• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
Presentazione al Tempio: la soglia dell’Infinito

Presentazione al Tempio: la soglia dell’Infinito

L’aria è densa. Profuma di incenso e di legno antico. Sotto i piedi, lastre di pietra consumate da generazioni di sandali. E in mezzo a tutto questo ci sei tu, con le tue domande, le tue speranze, le tue ferite ancora aperte. Ti trovi nel tempio. Due genitori stanno entrando

Il mio in(solito) commento a:

Luce per rivelarti alle genti (Lc 2,22-35)

Maria e Giuseppe arrivano con poco tra le mani. Pochissimo, a dirla tutta. Non l’agnello dei grandi, non l’offerta solenne di chi può permettersi di apparire. Due colombe. Il minimo indispensabile. Eppure, se guardi bene, stanno portando dentro il Tempio l’Infinito. Un Bambino fragile, silenzioso, che non reclama attenzione ma la calamita tutta su di sé.

Dio entra così nella storia: senza rumore, senza effetti speciali, scegliendo la povertà come lingua madre.

E mentre li osservi, forse ti accorgi che questa scena parla anche di te. Di quando arrivi davanti a Dio con ciò che hai, non con ciò che vorresti. Con mani vuote, o quasi. Con offerte imperfette, stanche, a volte improvvisate. Eppure è proprio lì che Dio ti aspetta. Non chiede di più. Chiede verità.

Poi accade l’imprevisto. Un anziano si avvicina. Simeone. Ha negli occhi una luce che non viene dall’età, ma dall’attesa. Un’attesa lunga una vita. Quando prende tra le braccia quel Bambino, il tempo si ferma. È come se tutto trovasse finalmente un senso. E lo senti anche tu, perché quelle parole non sono solo sue: parlano al tuo cuore. Parlano di una salvezza che non è riservata a pochi, ma spalancata a tutti. Una luce che non esclude, che non seleziona, che non giudica. Una luce che cerca anche te.

Ma il Vangelo, lo sai, non addolcisce la realtà. La luce non cancella il buio con un colpo di bacchetta. Lo attraversa. Simeone lo sa. E lo dice. Quel Bambino sarà segno di contraddizione. Non metterà tutti d’accordo. Svelerà i pensieri nascosti. Farà emergere ciò che preferiremmo tenere al riparo. E mentre ascolti, senti che non si parla solo di Gesù, ma di ogni scelta autentica, di ogni amore vero, di ogni passo fatto sul serio.E poi quella frase. Dura. Tagliente. Rivolta a Maria, ma capace di attraversare i secoli: una spada ti trafiggerà l’anima. Come a dire che amare davvero significa esporsi al dolore. Che non esiste luce che non passi, prima o poi, attraverso una ferita. E forse ti riconosci anche qui. Perché sai cosa vuol dire amare così. Sai cosa vuol dire restare, anche quando tutto dentro vorrebbe fuggire.

Questo Bambino, presentato al Tempio come ogni altro, è già offerto. Non solo ai sacerdoti, ma al mondo intero. La sua vita è un sì pronunciato in anticipo. Un sì che passerà dalla Croce, perché Dio ha scelto di vincere proprio lì dove tutti avrebbero detto: “È finita”.

E allora fermati un attimo. Lascia che questa luce ti raggiunga. Non quella che abbaglia, ma quella che rischiara piano. Non quella che risolve tutto, ma quella che ti permette di non perderti. Perché anche oggi, dentro le tue ombre, Dio si lascia prendere in braccio. E continua a sussurrarti che la salvezza non è lontana. È qui. È fragile. È luminosa. Ed è per te #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La presentazione di Gesù al tempio”, di Giotto, 1305, affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Vuoi i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?

Iscriviti alla newsletter: è gratis e potrai cancellarti in qualsiasi momento!

Vuoi i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?

Iscriviti alla newsletter: è gratis e potrai cancellarti in qualsiasi momento!

Continua a leggere