
Il sole che ti rimette in piedi
Hai mai pensato che della Trasfigurazione possediamo la testimonianza di un uomo che era lì? Non un narratore sedotto dal mito, non un poeta trascinato dall’entusiasmo, ma Pietro, uno che quella luce l’ha vista e quella voce l’ha udita. Anni dopo lo scriverà con una fermezza quasi ruvida: non vi stiamo raccontando favole, siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Il mio in(solito) commento a:
«Il suo volto brillò come il sole» (Matteo 17,1-9)
Vieni, allora. Saliamo anche noi. Lascia a valle il rumore, le notifiche, le paure che ti tirano per la giacca e quelle ferite che continui a chiamare “carattere” soltanto per evitare di guardarle. Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, perché alcune verità non si gridano: si sussurrano nel silenzio a chi ha il coraggio di salire.
Poi accade l’impossibile. Il volto di Gesù brilla come il sole, le sue vesti diventano bianche e, per un istante, Dio lascia cadere il velo. Quella luce non arriva da fuori: esplode da dentro. È la verità di Cristo che affiora, la gloria nascosta nella carne, l’eternità che attraversa il tempo.
E il Padre dice: «Ascoltatelo». Perché la fede non è restare abbagliati da Dio, ma permettere alla sua voce di cambiare la direzione dei nostri passi.
Pietro vorrebbe fermare tutto, costruire capanne e restare lassù. Lo capisco. Quando finalmente senti pace, quando una preghiera ti rimette insieme e per un attimo il cielo sembra vicino, vorresti che quel momento non finisse mai. Ma la Trasfigurazione non è un rifugio. È una scorta di luce.
Gesù mostra la gloria perché sta arrivando la croce, accende il sole prima del Venerdì santo, offre ai discepoli un ricordo capace di resistere quando tutto sembrerà perduto. E tu, quale Dio stai cercando? Un Dio che ti protegga dalla vita o un Dio che ti insegni ad attraversarla?
Quando la nube li avvolge, i discepoli cadono a terra, schiacciati dalla paura. Gesù si avvicina, li tocca e dice: «Alzatevi, non temete». Dio non sempre elimina ciò che ti spaventa. Molto più spesso ti tocca e ti rimette in piedi. Quando rialzano gli occhi, vedono Gesù solo. La luce straordinaria è scomparsa, l’emozione è finita, eppure Lui resta.
È questo il cuore della fede: quando il brivido passa, quando il silenzio pesa e la vita torna complicata, resta Gesù. Adesso bisogna scendere dal monte, tornare nelle case, nelle relazioni ferite e nei giorni normali, ma scendere diversi, con un po’ di sole negli occhi. Perché Dio non ti illumina per farti brillare più degli altri, ma lo fa perché qualcuno, incontrandoti nel proprio buio, ricordi che il sole esiste ancora #Santanotte
Alessandro Ginotta

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