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Vivere tra i lupi

Vivere tra i lupi

«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi». Gesù non addolcisce la realtà, non ci offre un Vangelo imbottito di zucchero e frasi consolatorie, ma ci mette davanti alla scena così com’è: fragile, ruvida, pericolosa. Pecore in mezzo ai lupi. E forse oggi questa immagine ci brucia addosso più che mai, perché basta aprire un giornale, scorrere una notizia, ascoltare il racconto di qualcuno, per accorgerci che il tempo dei lupi sembra essere tornato

Il mio (in)solito commento a:
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro (Matteo 10,16-23)

Guerre, prepotenze, violenze ingiustificate, omicidi, fatti gravissimi che insanguinano il mondo e ci lasciano spesso muti, come se la realtà avesse superato la soglia dell’immaginabile. Alcune cose che accadono oggi, solo cinque anni fa, le avremmo considerate impossibili, indegne del nostro tempo, lontane dalla nostra idea di civiltà, e invece eccole qui, appena fuori dalla porta di casa, nei luoghi che abitiamo, nelle città che attraversiamo, nelle vite che sfioriamo ogni giorno.

Ma i lupi non abitano soltanto le guerre e la cronaca nera. Ci sono lupi più silenziosi, più eleganti, più difficili da smascherare, perché non sempre mordono con i denti: a volte lo fanno con un contratto calpestato, con un lavoratore lasciato senza tutela, con una persona usata e poi scartata, con una dignità piegata in nome del profitto, della carriera, del potere.

Allora la domanda diventa inevitabile, e forse anche un po’ scomoda: chi sono i lupi di oggi? Chi sono i lupi nella tua vita? E soprattutto: c’è in te una parte di lupo?

Perché il lupo non è soltanto l’altro, quello cattivo, quello distante, quello che possiamo indicare senza sentirci coinvolti. Il lupo può nascondersi anche dentro il nostro bisogno di dominare, nella nostra durezza quando giudichiamo, nella fretta con cui feriamo, nella comodità con cui ci abituiamo al dolore degli altri. Ogni volta che togliamo speranza, che schiacciamo una fragilità, che spegniamo una luce, una piccola parte di lupo si sveglia anche in noi.

Gesù lo sa. Per questo continua con parole che sembrano attraversare i secoli come una lama di fuoco: «Vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia». È un linguaggio duro, profetico, quasi spaventoso, eppure straordinariamente attuale, perché anche oggi chi sceglie la verità può diventare scomodo, chi difende il debole può essere isolato, chi resta umano in mezzo alla ferocia può apparire ingenuo, fuori posto, perfino ridicolo.

Ma il Vangelo non è il manifesto della paura. È l’annuncio di una presenza: «Quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi». m Ecco la svolta. Ecco la promessa che squarcia la notte.

Tu puoi essere piccolo, esposto, ferito, circondato da lupi veri o invisibili, puoi sentirti senza parole davanti all’ingiustizia, senza forza davanti alla prova, senza lucidità davanti alla paura, eppure Dio non ti lascia mai solo sulla linea del fuoco. Lo Spirito Santo non sempre cambia la scena, ma cambia il cuore con cui la attraversi; non sempre spegne subito l’ululato dei lupi, ma accende dentro di te una voce più forte del loro rumore.

Il problema è che spesso viviamo così immersi nel frastuono da non riconoscere più questa voce. Corriamo, reagiamo, controlliamo, pianifichiamo, ci difendiamo, ci aggrappiamo alle nostre strategie, e più vogliamo essere autosufficienti, più ci scopriamo fragili. Senza Dio diventiamo ansia vestita da forza, orgoglio mascherato da sicurezza, parole vuote lanciate contro il buio.

Con Dio, invece, anche la pecora più tremante può diventare profezia. Dio è con te anche quando tutto sembra perduto, anche quando la strada si stringe, anche quando la notte pare più grande della tua fede. Se riuscirai a fare silenzio nel frastuono della vita, ascolterai i consigli dello Spirito: consigli di saggezza, consigli di verità, consigli capaci di trasformare la tua paura in parola e la tua fragilità in missione.

Siamo pecore in mezzo ai lupi, sì. Ma non siamo pecore abbandonate. Siamo mandati nel cuore della notte con una luce dentro, e quando il branco ulula, quando la paura stringe, quando il mondo sembra divorare ogni speranza, ricordati questo: il male può circondarti, ma non può occupare il posto di Dio. Anche in mezzo ai lupi. Anche nella notte più feroce. Anche lì, soprattutto lì, lo Spirito del Padre parla in noi. #Santanotte

Alessandro Ginotta

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