
Il tuo amore sarà ancora lì
La sera, quando la casa si fa silenziosa, rimani al tavolo un po’ più a lungo. Rifai un conto, pensi a quanto potrai mettere da parte. Dalla stanza accanto arriva una voce amata e quei numeri hanno un volto. Vorresti preparargli un futuro nel quale, anche senza di te, possa sentirsi al sicuro. Così rimandi un desiderio: hai imparato a chiamare amore anche certe rinunce che nessuno vede.
Quindi ecco il mio (in)solito commento a:
“Quello che hai preparato, di chi sarà?” (Luca 12,13-21)
C’è una tenerezza immensa in certi conti fatti di notte. Credo che Gesù, prima delle cifre, guarderebbe le tue mani. Conosce la loro fatica e quel pensiero che le tiene occupate quando dovrebbero riposare: «Avrò fatto abbastanza?». Intanto, dalla stanza accanto, qualcuno ti chiama ancora. Vorrebbe raccontarti qualcosa di oggi.
Il Vangelo ci raggiunge qui. Un uomo chiede a Gesù di convincere suo fratello a dividere l’eredità. Gesù mette in guardia dalla cupidigia, dal desiderio di avere che può occupare persino il posto degli affetti. Poi racconta di un ricco la cui terra ha prodotto un raccolto abbondante. Quel grano potrebbe diventare pane per molte tavole, sollievo, festa. Lui pensa a magazzini più grandi: raccoglierà tutto e finalmente vivrà tranquillo, come se anche gli anni potessero essere custoditi insieme alle provviste.
Ha un raccolto capace di sfamare molti e un domani nel quale entra soltanto lui. Gesù conosce la fatica onesta di chi risparmia. Ci chiede di accorgerci di cosa accade quando ogni sicurezza ne esige un’altra. Ancora un impegno, ancora una somma da raggiungere. Poi avremo tempo per stare insieme. Eppure chi ci ama ci cerca dentro giornate imperfette: ci vuole accanto anche senza tutte le risposte. Nella parabola arriva la notte. La vita di quell’uomo gli sarà richiesta. «Quello che hai preparato, di chi sarà?» È una domanda dolorosa: la morte ci riguarda, nessuna frase gentile può renderla innocua. Ma Gesù ci parla mentre siamo vivi, con una possibilità ancora aperta.
A quell’uomo resta una notte. A noi viene consegnato questo momento. Possiamo domandarci a chi farà bene quello che abbiamo, quale solitudine potremo interrompere. Il grano può diventare pane condiviso, il denaro restituire respiro a una famiglia. Persino il nostro poco tempo può contenere un incontro nel quale qualcuno tornerà a sentirsi importante.
Essere ricchi davanti a Dio comincia qui: riconoscere di aver ricevuto e lasciare che il dono continui il suo viaggio. C’è un’eredità che consegniamo mentre siamo ancora insieme. La riceve un figlio quando può sbagliare senza perdere il nostro amore; chi ci vive accanto quando si sente ancora scelto; una persona in difficoltà quando scopre che la sua storia riguarda qualcuno.
Se pensi alle occasioni perdute, vorrei fermarmi accanto a te. Forse hai fatto quello che potevi con le forze che avevi. Oggi puoi ripartire con dolcezza, da un gesto possibile. Anche un amore che impara tardi può fare un bene immenso.
E se hai bisogno di ricevere, lascia che qualcuno ti avvicini una sedia. Puoi sederti senza meritare il tuo posto: Dio ti ama anche a mani vuote. Quando chiedi aiuto, quando la stanchezza ti toglie le parole per pregare. Il futuro di chi ami non poggia interamente sulle tue spalle: puoi consegnare a Dio quello che supera le tue possibilità.
Signore, entra nei nostri conti fatti di notte. Aiutaci a preparare il domani senza lasciare solo chi ci vive accanto oggi. Insegnaci a condividere e a riconoscerci amati anche quando qualcosa rimane incompiuto.
Fra poco tornerai alle tue cose. Prima, forse, puoi raggiungere quella voce nella stanza accanto. Un giorno, dentro una difficoltà che non avrai potuto risparmiargli, qualcuno ritroverà forza nell’amore che gli hai dato. Ricorderà come lo guardavi e crederà ancora nel proprio valore. Il tuo abbraccio avrà continuato a raggiungerlo.
Oggi lascia che un abbraccio raggiunga anche te. Dio conosce tutti i nomi che porti nelle preoccupazioni: fra quei nomi custodisce anche il tuo. Affidagli chi ami, affidagli la tua stanchezza.
Puoi riposare anche se resta qualcosa da fare. L’amore di Dio saprà trovarti dove hai dovuto fermarti. E domani avrai ancora una vita da ricevere, oltre alle persone delle quali prenderti cura. Anche tu sei qualcuno da amare. #Santanotte
Alessandro Ginotta

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