• La Buona Parola - il blog di Alessandro Ginotta
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Siamo fatti di terra e di cielo

Siamo fatti di terra e di cielo

Immagina la scena. Gesù sta parlando alla folla. Lo ha appena fatto con una forza che lascia tutti senza fiato, dopo essere stato accusato – incredibilmente – di agire per mezzo del demonio. Un’accusa assurda, che solo la paura e l’invidia potevano generare. E proprio mentre il silenzio cala tra la gente, una donna rompe la tensione e grida: “Beato il grembo che ti ha portato!”.

Il mio in(solito) commento a Luca 11,27-28

Un modo tenero per dire: “Beata lei che ti ha generato!”. Ma Gesù, con dolce fermezza, risponde: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Non è una correzione brusca, ma un invito. Gesù ci spinge a guardare più in alto, a spostarci dal livello della carne a quello dello spirito. Quella donna aveva lodato la maternità fisica, la dimensione terrena dell’amore. Gesù la completa mostrando che c’è un’altra maternità, più profonda: quella dell’anima che accoglie e fa nascere la Parola di Dio dentro di sé.

Vedi, anche noi oggi siamo come quella donna: affascinati dal visibile, incatenati al concreto. Il terzo millennio ci ha immersi nell’immanenza: viviamo per ciò che si tocca, si conta, si misura. Ma, così facendo, ci stiamo allontanando da Dio… e da noi stessi. Perché dentro ciascuno di noi esiste un punto misterioso in cui cielo e terra si incontrano: il luogo sacro della nostra anima.

“Trascendere” significa “salire oltre”. “Immanere” significa “rimanere dentro”. Due parole che sembrano opposte, ma in realtà si completano: siamo creature sospese tra il cielo e la polvere, capaci di toccare Dio pur restando umani. Eppure, ci comportiamo come se fossimo fatti solo di carne, dimenticando che lo spirito è la nostra parte più vera.

Anche chi sembra aver smarrito la via conserva dentro di sé un soffio divino. Nessuno ne è privo. L’anima può essere sepolta, ferita, addormentata… ma non muore mai. Dentro ogni uomo si combatte ogni giorno una battaglia silenziosa: la materia ci tira giù, lo spirito ci chiama in alto. E noi, in mezzo, oscilliamo tra la fame di possesso e la sete d’infinito.

Gesù, con poche parole, ci ricorda dove sta la vera beatitudine: non nel possedere, ma nell’ascoltare. Non nel fare rumore, ma nel custodire la Parola e lasciarla fiorire in noi.

“Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). Forse oggi il mondo ci distrae con mille luci, ma la luce più vera non è fuori — è dentro.

E Sant’Agostino ci sussurra: “Con i tuoi occhi possiedi il cielo intero”. Allora guardalo, quel cielo. Respira la sua immensità. Ricorda che sei fatto di spirito e materia, di terra e di Dio.

Non lasciare che la tua anima si spenga nel rumore del mondo. Ascolta. E vivi #Santanotte

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “La Trasfigurazione”, di Giovanni Girolamo Savoldo, 1530, 139×126 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

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