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La tua ferita non è la fine: Cristo ha già vinto

La tua ferita non è la fine: Cristo ha già vinto

Ci sono parole del Vangelo che sembrano accarezzarti l’anima, e poi ce ne sono altre che arrivano come un lampo nel cuore, spalancano il cielo sopra le tue paure e ti costringono a fermarti.

Il mio in(solito) commento a:
«Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Giovanni 16,29-33)

E sai qual è la cosa che più mi sconvolge? Che Gesù pronuncia queste parole non dopo la resurrezione, non davanti a una folla in festa, non mentre compie un miracolo spettacolare, ma poche ore prima della Croce, quando tutto sembra sgretolarsi, quando il tradimento è già nell’aria, quando gli amici stanno per fuggire e il dolore è ormai alle porte. È lì che Cristo parla di vittoria. Ed è qui che Dio smette di assomigliare alle nostre logiche.

Perché noi immaginiamo un Dio che salva con la forza, mentre Lui sceglie la debolezza. Noi sogniamo un re che schiaccia i nemici e Lui si lascia inchiodare a una Croce. Noi avremmo acceso il cielo con la potenza, mentre Lui decide di illuminare il mondo consumandosi d’amore.

E forse è proprio questo che facciamo fatica a capire ancora oggi, perché continuiamo a rincorrere tutto ciò che brilla, tutto ciò che promette sicurezza immediata, successo rapido, gratificazione istantanea, e intanto il nostro cuore si svuota lentamente, quasi senza fare rumore. Viviamo circondati da idoli moderni che non chiedono incenso ma attenzione continua, che non hanno templi di marmo ma schermi luminosi, e così passiamo le giornate cercando approvazione, consenso, conferme, mentre dentro di noi cresce una stanchezza che nessun applauso riesce davvero a guarire.

Eppure Gesù continua a ripeterci: «Abbiate coraggio». Non “abbiate paura”, perché la paura esisterà sempre. Non “siate perfetti”, perché perfetti non lo saremo mai. Ma “abbiate coraggio”, cioè continuate a camminare anche quando tremate, anche quando non capite, anche quando vi sentite soli.

Perché il coraggio cristiano non nasce dalla certezza di essere forti, ma dalla scoperta di non essere più soli. E questa cambia tutto.

Perché ci sono giorni in cui anche tu ti senti sconfitto, giorni in cui il peso della vita sembra schiacciarti il petto, giorni in cui sorridi davanti agli altri ma dentro stai combattendo battaglie che nessuno vede, giorni in cui ti chiedi se riuscirai ancora a rialzarti, se ce la farai davvero, se Dio si ricorda ancora di te. E il Vangelo di oggi entra proprio lì. Nella tua notte, nel punto esatto in cui stai cedendo.

Perché Cristo non è venuto per i perfetti ma per chi sanguina dentro senza riuscire a dirlo. E allora all’improvviso capisci che la vittoria di Dio non consiste nell’eliminare tutte le tempeste, ma nel non lasciarti solo mentre le attraversi. Capisci che Gesù non ha vinto il mondo evitando il dolore, ma trasformando il dolore in un luogo capace di generare amore, speranza, resurrezione.

È questo il miracolo più grande: non una vita senza croci, ma una Croce che non riesce più a distruggerti. Perché da quando Cristo ci è salito sopra, persino il dolore ha smesso di essere inutile. E allora forse il mondo lo vinci anche tu, non quando diventi invulnerabile, ma quando continui ad amare nonostante tutto, quando scegli la luce mentre intorno cresce il buio, quando trovi la forza di rialzarti ancora una volta, con le ginocchia ferite e il cuore stanco, ma con un frammento di cielo ancora acceso dentro.

Ascoltami bene: Dio non si vergogna delle tue fragilità, perché è proprio lì che costruisce i suoi capolavori. Sì, qualche volta è necessario passare dalla notte per accorgersi che certe stelle si vedono soltanto nel buio.

E magari oggi ti senti debole, confuso, stanco, forse perfino sbagliato, ma il Vangelo continua a sussurrarti qualcosa di scandalosamente bello: tu non sei la tua caduta. Tu non sei la tua paura. Tu non sei le ferite che ti porti addosso. Sei molto di più. Sei qualcuno per cui Cristo ha già combattuto e ha già vinto.

Quanto coraggio riesci a trovare dentro le tue ferite? Se vuoi, raccontamelo nei commenti.
#Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo Risorto”, di Ambrogio Bergognone, 1490, olio su tavola, National Gallery di Washington, USA

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