Meditazioni e preghiere
Orfani di fede? Riscopriamo Maria!

Orfani di fede? Riscopriamo Maria!

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In un mondo che sembra orfano di fede, in un tempo che ha perso i riferimenti fondamentali dei valori, in un’esistenza che pare naufragare nel dubbio e nell’incertezza, abbiamo un punto fermo: Maria.

Il mio in(solito) commento a:
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre! (Giovanni 19,25-34)

Ci sentiamo orfani, perché in questi anni stiamo vivendo in assenza del Padre: rifiutiamo Dio e ci allontaniamo volontariamente da Lui. Pensare a Maria, in particolare a questo brano di Vangelo, riporta la serenità nelle nostre anime, nelle nostre vite ed anche sul nostro futuro!

Abbiamo una Madre che ci difende, ci insegna, ci accompagna; che non si vergogna dei nostri peccati. Eccola Maria, la Donna del sì, colei che, in tutta la sua vita, non ha mai chiesto nulla per lei, ma solo per gli altri. Pensiamo a Cana, quando la Vergine si preoccupa perché al banchetto di nozze è terminato il vino. Scrive il predicatore pontificio, Padre Raniero Cantalamessa: “Maria, pur essendo la Madre di Dio, non considerò un tesoro geloso questo suo rapporto unico con Dio, ma spogliò se stessa di ogni pretesa, assumendo il nome di serva e apparendo all’esterno simile a ogni altra donna. Visse nell’umiltà e nel nascondimento, obbedendo a Dio, fino ad accettare la morte del Figlio, e la morte di Croce”. Umile e generosa, essere perfetto, è la più grande di tutte le Donne ma, come recita il Magnificat: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome”, Maria riconosce a Dio tutti i meriti della sua condizione. La tradizione popolare fa riferimento ad alcuni testi che, pur non essendo inseriti tra i canonici, narrano fatti dell’infanzia della Vergine Maria. Uno di questi è quello identificato come vangelo dello pseudo Matteo, che porta questo nome perché l’attribuzione a san Matteo evangelista non è stata confermata. Un testo da leggere come se fosse un romanzo, senza pretesa di contenere parole ispirate, ma che tuttavia riporta aneddoti interessanti, come il dialogo tra l’Arcangelo Gabriele e San Gioacchino, il padre di Maria: “Su di lei riposerà lo Spirito santo; la sua beatitudine sarà superiore a quella di tutte le donne sante; nessuno potrà dire che prima di lei ce ne sia stata un’altra uguale: e in questo mondo, dopo di lei un’altra non ci sarà”. Ed è proprio così! Maria è una donna speciale. All’età di tre anni, Maria venne condotta al Tempio per venire offerta al servizio del Signore, come la mamma Sant’Anna aveva promesso: “Il suo volto era così grazioso e splendente che a stento la si poteva guardare”, prosegue lo pseudo Matteo: “Non desisteva dalla preghiera fino a quando non le appariva l’angelo di Dio, dalla cui mano prendeva cibo”. E ancora: “Nessuno la vide adirata né l’udì maledire. Ogni suo parlare era così pieno di grazia che si capiva come sulle sue labbra c’era Dio”. Era anche estremamente generosa, perché: “Il cibo che le davano i pontefici lo distribuiva ai poveri. Frequentemente si vedevano gli angeli di Dio parlare con lei e obbedirle diligentemente. Se qualche malata la toccava, nello stesso istante se ne tornava a casa salva”. E’ un racconto affascinante che ci permette, con gli occhi della fantasia, di entrare nel mondo di    Maria Bambina. 

Maria è una creatura umana, una come noi, ma nello stesso tempo è superiore a ciascuno di noi. Concepita senza peccato, ha dato alla luce il Figlio di Dio e, al termine della sua vita, ha raggiunto l’eternità in anima e corpo. Maria è lì che ci aspetta, come una madre aspetta che i figli tornino a casa. Una Donna che rappresenta un ponte tra Dio e l’umanità, sempre pronta ad ascoltare le nostre preghiere e consegnarle direttamente nelle mani di Dio.

E allora, amici cari, apriamo il nostro cuore e affidiamo a Maria i nostri desideri più intimi. Accompagnate le nostre richieste più accorate con le parole di San Bernardo di Chiaravalle: “Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto il tuo soccorso, e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre Vergine delle vergini; a te vengo, dinanzi a te mi prostro, peccatore pentito. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami benevola ed esaudiscimi”.

#Santanotte amici cari, vi è piaciuto il racconto di Maria Bambina? Possa la vostra preghiera volare nelle sue mani fin lassù 🙂 🙂 🙂

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Crocifissione con la Vergine, Maria Maddalena e San Giovanni evangelista” di Eustache Le Sueur, 1643, olio su tela, 109 x 73.1 cm, National Gallery, Londra