
È proprio lì, nel tuo poco, che Dio mette il Suo tutto
Perché il centro di questo Vangelo non è quello che devi fare tu, ma quello che non smette di fare Lui. Non è la tua fatica nel salire, ma la Sua ostinazione nel venirti incontro. Non è la tua ricerca imperfetta… è il Suo amore perfetto che ti trova anche quando non stai cercando più nulla
Il mio in(solito) commento a:
Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna (Giovanni 6,35-40)
Prova a immaginare Gesù davanti a te, mentre ti guarda negli occhi – sì, proprio nei tuoi – e ti consegna parole che non sono solo da ascoltare, ma da lasciare entrare dentro, fino in fondo: «Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna» (Giovanni 6,35-40)
Chiunque. Non è una parola messa lì per caso. È una porta spalancata. Chiunque vuol dire che non devi meritartelo, non devi dimostrare niente, non devi arrivare “a posto” per essere accolto. Chiunque vuol dire che puoi entrare anche con il cuore stanco, anche con le mani vuote, anche con quella sensazione addosso di non essere abbastanza.
E allora lasciati dire una cosa che forse hai bisogno di sentirti ripetere più volte: non sei fuori tempo massimo, non sei fuori strada, non sei fuori dal cuore di Dio.
Perché il centro di questo Vangelo non è quello che devi fare tu, ma quello che non smette di fare Lui.
Non è la tua fatica nel salire, ma la Sua ostinazione nel venirti incontro. Non è la tua ricerca imperfetta… è il Suo amore perfetto che ti trova anche quando non stai cercando più nulla.
Gesù lo dice con una chiarezza disarmante: la volontà del Padre è non perdere niente, non lasciare indietro nessuno, non rinunciare a nessuna storia, nemmeno a quella che sembra più compromessa, più fragile, più lontana. Nemmeno la tua. Capisci cosa significa davvero?
Che Dio non si arrende a te, nemmeno quando tu ti arrendi a te stesso. Che Dio non archivia la tua vita tra i tentativi falliti, ma la custodisce come una promessa ancora aperta. Che Dio non guarda ciò che sei stato… ma ciò che puoi ancora diventare.
E allora sì, c’è ancora tempo. C’è ancora tempo per ricominciare, anche se hai già provato mille volte e ti sembra inutile. C’è ancora tempo per lasciarti perdonare, anche se ti sembra di aver superato il limite. C’è ancora tempo per scegliere il bene, anche se dentro senti ancora il rumore del passato.
Perché la vita eterna – e questo è il punto che cambia tutto – non è soltanto un premio futuro, ma una possibilità presente. È una vita che comincia adesso, nel preciso istante in cui smetti di chiuderti e inizi, anche solo un poco, ad aprirti.
E sai qual è il paradosso? Non devi diventare degno dell’amore di Dio. Devi solo smettere di difenderti da quell’amore.
Guarda la storia: un ladro crocifisso accanto a Gesù diventa il primo a entrare in Paradiso, un persecutore accanito diventa apostolo, una donna ferita diventa il primo annuncio della Risurrezione. Non perché fossero perfetti, ma perché, a un certo punto, hanno smesso di scappare.
E tu? Quanto ancora vuoi restare sulla soglia? Non dire “non è il momento”. Perché Dio non entra nella tua vita quando è tutto in ordine. Dio entra proprio lì, nel disordine, e comincia da lì a fare nuova ogni cosa.
E allora oggi non ti viene chiesto di essere migliore. Ti viene chiesto di fidarti. Non di cambiare tutto subito, ma di fare spazio. Non di arrivare, ma di lasciarti raggiungere. E se ti sembra poco, prova a pensarci: è proprio lì, nel tuo poco, che Dio mette il Suo tutto.
Questa è la volontà del Padre: non perdere nemmeno una briciola della tua esistenza, non rinunciare a nessuna parte di te, nemmeno a quella che tu stesso hai smesso di guardare. E allora vieni. Perché non è vero che devi cambiare per essere amato. È quando ti lasci amare che inizi davvero a cambiare.
E forse, proprio stanotte, qualcosa dentro di te può ricominciare #Santanotte
Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:
Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!
Vuoi ricevere i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?
Iscriviti alla newsletter. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento!


