APPELLO: Perchè far pagare ai poveri le conseguenze dell'instabilità politica?

APPELLO: Perchè far pagare ai poveri le conseguenze dell’instabilità politica?

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La Società di San Vincenzo De Paoli raccoglie e rilancia l’appello di Alleanza contro la povertà.

Il volontariato è una risorsa preziosa nella difesa dei diritti dei più deboli e le Conferenze di San Vincenzo De Paoli sono da sempre in prima linea nella battaglia contro la povertà. Quella dei volontari vincenziani è un’instancabile azione di primo intervento e vicinanza costante verso le persone in difficoltà.

“Ma il volontariato – ha dichiarato il dott. Antonio Gianfico, Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli –  non può e non deve sostituire l’impegno dello stato nel garantire la giustizia sociale. Auspico che ogni politico, ogni amministratore, ogni dirigente, chiunque e a qualunque titolo occupi un posto nella res pubblica ne faccia un caso di coscienza: non si può non dare attenzione a tanta sofferenza dovuta alla povertà sempre più diffusa in Italia, spesso a causa della poca lungimiranza nella gestione del bene comune”.

Il clima di incertezza politica rischia di privare tante famiglie indigenti della possibilità di ricevere il sostegno pubblico di cui hanno necessità. Affinché ciò non accada, l’Alleanza contro la povertà chiede di approvare la legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI) e di predisporre il Piano nazionale contro la povertà.

Dall’inizio della crisi, le persone in povertà assoluta in Italia sono aumentate del 155%: nel 2007 erano 1milione ed 800mila mentre oggi sono 4milioni e 600mila. Povertà assoluta è il termine tecnico che indica la miseria: la vive – infatti – chi non riesce a raggiungere lo standard di vita definito dall’Istat “minimamente accettabile”, con riferimento ad alimentazione, abitazione, vestiario, trasporti ed altre esigenze primarie.

Da gennaio l’Italia sarà l’unico paese europeo nel quale lo Stato non fornisce un aiuto alle persone in povertà assoluta. La Grecia infatti, che condivideva questo primato negativo con il nostro Paese, ha deciso di introdurre nel 2017 un sostegno pubblico a chiunque si trovi in tale condizione.

Nell’ultimo anno sono stati realizzati significativi passi in avanti per colmare questa carenza. Vi hanno lavorato insieme il Governo e le principali forze parlamentari, di maggioranza e di opposizione. L’Alleanza contro la povertà ha contribuito attraverso un’attività costante di sensibilizzazione, pressione e proposta. È stata così avviata una misura transitoria, destinata a 3 poveri su 10. È, soprattutto, cominciato il percorso parlamentare della legge delega per l’introduzione del Reddito d’Inclusione (REI), giunto a buon punto. Il REI dovrebbe rivolgersi a tutti i poveri, fornendo loro un contributo monetario, per affrontare le difficoltà economiche di oggi, insieme agli strumenti per costruirsi un domani migliore (formazione professionale, nidi per i figli, sostegno psicologico e così via, in base alle diverse esigenze di ognuno).

L’incertezza politica, però, rischia ora di vanificare i passi in avanti compiuti, proprio quando bisognerebbe portare a compimento il lavoro svolto, introducendo finalmente nel nostro paese un sostegno rivolto all’insieme della popolazione povera. L’unico modo per evitarlo è che il Parlamento approvi – in tempi brevi – la legge delega e che sia predisposto il Piano nazionale contro la povertà, nel quale specificare tutti i passaggi attuativi da compiere per l’introduzione del REI.

L’Alleanza contro la povertà auspica che non siano scaricate sulla parte più debole della società italiana le conseguenze negative dell’instabilità politica. Chiede, dunque, al Presidente della Repubblica, del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di Camera e Senato che l’azione del Governo e del Parlamento pongano tra le priorità la lotta alla povertà e, a tutte le forze politiche di collaborare affinché si giunga in tempi rapidi a:

• approvare la legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI);

• predisporre il Piano nazionale contro la povertà con un investimento tale da rendere i servizi territoriali realmente inclusivi.

Alleanza contro la povertà: dati Istat, i poveri non siano vittime della politica
L’Alleanza contro le povertà in Italia

L’Alleanza contro la povertà in Italia è composta da 35 organismi e promotrice del Reis (Reddito di Inclusione Sociale), una proposta organica di Piano nazionale contro la povertà. Il Reis, ha come obiettivo il contrasto alla povertà assoluta ed è uno strumento di politica sociale fondato sulla necessità di integrare un intervento di sostegno al reddito con un’adeguata politica dei servizi (lavoro, istruzione, salute, integrazione, etc.).

Sono soggetti fondatori: Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano – ONLUS, fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora , Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari.

All’Alleanza aderiscono anche: Adiconsum, Arci, Associazione Professione in Famiglia, ATD Quarto Mondo, Banco Farmaceutico, Cilap EAPN Italia, CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, Federazione SCS, Focsiv, Fondazione Banco delle Opere di Carità Onlus, Fondazione ÉBBENE, Gvvaic Italia, Piccola Opera della Divina Provvidenza del Don Orione, U.N.I.T.A.L.S.I. – Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali.

La partecipazione all’Alleanza è aperta a tutti i soggetti sociali interessati alla lotta contro la povertà assoluta in Italia.

Alessandro Ginotta

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