Sai dire quanto ami Gesù?

Sai dire quanto ami Gesù?

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,15-19)

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

E’ l’alba. Ci troviamo sul lago di Tiberiade. Gesù è già stato crocifisso, ma non è ancora asceso al cielo. Gli Apostoli sono intimoriti e smarriti. Non stanno neppure più tutti insieme…  Tutto sembra finito. La morte del Maestro ha “infranto” il loro sogno. Che fare? San Pietro decide di tornare all’occupazione di prima… riprende a pescare (o meglio, tenta di farlo). Sei apostoli sono con lui sulla barca, lo hanno seguito. Degli altri non si sa nulla.

In tutta la notte però… i discepoli non sono riusciti a prendere neppure un pesciolino. Si sono affaticati inutilmente. Gesù li aveva avvisati: “Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15, 5). Ed ecco Gesù, che compare sulla riva del lago: “«Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci” (Gv 21,6).

Senza Gesù non possiamo nulla. Con Lui accanto anche le difficoltà apparentemente più insormontabili si riescono a superare. Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Mt 17,20). Grazie Gesù! Lo diciamo tutti insieme? Grazie Gesù!

Ma entriamo nel cuore della parabola. Avete notato che ho sottolineato “è l’alba“. “Se uno cammina di giorno, non inciampa […] ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce” (Gv 11,9). L’evangelista Giovanni non lascia nulla al caso e, si può dire che scriva con la luce. Ricordate il passo che riguarda Giuda nel Cenacolo? “Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte” (Gv 13,30). La notte più buia della storia dell’uomo. Quella in cui Gesù fu tradito.

Là era notte, qui è l’alba. L’alba di una nuova era. La nascita della Chiesa. Pasci le mie pecore”. Gesù sta per ascendere al cielo. San Pietro sarà il suo vicario in terra.

Sì, proprio San Pietro, che per tre volte ha rinnegato Gesù. Ora per tre volte dovrà confermarne l’amore. Tre negazioni, tre dichiarazioni d’amore. (E’ tardi… ma mi preme ancora di farvi notare una cosa, prometto che non mi dilungherò…). Mettiamo a confronto le tre domande con le tre risposte:

mi ami più di costoro?”  “lo sai che ti voglio bene” (v. 15)
mi ami davvero?”  “tu sai che ti voglio bene” (v. 16)
mi vuoi bene?”  “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene” (v. 17)

Pietro, Pietro… non riesci proprio a dire a Gesù che lo ami, vero? Ma non importa! Guardate cosa fa Gesù: comprende che San Pietro non è in grado di amarlo, almeno non così tanto come Lui lo ama… non così tanto come Lui ci ama. Noi non riusciamo a ricambiare appieno l’infinto amore di Gesù, nonostante Lui abbia dato la sua vita per noi. E allora Gesù “si abbassa”. Scende al nostro livello e la terza volta dirà: “mi vuoi bene?“. Non più “mi ami” ma “mi vuoi bene!”.

Amici, la domanda di oggi è: io, amo Gesù? Sono in grado di dirgli “ti amo”? Oppure mi limito a dirgli “ti voglio bene”? E ancora, sono pronto a fidarmi ciecamente di Gesù? Sono pronto a tornare al largo e gettare le reti dall’altra parte, oppure mi ostino a voler fare “senza di Lui”? La mia fede è grande almeno come un granellino di polvere?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco, amali come sai fare solo Tu!

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Sai dire quanto ami Gesù?

Il dipinto di oggi è “La Pesca Miracolosa”, del pittore fiammingo David Teniers, detto il Giovane, 1650 circa, olio su tela,  76,5×110 cm, Old Masters Gallery, Mosca (Russia).

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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