
Dentro il tuo respiro
Sai qual è una delle cose più difficili da accettare nella vita? Che Dio, qualche volta, sembra sottrarsi proprio mentre avremmo più bisogno di sentirlo vicino. E noi ci agitiamo, ci spaventiamo, pensiamo di essere stati dimenticati, mentre invece Lui sta preparando qualcosa di infinitamente più profondo di una semplice consolazione momentanea. Perché Gesù non se ne va per allontanarsi. Gesù se ne va per abitarti. Ed è una differenza immensa.
Il mio in(solito) commento a:
«Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito» (Giovanni 16,5-11)
Ci sono parole di Gesù che ci accarezzano il cuore. E poi ce ne sono altre che, invece, sembrano quasi ferirlo, perché toccano le nostre paure più profonde. Il Vangelo di oggi appartiene a questa seconda categoria. Perché quando Gesù dice ai suoi discepoli: «Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito», sta dicendo qualcosa che nessuno di noi vorrebbe mai sentirsi dire da chi ama davvero.
Come può essere un bene un addio? Come può nascere qualcosa di bello da un’assenza? Come può il vuoto diventare persino una promessa?
Finché i discepoli avevano Gesù davanti agli occhi, potevano ascoltare la sua voce, guardare i suoi gesti, camminargli accanto. Ma il giorno della Pentecoste tutto cambia: Dio non rimane più soltanto davanti all’uomo. Dio entra nell’uomo. Lo Spirito Santo diventa respiro dentro il respiro, vita dentro la vita, fuoco dentro il cuore.
E allora forse capisci perché oggi voglio parlarti proprio del respiro. Perché ci pensiamo pochissimo, eppure è il miracolo più continuo che viviamo. Respiri senza accorgertene. Respiri mentre sorridi, mentre soffri, mentre ami, mentre piangi in silenzio nel cuore della notte. E finché c’è respiro, c’è vita. Sempre.
Non è un caso che la Bibbia, per parlare dello Spirito Santo, utilizzi parole come rùach e pnèuma, che significano soffio, vento, aria viva. È come se Dio, fin dall’inizio della creazione, avesse deciso di raccontarsi non attraverso qualcosa che puoi stringere tra le mani, ma attraverso qualcosa che puoi soltanto accogliere. Il vento non lo vedi, però lo senti. Dio non sempre lo comprendi. Però senza di Lui il cuore lentamente soffoca.
Ed è bellissimo pensare che tutto inizi proprio così: con un Dio che si china sulla polvere e soffia vita dentro ciò che, da solo, non avrebbe potuto vivere. Senza quel soffio divino siamo soltanto terra fragile, paure, ferite, stanchezze che si trascinano. Ma quando Dio respira dentro di te, anche la parte più spenta della tua anima ricomincia lentamente a vivere.
E forse oggi qualcuno che legge si sente proprio così: stanco, deluso, svuotato, con la sensazione di avere perso qualcosa o qualcuno di importante. Forse stai attraversando uno di quei momenti in cui Dio sembra distante, silenzioso, quasi nascosto dietro le pieghe complicate della tua vita. Eppure è proprio lì che il Vangelo ti sorprende.
Perché il silenzio di Dio non è assenza. È gestazione. Dio, qualche volta, toglie un appoggio esterno perché vuole diventare forza interiore. Toglie una certezza visibile perché vuole insegnarti a respirare il cielo anche dentro la notte. Ti svuota le mani… per riempirti il cuore. E lo Spirito Santo fa esattamente questo.
Ti rialza quando il demonio ti accusa. Ti ricorda chi sei quando il mondo prova a definirti attraverso i tuoi fallimenti. Ti sussurra speranza mentre tutto dentro di te vorrebbe arrendersi.
E allora oggi prova a fermarti un istante. Davvero. Metti in pausa tutto il rumore che ti porti dentro. Le ansie. Le corse. I pensieri che ti consumano. E ascolta il tuo respiro. Perché forse Dio sta parlando proprio lì. In quel soffio invisibile che ti tiene in vita anche quando non hai più forza. In quell’aria che entra nei tuoi polmoni senza chiederti il permesso. In quel cuore che continua ostinatamente a battere, nonostante tutto.
Lo Spirito Santo è questo: Dio che continua a sceglierti, a riempirti, a viverti dentro, anche quando tu pensi di essere vuoto. E allora non avere paura delle assenze, dei cambiamenti, delle notti interiori, dei distacchi che non comprendi. Perché qualche volta ciò che sembra una fine… è semplicemente Dio che sta cambiando il modo di restarti accanto. Come il respiro. Come la vita. Come l’amore vero #Santanotte
Alessandro Ginotta

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