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La risposta di Dio ha i tuoi passi

La risposta di Dio ha i tuoi passi

Ci sono giorni in cui la stanchezza pesa più del corpo. Si posa sulle spalle, entra nei pensieri, rende faticoso perfino sperare. Simone è sulla riva e lava le reti vuote. Ha trascorso la notte sul lago, ha consumato forza, esperienza, pazienza. Dell’impegno rimane soltanto il gesto amaro di ripulire ciò che non ha raccolto nulla

Il mio (in)solito commento a:
“Lasciarono tutto e lo seguirono” (Luca 5,1-11)

Forse conosci anche tu quella riva. È il luogo in cui arriviamo dopo aver tentato ogni strada, quando una relazione continua a ferirci, il lavoro ha perso sapore, una preghiera sembra rimanere sospesa nel silenzio, il bene compiuto passa inosservato e dentro di noi cresce una domanda che non abbiamo il coraggio di pronunciare: a che cosa è servito tutto questo?

Gesù arriva proprio allora. Sale sulla barca di Simone, si siede e comincia a parlare alla folla. È un’immagine sorprendente: ciò che Pietro considera la prova del proprio fallimento diventa il luogo dal quale Dio raggiunge gli altri. Quella barca non ha pescato pesci, eppure sta già portando la Parola.

Accade spesso così. Dio entra nei nostri vuoti e vi scopre uno spazio che ancora non avevamo visto. Una ferita può renderci capaci di riconoscere il dolore degli altri, una caduta può insegnarci la delicatezza, una stagione difficile può aprire dentro di noi una stanza nella quale qualcuno, un giorno, troverà riparo. Ciò che oggi ti fa sentire inutile potrebbe diventare il punto esatto dal quale passerà una benedizione destinata a molti.

Terminato di parlare, Gesù guarda Simone e gli dice: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».

Gli chiede di tornare nel luogo della delusione. Il largo, per Pietro, ha ancora il sapore acre della notte appena trascorsa. Conosce quelle acque, sa leggere il vento, ha imparato il mestiere da bambino. Ogni ragionevole previsione gli suggerisce di restare a riva. Eppure risponde: «Sulla tua parola getterò le reti».

Questa frase contiene una fede vera, adulta, attraversata dalla fatica. Pietro porta con sé i dubbi, la stanchezza, l’esperienza che protesta. Il suo sì profuma di acqua, sudore e mani screpolate. Ci sono obbedienze che nascono cantando e altre che riescono appena a sussurrare. Dio ascolta anche queste ultime. Forse le custodisce con una tenerezza particolare.

Le reti si riempiono, le corde mordono le mani, le barche si inclinano sotto il peso dei pesci. Simone chiama i compagni dell’altra barca. L’abbondanza diventa subito condivisione, collaborazione, responsabilità. Quando arriva un dono grande, occorre avvicinare le barche.

È già un’immagine potentissima del bene comune: nessuno raggiunge la riva da solo, nessuna barca può trattenere per sé tutto ciò che ha ricevuto, nessuna vita è così povera da non avere qualcosa da offrire. Il talento che custodisci, il tempo che possiedi, la tua competenza, la tua sensibilità, perfino il dolore che hai imparato ad attraversare possono diventare pane per qualcuno. Ogni dono trattenuto invecchia. Ogni dono condiviso comincia a respirare.

Pietro cade ai piedi di Gesù: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». La luce ricevuta gli fa vedere anche le proprie ombre. Gesù entra nel giudizio che Simone ha pronunciato contro se stesso e vi depone due parole: «Non temere».

Dio conosce la fragilità di Pietro e gli affida delle vite. Chi ha sentito l’acqua arrivargli alla gola saprà accorgersi di chi sta affondando. Chi ha conosciuto la vergogna potrà accogliere senza umiliare. Chi è stato rialzato saprà tendere la mano senza guardare nessuno dall’alto.

«D’ora in poi sarai pescatore di uomini». La nuova rete di Pietro sarà fatta di prossimità, ascolto, giustizia, perdono. Raccoglierà persone finite nelle acque fredde della solitudine, uomini soffocati dal senso di colpa, donne ferite dalla violenza, giovani ai quali nessuno ha ancora detto: “Tu sei importante”. La chiamata di Gesù conduce sempre verso qualcuno. Ogni autentico incontro con Dio ci consegna una responsabilità verso il mondo.

Viviamo in un tempo nel quale il dolore scorre sugli schermi insieme alla pubblicità e rischia di durare quanto il movimento di un dito. Guerre, povertà, anziani soli, famiglie esauste, ragazzi smarriti: vediamo tutto, eppure possiamo abituarci a tutto. Gesù ci chiama fuori dalla platea. Il Vangelo comincia davvero quando il dolore di uno sconosciuto riesce a cambiare la nostra agenda.

Il bene comune nasce così: da una sedia ag giunta a tavola, da un’ora regalata a chi ha bisogno di parlare, da una competenza offerta gratuitamente, da una spesa portata a una famiglia in difficoltà, da una scelta professionale che protegge i più fragili, da una parola pronunciata in difesa di chi non ha voce. Il mondo guarisce attraverso persone che smettono di domandarsi quanto potranno fare e cominciano dal bene possibile, qui, adesso.

Poi accade la cosa più vertiginosa: «Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono».

I pesci brillano ancora nella luce del mattino, le reti sono finalmente colme, il successo tanto atteso è lì. Pietro comprende che una vita può essere piena e rimanere ugualmente ferma sulla riva. Lascia tutto perché ha trovato una direzione capace di rendere fecondo ogni suo passo.

Anche noi abbiamo qualcosa da lasciare: l’alibi di sentirci troppo piccoli, la prudenza che protegge la nostra comodità, il bisogno di ricevere applausi, il rancore accarezzato per anni, la frase “ci penserà qualcun altro”. Per molti, seguire Gesù accadrà dentro la stessa casa, nello stesso ufficio, lungo le strade percorse ogni giorno. Cambierà il centro. Cambierà il modo di guardare. Cambierà la domanda con cui il mattino: “Chi posso aiutare a respirare, oggi?”.

Le barche restano sulla riva, colme. Pietro se ne va con le mani vuote, e quelle mani diventeranno rifugio, pane, carezza, coraggio. Da quel mattino misurerà la propria vita dai volti che avrà aiutato a tornare a riva.

È qui che il Vangelo pronuncia anche il tuo nome. Seguire Gesù significa accettare che un frammento di bene nel mondo dipenda dalle tue scelte, dal tempo che saprai donare, dalla persona che deciderai di rialzare.

Lascia sulla riva ciò che ti rende spettatore. Alzati. Da qualche parte, proprio oggi, qualcuno sta gridando al cielo mentre affonda. La risposta di Dio potrebbe già avere il rumore dei tuoi passi. #Santanotte

Alessandro Ginotta

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