
Dio ti ama anche lì
Ti eri promesso che questa volta avresti risposto con calma, e invece hai ferito proprio la persona alla quale volevi far capire quanto tenevi. Adesso ripensi al suo viso mentre fai tutt’altro, riprendi quella conversazione dal punto in cui è precipitata, cerchi parole che arrivano sempre troppo tardi. Vorresti rimediare, ma dentro qualcosa ti trattiene: il timore che sia inutile, la vergogna di dover ammettere quanto hai sbagliato. E così rimandi, mentre avresti bisogno di trovare il coraggio di cominciare.
Il mio (in)solito commento a:
“Il granello crebbe e divenne un albero” (Il granello crebbe e divenne un albero” (Luca 13,18-21)
Forse la tua storia è diversa, forse porti un peso molto più grande. Può accadere che il dolore per ciò che hai fatto occupi tutto lo spazio, finché cominci a chiederti se ci sia ancora qualcosa di buono da aspettarsi da te. Perfino pregare diventa difficile: «Signore, come posso presentarmi davanti a te, sapendo quello che sai?». Eppure sei ancora lì a cercarlo. In mezzo a tanta confusione, desideri ancora che il bene trovi posto nella tua vita.
Gesù racconta il Regno di Dio attraverso un granello di senape, che un uomo prende e getta nel proprio giardino. Fermati accanto a lui: guarda quanto è piccolo quel seme, quanto facilmente potresti lasciartelo sfuggire fra le dita. Poi segui il racconto fino all’albero, fino agli uccelli che vengono a fare il nido fra i suoi rami. Gesù ci insegna a vedere un riparo dove noi avremmo visto soltanto un granello. Abbiamo bisogno di questo sguardo anche quando pensiamo a noi stessi, soprattutto quando ci sembra di avere rovinato troppe cose per poter ricominciare.
Dio conosce tutta la tua storia e ti ama anche lì, nel punto che vorresti nascondergli. Puoi affidargli un errore gravissimo, raccontargli il male che hai provocato, lasciare emergere persino quello che fatichi ad ammettere a te stesso. Il suo amore ti raggiunge con una premura tanto più profonda quanto più hai bisogno di essere aiutato. Puoi lasciarti amare mentre impari a cambiare, mentre cerchi il coraggio di assumerti le tue responsabilità. Dio ti ama prima che tu riesca a diventare migliore: è questo amore che può darti la forza di cominciare.
Pensa al lievito che la donna nasconde nella farina, nell’altra parabola di Gesù: scompare alla vista e intanto trasforma tutto l’impasto. Così l’amore di Dio desidera raggiungere la materia delle tue giornate, entrare nelle abitudini, lavorare nella fretta con cui giudichi e nella durezza con cui ti difendi. Può cominciare da un momento quasi impercettibile: stai preparando una risposta, poi riesci ad ascoltare; vorresti giustificarti, invece ammetti che hai sbagliato. Ti trema la voce, ma rimani in quella verità e scopri di poterla sostenere.
Allora anche il dialogo con la tua anima cambia: «Quale bene posso fare, adesso?». Ascolta con pazienza ciò che affiora. Forse c’è qualcosa da restituire, una verità da dire, un aiuto da cercare perché quel male non si ripeta. Forse puoi chiedere perdono, lasciando all’altro il tempo di rispondere e rendendo credibili le tue parole attraverso le scelte. Scegli un gesto possibile e compilo con cura. Anche tu puoi farti accompagnare: accogliere una mano tesa è già un modo di tornare a fidarti della vita.
È così che il Vangelo prende la tua voce, le tue mani, il tuo tempo. Diventi una sua pagina vivente quando lasci passare nelle tue scelte l’amore che hai ricevuto. E intanto il granello cresce: puoi diventare più accogliente, più capace di custodire una fragilità, proprio perché sai quanto sia prezioso essere sostenuti nella propria. Fra quei rami qualcuno potrà trovare il coraggio di parlare, deporre una paura, riprendere fiato.
Stasera porta a Dio ciò che sei, insieme al bene che desideri fare domani. Puoi dirgli: Signore, aiutami a rimediare dove posso, sostienimi dove faccio fatica, insegnami ad amare con più cura. Poi concediti di rimanere nel suo amore, anche stanco, anche incompiuto. Sei ancora suo figlio, sei ancora prezioso per Lui. Lasciati amare e guarda al domani con fiducia: nel giardino di Dio c’è posto anche per la tua vita, e fra i suoi rami può ancora crescere un riparo per qualcuno. #Santanotte
Alessandro Ginotta

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