• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
  • alessandro.ginotta@labuonaparola.it
Convertirsi è smettere di scappare da chi sei davvero

Convertirsi è smettere di scappare da chi sei davvero

C’è una notte, dentro questo Vangelo, che non è solo una notte. È uno spazio sospeso, un luogo dell’anima, una soglia sottile in cui tutto sembra fermarsi fuori… mentre dentro, invece, qualcosa si muove, si incrina, si apre — e forse, se sei onesto fino in fondo, è proprio lì che ti ritrovi anche tu, in quelle notti in cui non hai più risposte facili, in cui le certezze si fanno più fragili e le domande, improvvisamente, diventano più vere.

Il mio (in)solito commento a:
«Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Giovanni 3,1-8)

Nicodemo arriva così, quasi trattenendo il respiro, cercando Gesù senza voler essere visto, con quella fede ancora timida, ancora prudente, ancora un po’ nascosta… e dimmi, non è forse anche la tua fede, a volte? Una fede che c’è, sì, ma che non osa fino in fondo, che resta sulla soglia, che ha paura di quello che potrebbe accadere se davvero si lasciasse coinvolgere?

E invece Gesù non resta sulla superficie, non si accontenta di parole educate, non ti lascia nella tua zona di sicurezza. No. Gesù entra, affonda, sposta. Non accarezza soltanto: attraversa. Non consola soltanto: trasforma. E ti dice — con una semplicità disarmante che però ha il peso di un terremoto dentro — che devi nascere di nuovo.

Non aggiustarti un po’. Non diventare una versione leggermente migliore di te stesso. Nascere. Di nuovo.

E questa parola, se ci pensi davvero, è quasi scandalosa. Perché nascere non è qualcosa che controlli, non è qualcosa che gestisci, non è qualcosa che programmi. Nascere è lasciarti fare. È attraversare un passaggio che non puoi dominare. E allora capisci perché resisti. Perché in fondo vuoi restare tu a guidare. Vuoi restare tu a decidere. Vuoi restare tu a sapere. Ma lo Spirito… lo Spirito no.

Lo Spirito è vento. E il vento non lo fermi. Non lo imprigioni. Non lo addomestichi. Lo Spirito non ti chiede il permesso di cambiare la tua vita. Lo Spirito entra… se trova uno spiraglio.

E quando entra, non sistema soltanto qualche dettaglio: ribalta le prospettive, sposta gli equilibri, accende luci dove eri abituato al buio, ti mette davanti a verità che avevi imparato a evitare con eleganza.

Convertirsi, allora, non è diventare qualcun altro. È smettere di scappare da chi sei davvero. È voltarti — sì, proprio voltarti — e avere il coraggio di guardare in faccia la tua vita senza filtri, senza scuse, senza maschere… e poi, lentamente, scegliere. Scegliere una direzione nuova. Scegliere di non restare fermo. Scegliere di non accontentarti più di una vita a metà.

Non è uno sforzo eroico. È un abbandono fiducioso. Non è una prestazione. È una resa. Non è “fare di più”. È “lasciare entrare”. È acqua che scende in profondità e lava via ciò che appesantisce, ciò che incrosta, ciò che ti tiene ancorato a versioni vecchie di te. È Spirito che soffia e riaccende, che rimette in circolo la vita proprio dove pensavi fosse finita.

E allora la domanda diventa inevitabile, quasi scomoda, ma tremendamente vera: tu vuoi davvero rinascere… oppure preferisci restare così, al sicuro, prevedibile, controllato? Perché vedi, il rischio più grande non è sbagliare. Il rischio più grande è non cambiare mai. È vivere una vita corretta… ma non viva. È respirare… ma non ardere. È credere… ma non lasciarsi trasformare.

E invece il Vangelo oggi ti prende per mano e ti conduce lì dove tutto può ricominciare. Perché Dio non aspetta versioni perfette di te. Dio cerca spiragli. E allora, per una volta, non difenderti. Non trattenerti. Non rimandare. Lascia che quel vento ti raggiunga, anche se scompiglia, anche se destabilizza, anche se ti porta fuori rotta. Perché sì, è vero: non sai da dove viene e non sai dove ti porterà. Ma forse è proprio questo il punto.

Che la vita vera non è quella che controlli. È quella che ti cambia. E se oggi senti qualcosa muoversi dentro, anche solo appena, anche solo come un soffio leggero… non aver paura. Non è inquietudine. È nascita. E potrebbe essere proprio l’inizio della tua vita più vera. #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo porta croce”, di El Greco, 1590, olio su tela, 106×69 cm, Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona

Sostieni labuonaparola.it

 Se ti piace questo blog sostienilo.
La tua donazione mi aiuterà a continuare a creare contenuti di qualità:

Ogni contributo, grande o piccolo, fa la differenza. Grazie per il tuo sostegno!


Vuoi ricevere i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?

Iscriviti alla newsletter. È gratis e potrai cancellarti in ogni momento!

Tags :

Vuoi ricevere i commenti di La buona Parola nella tua e-mail?

Iscriviti alla newsletter. È gratis e ti potrai cancellare in ogni momento!

Continua a leggere