• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
Dio arriva anche alla tua ora

Dio arriva anche alla tua ora

La paga che avevi ricevuto ti sembrava giusta, finché non hai guardato nella mano di un altro. È così che, qualche volta, la gioia si ammala di confronto: ciò che possediamo perde improvvisamente valore, mentre il bene concesso agli altri comincia a sembrarci la misura di ciò che la vita ci avrebbe negato.

«Sei invidioso perché io sono buono?» (Matteo 20,1-16)

Accade quando un collega viene apprezzato, quando un amico raggiunge il traguardo che tu stai ancora inseguendo, quando qualcuno ritrova l’amore dopo una separazione, il lavoro dopo tanti rifiuti o la serenità dopo anni difficili. Siamo sinceri: la felicità altrui può pungerci proprio nel punto in cui ci sentiamo più fragili e, mentre sorridiamo, una domanda attraversa silenziosamente il cuore: «E io, quando?».

Gesù entra con delicatezza dentro questa ferita e ci conduce nella vigna, dove il padrone continua a uscire a ogni ora del giorno. Torna sulla piazza al mattino, a mezzogiorno, nel pomeriggio, persino quando il sole sta già abbassandosi e una persona ragionevole considererebbe inutile cercare ancora qualcuno. Dio ha questa meravigliosa ostinazione: ritorna nei luoghi dai quali tutti gli altri se ne sono già andati.

Lì trova uomini rimasti ad aspettare e, quando domanda loro perché siano ancora fermi, si sente rispondere: «Nessuno ci ha presi a giornata». In quelle poche parole c’è un dolore enorme, il dolore di chi non è stato scelto, di chi si è sentito trasparente, inadatto, sempre un passo indietro rispetto agli altri. Forse quella piazza assomiglia anche alla tua vita, perché da tempo aspetti una telefonata, una guarigione, un abbraccio, una possibilità, oppure temi che i tuoi errori abbiano consumato ogni futuro.

Il padrone, però, arriva anche alla tua ora. Guarda il tempo che resta e vi riconosce una possibilità intera, perché ciò che per te è quasi finito, nelle sue mani può ancora germogliare. A Dio basta una fessura nel cuore per farvi entrare l’alba.

A quegli uomini consegna un denaro, la somma necessaria per tornare a casa con del pane, e la sua bontà raggiunge così anche la famiglia che li aspetta, i figli che avranno fame, la dignità di un padre che potrà varcare la soglia senza abbassare gli occhi. Dio vede sempre più lontano dei nostri giudizi: noi contiamo le ore lavorate, Lui conosce quelle trascorse ad attendere; noi ricordiamo gli errori, Lui ascolta il desiderio nascosto di ricominciare; noi osserviamo il ritardo, Lui prepara già l’inizio.

Gli operai della prima ora, guardando la paga degli ultimi, dimenticano di avere trascorso l’intera giornata nella vigna, accanto al padrone, e finiscono per considerare un peso ciò che fino a poco prima dava senso alla loro fatica. Anche noi rischiamo di fare lo stesso quando trattiamo la fede, la fedeltà e il bene compiuto come crediti da presentare a Dio, aspettandoci in cambio un posto migliore degli altri.

Il Vangelo ci propone uno sguardo più libero e più felice, capace di accogliere la gioia di chi ci sta accanto come una finestra aperta sul possibile. Se qualcosa di bello è fiorito nella vita di un altro, significa che il terreno conserva ancora la forza di generare primavera. La sua felicità può diventare una promessa anche per te; la sua rinascita può ricordarti che esiste ancora una strada; la misericordia che lo ha raggiunto può illuminare il punto esatto nel quale stai aspettando.

Forse oggi sei tu l’operaio dell’ultima ora, rimasto sulla piazza mentre il cielo si fa scuro. Hai provato a rialzarti e sei ricaduto, hai pregato senza riconoscere una risposta, hai guardato gli altri partire mentre tu rimanevi fermo. Eppure il padrone sta tornando proprio adesso, perché anche il tuo ritardo abita dentro il tempo di Dio.

C’è ancora posto nella vigna, ancora vita nelle tue mani, ancora futuro nel tuo cuore. Quando Dio ti raggiunge, ti consegna una misura piena e ti restituisce la dignità di sentirti atteso, desiderato, chiamato per nome.

La bontà di Dio non guarda l’orologio: arriva, ti prende per mano e insegna perfino al tramonto a sorgere #Santanotte

Alessandro Ginotta

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Lasciati raggiungere dai miei (in)soliti commenti sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter: è gratis e potrai cancellarti in ogni momento!

Lasciati raggiungere dai miei (in)soliti commenti sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter. Riceverai una e-mail ogni volta che verrà aggiunta una nuova riflessione. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento.

Continua a leggere