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Troppe preoccupazioni ti allontanano dal Paradiso

Troppe preoccupazioni ti allontanano dal Paradiso

Vuoto. Sì, hai capito bene: vuoto. Questa è l’etimologia di “vanità”. Compriamo un capo firmato, lo indossiamo fieramente, ci specchiamo e scattiamo un selfie. Vanità. Vuoto. Insignificante. Non importante.

Il mio (insolito) commento a:
Non preoccupatevi del domani (Matteo 6,24-34)

Un saggio vissuto tra il V e il III secolo a.C. scrisse: “Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?” (Qoèlet 1,2-3). Egoismo, narcisismo, credere troppo in noi stessi: i peggiori abiti che possiamo indossare.

Oggi ci arrivano parole che sembrano un rimprovero, ma profumano di speranza, come i gigli del campo: “Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?” (Matteo 6,25).

Troppo spesso siamo ossessionati dalle questioni economiche e dimentichiamo ciò che conta davvero: la salute, la vita! Immaginate un magnate della finanza a cui viene diagnosticata una malattia incurabile. Non cercherà forse i migliori specialisti al mondo, sperando in una cura? E quando capirà che non esiste cura, per quanto possa pagare, cambierà atteggiamento? Capirà che la vita è il bene più prezioso, non il denaro? Ecco che Dio ci avverte: il corpo vale più del vestito.

Non lasciarti ingannare dalle apparenze. Tocca la sostanza: la vita è il dono più prezioso che abbiamo. Troppo spesso viviamo superficialmente, concentrandoci solo sugli aspetti materiali. Ci preoccupiamo di guadagnare qualche euro in più, del colore o della moda di un vestito, ma dimentichiamo che la salute è più importante del conto in banca più ricco del mondo.

Un cuore pieno di avidità è un cuore vuoto di Dio. Gesù ci ammonisce: rischiamo di riporre la nostra sicurezza nei beni materiali, mentre la vera sicurezza, la salvezza autentica, è solo in Dio. Il Signore ci invita a distaccarci dalla materialità e a riorientarci verso valori più alti: “E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?” (v. 27).

E continua: “E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?” (vv. 28-30). Dio sa cosa è veramente importante e nessuno stilista può eguagliare la bellezza dei fiori. Fidiamoci di Lui: Egli sa di cosa abbiamo bisogno: “Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno” (v. 33).

Gesù ci offre la ricetta per la serenità in Dio: “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena” (v. 34-35).

Non ti preoccupare per ciò che non puoi cambiare, cambia il tuo modo di pensare. Dio ti ama e conosce i tuoi bisogni più nascosti! #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Il discorso della Montagna”, di Carl Bloch, 1877, olio su rame, 104 × 92 cm, The Museum of National History at Frederiksborg Castle

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