
Giuda era predestinato a tradire?
Ascolta… ma ascolta davvero, con quella parte di te che a volte fai fatica persino a guardare: perché quello che sto per dirti non è una frase bella da condividere, è una verità che può cambiare tutto. Tu non sei le tue cadute. Non sei i tuoi errori. Non sei la somma delle tue fragilità. Perché Dio non smette di cercarti proprio lì dove tu smetti di cercare te stesso
Il mio in(solito) commento a:
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! (Matteo 26,14-25)
Sono rimasto sorpreso del numero straordinariamente alto di messaggi che ho ricevuto in seguito al commento di ieri (lo trovi qui). Tra le tante, c’è stata una domanda che mi ha colpito ed ha continuato a bussare con delicatezza e ostinazione nel cuore: Giuda era predestinato a tradire? E se sì, che ne è del libero arbitrio? E così mi sono fermato. Ho lasciato che quell’interrogativo mi attraversasse e, questa sera provo a condividere con te ciò che è nato dalle mie riflessioni:
Ti trovi lì. La flebile luce di una lampada ad olio disegna lunghe ombre sulle pareti in pietra dell’ampio salone. Senti il legno sotto le dita, il calore del corpo accanto al tuo, il battito del tuo cuore che accelera quando Gesù alza lo sguardo — e non è uno sguardo qualsiasi, è uno sguardo che ti attraversa, che ti legge dentro, che ti conosce più di quanto tu conosca te stesso. E poi quella frase. Tagliente. Inevitabile. Scomoda: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà».
E in quell’istante non guardi più Giuda. Guardi te stesso. Perché il Vangelo, quando è vero, non ti lascia mai spettatore. Ti mette sempre davanti a te stesso. E allora ti chiedi, quasi trattenendo il fiato: “Ma com’è possibile… che Gesù sapesse?”. Gesù non si è sbagliato. Non è stato ingenuo. Non è stato tradito “a sorpresa”. Lo sapeva.
I Padri della Chiesa, da Agostino d’Ippona a Tommaso d’Aquino, sono sorprendentemente chiari su questo punto: Cristo conosce il cuore dell’uomo, ma non per questo lo imprigiona. Lo vede, ma non lo forza. Lo ama, fino in fondo. E allora Giuda non è un errore. Giuda è una libertà.
Sì, perché Dio può sapere… senza determinare. Può vedere la tua caduta… senza provocarla. Può intuire il tuo tradimento… senza scriverlo al posto tuo. E questa è una verità che fa tremare: Giuda poteva non tradire.
Secondo molti teologi, la Scrittura non è una condanna scritta in anticipo, ma una strada che Dio conosce già, perché abita fuori dal tempo. Ma tu, dentro il tempo, sei ancora libero. Sempre. E allora il punto non è: “Giuda doveva farlo”. Il punto è: “Giuda ha scelto di farlo”. E qui il Vangelo si fa ancora più scomodo.
Perché non puoi più nasconderti dietro il destino.
Ti guardi dentro e scopri che ogni giorno, in modi più sottili, più eleganti, forse meno rumorosi… anche tu puoi vendere Gesù. Anche tu lo puoi mettere in vendita. Magari non lo tradirai per trenta denari, ma con piccoli compromessi, con silenzi comodi, con scelte che sai benissimo non essere quelle giuste. Perché il tradimento non è un gesto eclatante. È una distanza che cresce piano. È un amore che si raffredda senza fare rumore.
Giuda poteva non farlo. Poteva fermarsi. Poteva tornare. E questo rende tutto più vero. E anche più tremendo. Perché significa che anche tu, ogni giorno, sei libero. Libero di amare. Libero di allontanarti. Libero di restare. E quella libertà è un dono immenso… ma anche una responsabilità che pesa.
Poi pensi a quei trenta denari. Trenta. Non cento. Non mille. Trenta. Il prezzo di uno schiavo. Il prezzo più basso possibile. Perché, vedi, il problema non è soltanto che Giuda abbia dato un prezzo a Gesù. Il problema è che quel prezzo era terribilmente basso. E forse è questa la cosa che più fa male: accorgerti che, a volte, anche tu rischi di svendere ciò che è infinito. Per un misero vantaggio. Per una superabile paura. Per non perdere qualcosa di cui forse potresti tranquillamente fare a meno.
E allora ti fermi, e senti una fitta: quanto vale Dio, per me?
Quanto vale quando sono stanco?
Quando nessuno mi vede?
Quando potrei scegliere il bene… ma mi costa troppo?
Ma il Vangelo è luce anche nel buio più fitto. Leggendolo capisci che Gesù non smette mai di amare Giuda. Nemmeno quando lo guarda negli occhi e sa. Nemmeno quando quel tradimento è ormai alle porte. Non lo ferma. Non lo umilia. Non lo condanna. Lo ama. Fino alla fine.
E allora capisci che il vero dramma non è cadere. Non è sbagliare. E non è neppure tradire. Il vero dramma è pensare che, dopo averlo fatto… non ci sia più strada per tornare.
Giuda non ha creduto abbastanza nell’amore di Gesù. Non ha creduto che quel volto, che aveva guardato per anni, potesse ancora accoglierlo. Pietro, al contrario, sì. Lui è crollato, ha pianto, si è spezzato… ma è tornato. E tu? Tu cosa fai quando sbagli? Scappi… o torni?
Perché arriva un momento in cui anche tu tieni in mano i tuoi “trenta denari”. Allora dovrai decidere quanto vale davvero l’amore, la verità, Dio nella tua vita. In quel momento ti invito a fermarti. A respirare. Ad ascoltare quel silenzio dentro di te. Perché lì, proprio lì, c’è ancora una possibilità.
Ascolta bene, perchè è davvero più importante che mai: Tu non sei prigioniero delle tue cadute. No. Non lo sei. Tu non sei definito dai tuoi errori. Non lo sei. Tu non sei mai troppo lontano per essere raggiunto. Perché Dio continua a sedersi alla tua tavola. Dio continua a spezzare il pane con te. Dio continua a guardarti e per Lui tu sei ancora, sempre, infinitamente amabile. Non importa quanti sbagli hai commesso e quanto gravi siano. Non importa quello che dicono e pensano gli altri di te. Dio c’è. E ti ama. Anche adesso. Soprattutto adesso.
E quando ti sentirai dire, dentro, quella domanda che brucia: «Sono forse io?». Non avere paura della risposta.
Abbi il coraggio di restare. Abbi il coraggio di tornare. Abbi il coraggio di credere che l’amore è più grande anche del tuo errore più grande.
Perché il prezzo dell’amore di Dio non cambia. Non scende. Non si contratta. E sai qual è la verità che può salvarti? Che, per Lui, tu non sei mai stato in vendita. Dunque ama e lasciati amare e tutto cambierà! #Santanotte
Alessandro Ginotta

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