura di cadere… Lui ha già deciso di restare. Significa che mentre tu stai ancora cercando di essere all’altezza… Lui ti ha già scelto così come sei.
E allora quel dialogo con Pietro diventa quasi struggente, perché dentro quelle parole c’è tutta la distanza tra il nostro modo di amare e il Suo: “Darò la mia vita per te!”. Quante volte lo hai detto anche tu, magari con parole diverse, magari nel silenzio del cuore, magari promettendo a Dio, a qualcuno, a te stesso che questa volta sarebbe stato diverso, che questa volta non avresti sbagliato, che questa volta saresti stato fedele fino in fondo… E poi?
Poi arriva la notte. Arriva la paura. Arriva il momento in cui per salvarti scegli di nasconderti. E lì, proprio lì, mentre il gallo si prepara a cantare, succede qualcosa di incredibile: non finisce tutto… ma tutto inizia.
Perché il gallo non canta per condannarti. Canta per svegliarti. È il suono che rompe l’illusione di essere autosufficienti, è la crepa da cui finalmente entra la luce, è il momento in cui smetti di recitare e torni ad essere vero, profondamente vero, disarmatamente vero.
E sai qual è la verità più grande? Non è che hai sbagliato. È che sei ancora amato!
Questa è la differenza che salva Pietro e perde Giuda. Non il peccato. Non l’errore. Non la caduta. Ma la relazione con l’Amore.
Giuda guarda il suo errore e vede la fine. Pietro guarda Gesù e scopre un inizio.
E allora permettimi di dirti qualcosa che forse non ti aspetti, qualcosa che può sembrarti quasi scandaloso ma che è il cuore di questo Vangelo: Dio non ha paura dei tuoi tradimenti. Ha paura di perderti dopo.
Perché puoi sbagliare, puoi cadere, puoi rinnegare anche ciò che ami di più… ma finché resti, finché anche solo con un filo di voce torni a Lui, finché non chiudi quella porta dentro di te… niente sarà perduto. Niente.
E allora smetti di avere paura delle tue fragilità e inizia ad aver paura solo di una cosa: di smettere di credere che sei ancora degno di essere amato. Perché è lì che tutto si spezza. È lì che nasce il vero tradimento. Non quando sbagli. Ma quando pensi di non poter più tornare. E invece puoi. Sempre. Anche adesso. Anche così come sei. Anche con quella ferita che ti porti dentro e che forse nessuno conosce.
Perché Dio non ti aspetta alla fine del tuo cammino. Ti viene incontro nel punto esatto in cui sei caduto. E quando il gallo canta… non è la fine della tua storia. È l’inizio del tuo ritorno #Santanotte
Alessandro Ginotta

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