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Vegliate: la prima domenica d’Avvento!

Vegliate: la prima domenica d’Avvento!

Oggi voglio proporti un esame della vista… dell’anima. Sì, proprio così: chiudi per un istante gli occhi e prova a guardare con il cuore. Cosa vedi nelle pagine del Vangelo che ci introducono al cammino d’Avvento? Solo buio, paura, distruzione? Oppure riesci a intravedere, dietro le nubi, una luce che cresce piano, che riscalda, che dà vita?

Quella luce è Dio. È la fiamma che non si spegne mai, anche quando tutto intorno sembra crollare. È la certezza che, anche nella notte più profonda, Lui è già lì, pronto a far rinascere la speranza.

Il mio (in)solito commento a: «Vegliate, per essere pronti al suo arrivo» (Matteo 24,37-44)

““Vegliate.” Una sola parola, eppure capace di scuoterci dentro. È un richiamo dolce e forte allo stesso tempo: non addormentare il cuore, non vivere distratto, non lasciare che la vita ti scivoli tra le dita.

L’Avvento, lo dice la parola stessa – adventus, “arrivo” – è attesa in cammino, è speranza che si muove. È come l’alba che tinge di rosa il cielo dopo la lunga notte. È il battito che accelera quando intuisci che qualcosa di grande sta per accadere. È l’aria che cambia, portando con sé il profumo di una novità che non puoi fermare. Perché quando Dio arriva, nulla resta com’era prima. La prima Venuta di Cristo ha diviso il tempo: prima e dopo di Lui. La seconda? Sarà l’alba di un tempo che non finirà più. Un nuovo cielo, una nuova terra. Una vita piena, finalmente insieme a Dio.

Dio non è mai stato fermo. È un Dio che cammina.
Cammina nel giardino, accanto all’uomo che si nasconde (Genesi 3,8).
Marcia nel deserto, come fuoco che illumina la notte (Esodo 13,21).
Poi scende tra noi, si fa carne, si fa fragile: Emmanuele, “Dio con noi” (Matteo 1,23).

E proprio lì, nel gesto più umile della storia, Dio rovescia ogni logica umana: dichiara beati gli ultimi, gli affamati, i perseguitati. Trasforma la croce – simbolo di sconfitta – nel trionfo della vita. Perché quando tutto sembra finire, è proprio lì che inizia la Risurrezione.

Quando le lancette del tempo si fermeranno, che cosa accadrà dentro di te?
Forse avrai paura, come ogni uomo davanti al mistero. Ma prova a guardare oltre.
Oltre il buio. Oltre la fine. Oltre la croce.
Perché dietro ogni “fine” che temiamo, Dio prepara sempre un nuovo inizio.

C’è chi legge nei segni dei tempi solo distruzione, ma chi ha occhi di fede intravede un’alba. È la stessa differenza tra chi guarda una notte e chi, in quella notte, riesce a vedere la stella che annuncia il mattino.

Sì, il Dio-con-noi tornerà a camminare con noi. Tornerà a farci sentire che non siamo soli. E allora ogni lacrima sarà asciugata, ogni dolore guarito, ogni paura dissolta.

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il Dio-con-loro»
(Apocalisse 21,3)

Quando tutto sembra finire, ricordalo: è lì che comincia davvero. Perché Dio non arriva mai in ritardo. Arriva sempre al momento giusto! #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Glorificazione della Vergine”, di Geertgen tot Sint Jans, 1490-1495, olio su tavola, 205 x 245 cm, Museo Boijmans Van Beuningen

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