Esercizi di libertà: a Padova il 6 ottobre detenuti e autorità a confronto

Esercizi di libertà: a Padova il 6 ottobre detenuti e autorità a confronto

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PADOVA – Si svolgerà il 6 ottobre 2017, presso la Casa di Reclusione Due Palazzi, la decima edizione del Premio Carlo Castelli, l’evento organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia, la Casa di Reclusione di Padova, la Redazione di Ristretti Orizzonti ed il CSV Padova.

Il Premio Carlo Castelli compie 10 anni. Il prestigioso concorso letterario riservato ai detenuti delle carceri italiane è stato istituito nel 2007 con una sua particolare formula: quella della solidarietà nella condivisione dei premi che vengono suddivisi tra il vincitore ed una buona causa nel sociale. In questo modo chi ha sbagliato nella vita avrà la possibilità non solo di riflettere a anche di riscattarsi offrendo alla società un contributo che testimoni la sua scelta di cambiamento.

Esercizi di libertà è il tema del Convegno che seguirà la premiazione.  In carcere alle gabbie interiori dentro cui l’uomo spesso si rinchiude da solo, si aggiungono sbarre e limitazioni di spazi fisici. Paradossalmente, queste pesanti limitazioni della libertà personale, inducono però a riflessioni sofferte che, attraverso il bisogno di cambiamento e uno sforzo di volontà notevole, possono aprire la via della liberazione. Ed esercizi di libertà sono tutte quelle azioni che preludono a un cambiamento positivo e stabile, messe in atto da chi ne sente fortemente il bisogno.

Esercizi di libertà: a Padova il 6 ottobre detenuti e autorità a confronto

Il tempo della carcerazione comporta pesanti limitazioni della libertà personale e induce a riflettere sulla propria condizione. È un tempo di sofferenza che va affrontato con la consapevolezza di doverne uscire avendo compreso cosa non ha funzionato nella propria vita. Perché, prima della libertà fisica, si è smarrito il senso dell’essere liberi. È inutile farsi vittime anche se in certo modo lo si è stati.

Sperare di tornare liberi prescinde dal momento in cui si spalancherà il portone del carcere. Meglio se questo momento avverrà prima, perché rinviarlo potrebbe significare nuove rovinose cadute. In fondo il carcere dovrebbe avere proprio questo scopo: favorire percorsi di cambiamento che passano attraverso momenti assai impegnativi. Non solo il lavoro, la formazione e la cultura giocano un ruolo importante. C’è tutto un mondo di relazioni, incontri – confronti che servono a sbloccare un meccanismo “inceppato” all’interno di sé. Non si deve temere di guardare in profondità, a costo di soffrire, perché «è solo la verità che rende liberi».

Esercizi di libertà: a Padova il 6 ottobre detenuti e autorità a confronto

Al Convegno, che vedrà come protagonisti proprio i detenuti ed i loro famigliari, interverranno i relatori:

Luigi Accattoli, giornalista e scrittore, commentatore del “Corriere della Sera”, già vaticanista a “La Repubblica”, collabora a varie testate nazionali. Autore di numerosi volumi, tiene un blog personale che aggiorna quotidianamente.

Marco Ruotolo, professore ordinario di diritto costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, dove è anche titolare dell’attività formativa “Diritti dei detenuti e Costituzione”. È direttore del Master di II livello in Diritto penitenziario e Costituzione. È autore, tra l’altro, del libro Dignità e carcere.

Lucia Annibali,  avvocato, vittima quattro anni fa di una grave aggressione da parte di due uomini mandati dall’ex fidanzato, si è dovuta sottoporre a vari interventi di ricostruzione al volto. Ha saputo reagire al pesante dramma personale accantonando l’odio e diventando simbolo della lotta alla violenza di genere.

Maria Agnese Moro,  figlia dello statista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. Sociopsicologa, ricercatrice di Laboratorio di scienze della cittadinanza e socia di Asdo, l’Assemblea delle donne per lo sviluppo e la lotta all’esclusione sociale. È impegnata nelle attività dell’Accademia di studi storici Aldo Moro.

Guido Bertagna, sacerdote della Compagnia di Gesù, s’interessa attivamente del mondo carcerario, con particolare attenzione al minorile. Da vari anni collabora col Centro di Giustizia Riparativa e Mediazione presso la Caritas di Bergamo e con i massimi esperti della materia. Dal 2013 vive ed opera a Padova.

Ornella Favero,  giornalista, da molti anni impegnata nel volontariato penitenziario, presiede l’Associazione “Granello di Senape Padova”, dirige la rivista Ristretti Orizzonti e il sito www.ristretti.org. Da due anni è Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia.

Al Convegno parteciperanno: Andrea Orlando, Ministro della Giustizia; Antonio Gianfico, Presidente Nazionale Società San Vincenzo De Paoli; Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario alla Giustizia;  Enrico Sbriglia, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria; Ottavio Casarano, Direttore della Casa di Reclusione “I Due Palazzi”; Don Raffaele Grimaldi, Ispettore Generale Cappellani delle Carceri;  Santi Consolo, Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.

Alessandro Ginotta
Ufficio Stampa
Società di San Vincenzo De Paoli

 

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