• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Dobbiamo tenere le cose di questo mondo in modo tale da non essere tenuti da esse

Dobbiamo tenere le cose di questo mondo in modo tale da non essere tenuti da esse

La fede in Dio è come un seme nascosto nel terreno più profondo della nostra anima. All’inizio sembra invisibile, silenzioso. Poi, quando lasciamo che la luce dell’Amore lo scaldi, quel seme germoglia, cresce e trasforma la nostra vita.

Il mio (in)solito commento a:
“Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (Luca 14,25-33)

Avviso ai cercatori di Dio: amare davvero è esigente! Sì, perché Dio è Amore (1Gv 4,16), ma l’amore autentico è un fuoco che brucia, che chiede tutto. Hai mai provato ad innamorarti davvero? A guardare una persona negli occhi e dimenticare il resto del mondo? Ecco, l’amore per Dio è ancora più travolgente. Non è un sentimento tiepido: è un uragano che sconvolge e rinnova ogni cosa. Marco lo scrive chiaramente: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” (Mc 12,30). Non “un po’”, non “quando ti ricordi”, ma tutto.

San Paolo lo sa bene: sulla via di Damasco, in un istante, il persecutore più temuto diventa l’apostolo più appassionato. È quello che accade quando Dio entra nella nostra vita: ci ribalta, ci rinnova, ci riempie di Lui. E quando il nostro cuore è pieno di Dio, il male, l’odio, l’invidia, ogni oscurità scappa via: non c’è più posto per loro.

Quell’amore che ha convertito Paolo, Zaccheo, la samaritana, l’adultera, il buon ladrone… è lo stesso che può cambiare anche te. È un seme che aspetta solo di sbocciare nel terreno nascosto della tua anima per renderla nuova, luminosa, piena di pace.

Basta un tocco di Gesù e tutto si trasforma: come per la donna emorroissa che ha trovato guarigione (Lc 8,43-48), per il cieco che ha riacquistato la vista (Lc 18,35-43), per la peccatrice che ha ricevuto il perdono (Lc 7,36-50). Quando lasci che Gesù ti riempia, ti svuoti di tutto ciò che ti opprimeva prima. E allora capisci che il vero tesoro è nel cielo… e nel tuo cuore: “Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12,34).

Ecco perché non dobbiamo temere le parole che sembrano così dure: “Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (v.33). Non è un invito a spogliarci di tutto materialmente, ma a non fare del denaro e delle cose un idolo che ruba il posto a Dio. Chi ha famiglia deve prendersene cura, chi lavora ha bisogno di strumenti, chi costruisce il bene ha bisogno di risorse. Gesù ci chiede solo di non fare dei nostri beni il centro della nostra vita, di non lasciare che occupino tutto lo spazio nel cuore.

San Beda il Venerabile lo dice con parole semplici e potenti: “Dobbiamo tenere le cose di questo mondo in modo tale da non essere tenuti da esse.”

E allora il segreto è questo: riempiamoci di Cristo. Se Lui è il centro, il resto trova il suo posto. Senza di Lui, restiamo vuoti. Con Lui, portiamo frutto: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).

Lascia che quel seme di fede germogli. Abbi il coraggio di svuotarti di ciò che pesa e riempirti di Lui. È lì che troverai la vera libertà, la gioia autentica #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La chiamata di Pietro e Andrea” di Duccio di Buoninsegna, 1308-1311, olio su tavola, 42,7 × 45,5 cm, National Gallery of Art, Washington DC

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